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  15/04/2019            20:30
Novecento Cameristico Italiano: al via la stagione di concerti al Teatro Verdi di Padova

Novecento Cameristico Italiano: al via la stagione di concerti al Teatro Verdi di Padova


Sei appuntamenti promossi dalla Fondazione Musicale Omizzolo – Peruzzi: si comincia lunedì 15 aprile.


La Fondazione Musicale Omizzolo Peruzzi, istituzione nata intorno all’opera del pianista e compositore padovano Silvio Omizzolo (1905-1991) e attiva da 7 anni nella divulgazione della cultura musicale veneta su scala regionale e nazionale, ma non solo, dà il via alla stagione di eventi 2019 portando al Teatro Verdi di Padova la preziosa rassegna “Novecento Cameristico Italiano”: 6 gli appuntamenti, 4 primaverili e 2 autunnali, in programma negli eleganti ed intimi spazi del Foyer e della Sala del Ridotto di uno dei luoghi simbolo dell’arte della città del Santo.

L’iniziativa fortemente voluta da Enrica Omizzolo ed Elio Peruzzi (la figlia e il genero del musicista a cui è intitolata) e divenuta realtà nel 2012, dopo 15 anni di attività come Centro Culturale “Silvio Omizzolo”, nelle diverse edizioni è riuscita a richiamare nel territorio grandi interpreti internazionali quali, fra gli altri, Shlomo Mintz, Bruno Canino, Rocco Filippini, Pietro De Maria, Mario Brunello, Michele Campanella, Enrico Dindo, Maurizio Baglini, il Quartetto di Cremona, Silvia Chiesa, Domenico Nordio e Andrea Bacchetti, creando in loro un profondo interesse verso la qualità del repertorio promosso. Nei concerti della Fondazione, di regola, la musica di Omizzolo viene proposta accanto alla produzione cameristica italiana del Novecento e, nell’ottica di evidenziarne le influenze, ai capolavori della musica classica europea. In occasione dei 400 anni dalla nascita, la rassegna 2019 dedicherà uno spazio anche alla compositrice veneziana Barbara Strozzi (Venezia, 1619 – Padova, 1677), una delle poche compositrici della storia della musica nonché figura di musicista dalla vita intrigante e dalla produzione molto pregevole. Il nuovo cartellone, con la presenza di un concerto di musica del Sei-Settecento e un altro comprendente vari brani di contemporanea, estenderà quindi i confini cronologici consueti, toccando episodi salienti della produzione cameristica classica, romantica e novecentesca, e mettendoli in confronto dialettico con il “Novecento Cameristico Italiano”. Il debutto del cartellone è previsto per lunedì 15 aprile alle ore 20.30 presso il Foyer del Verdi e sarà interamente dedicato alla produzione vocale da camera italiana dai primi del secolo scorso fino ai giorni nostri. Ad interpretare il repertorio, una delle voci più apprezzate del settore, quella di Alda Caiello, accompagnata al pianoforte dal “magistrale” tocco di André Gallo. In programma: “Quattro favole romanesche” op. 38 di Alfredo Casella (1883 – 1947), “Quattro canzoni popolari” di Luciano Berio (1925 – 2003), “Night dances” di Mauro Montalbetti (1969), “Canzoni crudeli” op. 44 n. 11-8-2 di Luca Mosca (1957), “Petite suite” per piano solo di Luciano Berio, “Triodia” (I. Lento – III. Andante) di Silvio Omizzolo, “(Un)heavenly llulaby” di Marco Di Bari (1958). Nei successivi appuntamenti: il violino nella produzione italiana da Martucci a Maderna, con Omizzolo e Lincetto a tenere alta la bandiera di Padova (8 maggio); un concerto dedicato a un interprete storico del flautismo europeo, Maxence Larrieu (22 maggio); tre dei maggiori esecutori odierni: Corrado Giuffredi, primo clarinetto dell’Orchestra della Svizzera Italiana, Silvia Chiesa, violoncellista e profonda conoscitrice del repertorio italiano, Maurizio Baglini, punto di riferimento del concertismo pianistico attuale (10 giugno); il ricordo di Barbara Strozzi con uno degli ensemble di musica rinascimentale più apprezzati del momento: La Venexiana (4 ottobre). In chiusura di rassegna il duo d’eccezione composto dai due raffinatissimi solisti e cameristi Enrico Dindo e Pietro De Maria (5 novembre).

