Este: piccolo scrigno di memorie storiche
2 Maggio 2017Un breve viaggio intellettuale tra storia, eventi e personaggi illustri con tre conferenze di carattere storico artistico.
Un breve viaggio intellettuale tra storia, eventi e personaggi illustri con tre conferenze di carattere storico artistico.
Imboccata questa strada spicca subito all’occhio una casa dalla tipica facciata lombardesca, risalente al XV secolo.
Fondato nel 1671 dal Cardinale Gregorio Barbarigo, subì vari rifacimenti, fino agli ultimi risalenti agli inizi del XX sec.
L’oratorio di S. Bovo, inizialmente (1503) era situato tra via Del Seminario e via Memmo. Il culto di san Bovo fu introdotto tra il 1623 e il 1630 dalla fraglia dei Bovai.
Limiti: da via della Sirena (tratto orientale di Via s. Martino e Solferino), via Urbana, Corte Lenguazza, Via dell’Arco, e Via delle Piazze.
La chiesa risale al 1436 e fu ampliata nel 1525. La facciata di proporzioni gotiche è piuttosto sobria; l’interno è caratterizzato da una sola navata.
La sala è in genere utilizzata per incontri e dibattiti culturali; sotto la loggia ospita spesso mercatini di artigianato locale ed etnico.
Costituita da paraste ioniche e timpano triangolare, sormontato da tre statuette raffiguranti la Madonna, S. Antonio e S. Francesco
D’impianto trecentesco, ricostruita in forme rinascimentali da Lorenzo da Bologna, la Basilica del Carmine fu terminata nel Settecento.
La chiesa nel 1723, come testimonia l’iscrizione sulla fascia sotto la trabeazione. Alla base dei due stipiti del portale si possono osservare due scanalature verticali alte circa 50 cm
Casa Padovana del XIII: (ang. Via S. Andrea e Via Cavour): fabbrica in cotto a faccia vista con tracce di arcate finestre e barbacani. Compaiono ampie monofore su quattro piani
Ora del Corpus domini. Già ricordata dal X secolo, la Chiesa attuale fu edificata dal Padovano