NOTE AL PROGRAMMA DEL PRIMO CONCERTO

Trilussa (anagramma del cognome di Carlo Alberto Salustri) fu il terzo grande poeta dialettale romano dell’Ottocento dopo Giuseppe Gioacchino Belli e Cesare Pascarella. Rispetto ai primi due ideò un linguaggio più vicino all’italiano e più legato alla Roma borghese anziché a quella popolana, più attento all’umorismo della cronaca quotidiana che alla satira storica. Dalla sua produzione poetica dialettale, il compositore torinese Alfredo Casella trae le sue Quattro favole romanesche, pagine ricche di humour nelle quali l’ironia tagliente dei versi trova eco nella secca nettezza della musica. Si rileva in questi pezzi la ricerca, che Casella intraprende negli anni venti, di una via italiana alla modernità che fosse priva di influenze francesi e tedesche. Nelle composizioni di questo periodo il musicista delinea la tanto ricercata musica italo-moderna, che si ispira a forme musicali preesistenti, arricchite da allusioni burlesche e ironiche e unite a elementi tratti dalle esperienze musicali contemporanee.
Le Quattro canzoni popolari di Berio (antecedenti delle note Folksongs composte nel 1964 per Cathy Berberian) sono composizioni giovanili su testi di anonimi e del poeta del Duecento Jacopo (o Giacomo) da Lentini. La prima, la seconda e la quarta sono del 1946-47, la terza viene aggiunta alla raccolta per la revisione del 1973. Nella prima canzone si rileva una linea vocale arcaizzante sostenuta da un contrappunto pianistico su note puntate. La seconda canzone restituisce tutta la freschezza del vero ‘popolare’ e ricorda le voci del mercato. La terza si esprime su linee modali con forte intensità vocale e infine la quarta è un vero tour de force per voce e pianoforte, quasi uno scioglilingua irto di acuminate e deliranti figurazioni ritmiche.
Il bresciano Mauro Montalbetti, diplomato con lode in composizione al Conservatorio di Milano sotto la guida di Paolo Rimoldi e Irlando Danieli, è riconosciuto come uno dei compositori italiani più eseguiti e premiati della sua generazione. Così delinea egli stesso il suo brano in prima esecuzione assoluta: «Night dances è un ciclo di composizioni per voce e pianoforte scritte per Alda Caiello che ne ha sollecitato la creazione. La poetica del frammento e la tradizione dei cicli liederistici dell’età romantica sono punto di riferimento imprescindibile. La selezione dei frammenti poetici avvenuta con rigore e rispetto per la poetessa americana Sylvia Path, avviene quasi per sottrazione, individuando le frasi più liricamente intense, inserite in un’architettura drammaturgica che possa indagare tre ‘aree’ emotive tipiche dell’incandescente lirismo della Plath: il corpo, l’essere, l’assenza-abbandono. Le undici brevi Songs sviluppano il discorso musicale partendo da materiali musicali essenziali; una figura, un accordo, un profilo melodico, in continua relazione fra loro, cercano di amplificare le potenti immagini della Plath, amplificandone l’essenziale potenza visionaria».
Luca Mosca è nato a Milano ha studiato presso il Conservatorio della sua città diplomandosi in pianoforte con Eli Perrotta e Antonio Ballista, clavicembalo con Marina Mauriello e composizione con Franco Donatoni e Salvatore Sciarrino. Sue composizioni sono state eseguite in importanti sedi e manifestazioni. Sulle sue Canzoni crudeli ci riferisce: «La mia passione giovanile per Lautréamont [pseudonimo del poeta francese Isidore Lucien Ducasse, (Montevideo 1846 – Parigi 1870)] mi portò a scrivere, nella seconda metà degli anni Ottanta, un ciclo di quarantaquattro canzoni per voce e pianoforte. Come Lautréamont si divertì nelle sue poesie a plagiare o a rovesciare il senso delle massime di La Rochefoucault e di Vauvenargues [scrittori francesi vissuti il primo fra il 1613 e il 1680, il secondo fra il 1715 e il 1747], così feci io in queste canzoni mescolando vari generi in una vertigine di stili diversi. Insieme alle 3trentaNovellette per voce e pianoforte, questo pezzo fu per me un eccellente banco di prova per approfondire la scrittura vocale e mi invogliò successivamente a scrivere moltissimo per il teatro musicale».
La Petite Suite, composta da Berio a soli 22 anni, è un’interessante testimonianza della prima formazione musicale di Berio, evidentemente ricca di influenze raveliane e stravinskiane. Pur nell’ambito di una maniera genuinamente ‘naif’, già in questa prima opera pianistica sono presenti quell’estro strumentale e quel divertito eclettismo che caratterizzeranno la poetica della maturità.
L’interesse personale di Omizzolo è mosso più volte dal bisogno di attingere ai modi di espressione tipici della lirica da camera. Salvo il dubbio che più che i vari testi, sia proprio la voce umana a sollecitare in lui le suggestioni e le immagini musicali più sentite, se si guarda alla più singolare di queste opere, a quella Triodia (in pratica, tre vocalizzi per soprano e pianoforte) dove il musicista riesce a raggiungere risultati di irresistibile emozione utilizzando mezzi semantici di pura vocalità.
Marco di Bari è nato a Casoli (Chieti), ha studiato pianoforte con Marco Fumo e Bruno Canino e composizione con Luca Lombardi. Si è diplomato in composizione musicale elettronica presso il Conservatorio di Milano e si è quindi laureato in lettere presso l’Università D’Annunzio di Chieti. Introduce così il suo pezzo: «In (Un)heavenly Lullaby, su un testo di una lullaby popolare irlandese rinascimentale innestato su un inglese moderno ho immaginato una antininnananna, in cui gli elementi retorici consolatori del rapporto madre-figlio non si sciolgono secondo un criterio narrativo usuale. La situazione immaginata è piuttosto generata da una nevrosi della madre causata da un grande dolore personale per una cecità appena manifestatasi e di cui è caduta vittima. Così il brano ipotizza una inversione retorica di utilizzazione del testo, forse cantata ad un bambino mai nato e tanto desiderato, o forse una tenerezza intrisa di disperazione per un figlio che non si potrà mai vedere. Qui gli elementi architettonici sono desunti dall’intervallo di terza minore, caratteristico delle nenie popolari, e dalla proiezione di questo intervallo in tre accordi sospesi, in primo rivolto, una musica che galleggiasse nella notte e nell’intimità. Un brano che passa dalla dimensione tragica al ripiegamento interiore attraverso una narrazione di un gesto ripetitivo e solito come il canto serale di addormentamento».

Alda Caiello
Una delle maggiori interpreti nel panorama europeo per versatilità, raffinatezza e capacità espressive. Diplomata in pianoforte e in canto al Conservatorio di Perugia, cantante prediletta da Berio per le sue Folksongs, ha cantato sotto la guida di direttori quali Berio stesso, Frans Brüggen, Myung-Whun Chung, Valery Gergiev, Arturo Tamayo, Gianandrea Noseda, Jonathan Webb, Peter Keuschnig, Massimo de Bernart, Donato Renzetti, Emilio Pomarico, Pascal Rophé, Waine Marshall, Stephen Ausbury, Peter Rundel, Lucas Vis, Christopher Franklin, Renato Rivolta, Marcello Panni, Fabio Maestri, Marco Angius, e con registi quali Daniele Abbado, Yoshi Oida, Giorgio Barberio Corsetti, Davide Livermoore, Michael Scheidl, Cristina Mazzavillani Muti, Stefano Poda, Ignacio Garcìa, Giorgio Pressburger. È stata invitata dalle maggiori istituzioni musicali europee, tra cu il Teatro alla Scala di Milano, Concertgebouw di Amsterdam, Wigmore hall di Londra, Fondazione Gulbenkian di Lisbona, Auditorio Nacional di Madrid, Konzerthaus e Musikverein di Vienna, Salzburger Festspiele, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Carlo Felice di Genova, Festival di Musica Contemporanea di Barcelona, Festival d’Automne di Parigi, Festival Mozart de La Coruña, Festival Wien Modern, Festival Manca, Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Teatro dell’Opera di Roma, Bologna Festival, Rotterdams Philharmonisch Orkest, Biennale di München,Festival MiTo e Milano e Torino Festival di Alicante, Ravenna Festival. Il suo repertorio include partiture di Monteverdi, Bach, Purcell, Scarlatti, Mozart, Boccherini, Pergolesi, Gluck, Rossini, Respighi, Mahler, Schoenberg, Berg, Shostakovic, e numerose partiture del Novecento e contemporanee come La voix humaine di Poulenc, Pierrot Lunaire di Schoenberg, Passaggio, Folk Songs e Recital for Cathy di Berio, Medea, La pietra di diaspro e Tenebrae di Guarnieri, Camera Obscura di Di Bari, Io, frammento di Prometeo di Nono, Rara Requiem di Bussotti, Exil di Kancheli, Perseo ed Andromeda di Sciarrino, Commiato di Dallapiccola, Lucrezio: oratorio materialistico di Lombardi , America: a prophecy by Adès, Le marteau sans maître e Improvisation I, Improvisation II di Boulez , La Philosophie dans le Labyrinthe di Cattaneo, IV Sinfonia di Mahler, Koom di Scelsi, Cantus planus di Castiglioni, Satyricon di Maderna, Novae de infinito laudes di Henze, Harawi e Poèmes pour Mi di Olivier Messiaen, il Signor Goldoni di Luca Mosca, Gesualdo, considered as a Murderer di Francesconi, Il carro e i canti e Leggenda di Solbiati, Il sogno di una cosa di Montalbetti. Ha inciso per BMG/Ricordi, CAM (Fabio Vacchi, musiche per il film di Olmi Cantando dietro i Paraventi), Stradivarius, Rai Trade, Col Legno, Zig Zag Territoires, Verso, Bottega Discantica, Praga Digitals.

André Gallo
Formatosi nella classe di Franco Scala presso la prestigiosa Accademia Pianistica di Imola, di cui è attualmente docente, André Gallo tiene regolarmente concerti solistici e da camera in prestigiosi teatri in Italia e all’Estero. Bryce Morrison, storico e autorevole critico della rivista Gramophone Magazine, lo definisce «un pianista magistrale con una personalità audace e intrigante». Le sue scelte artistiche spaziano dal repertorio classico al Novecento storico e contemporaneo, con particolare interesse verso i compositori francesi come Maurice Ravel, Erik Satie, Francis Poulenc e Claude Debussy di cui ha eseguito l’integrale delle opere pianistiche. Si esibisce regolarmente per importanti e prestigiosi Festival in Italia, Giappone, Stati Uniti, Cina, Olanda, Israele, Francia, Repubblica Ceca, Inghilterra, Germania, Spagna, Cipro, Svezia, Svizzera e Libano riscuotendo sempre un successo notevole di pubblico e critica. Come solista ha suonato con numerose orchestre, tra cui Hamburger Symphoniker, Orchestra del Teatro Regio di Torino, Manchester Camerata, Württembergische Philharmonie, la North Czech Philharmonic, l’Orchestra Mozart di Claudio Abbado, la ICO Chamber Orchestra, l’Orchestra dell’Arena di Verona, l’Orchestra del Comunale di Bologna. Svolge un’intensa attività cameristica con il trio composto da Marc Taube, Konstantin Katz e Vadim Pavlov (Primo violino e Prima viola della Filarmonica di San Pietroburgo, Primo violoncello del Teatro “Massimo” di Catania). Dal 2006 si esibisce con le prime parti dell’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia nella formazione Trio Richard Wagner.
Collabora stabilmente in duo con la cantante Alda Caiello e con il pianista Igor Roma. Ha inoltre collaborato con il violinista Pierre Amoyal. Numerose sono le registrazioni radiofoniche e televisive per Mediaset, e la Televisione Nazionale Olandese. È stato ospite della Stanza della Musica e ha eseguito concerti live per Radio 3 Classica. È stato recentemente protagonista del documentario Pianisti, prodotto e trasmesso da Sky Classica. Recentemente ha inciso con il violinista Francesco Senese l’integrale delle opere per violino e pianoforte di Gabriel Fauré. Nel 2006 è stato insignito del Premio Galarte 2006 sezione Musica, conferitogli col patrocinio della Presidenza della Repubblica. Attualmente docente di pianoforte presso il Conservatorio Lorenzo Perosi di Campobasso, è stato inoltre Guest Professor presso la prestigiosa Zuyd University of Applied Sciences di Maastricht e ha tenuti Masterclass presso l’Institut Supérieur de Musique et de Pédagogie di Namur (Belgio). Dal 2013 è direttore dell’Imola Piano Academy Talent development di Eindhoven e docente di pianoforte dell’Accademia Pianistica Incontri col Maestro di Imola. André Gallo è Yamaha Artist.

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Teatro Verdi,     Via dei Livello, 32, Padova
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Biglietti concerti: Intero € 10, Ridotto € 5, Studenti € 3 Acquisto biglietti: Biglietteria del Teatro Verdi dal martedì al sabato ore 10.00-13.00 e 15.00-18.00 e un’ora prima di ogni concerto. Vendita online su www.teatrostabileveneto.it Prenotazione telefonica allo 049 87770213 Fondazione Musicale Omizzolo - Peruzzi Via Dosso Faiti n. 4 35141 Padova, www.fondazioneomizzoloperuzzi.it 340 9291163 - info@fondazioneomizzoloperuzzi.it

f.velodalbrenta@gmail.com

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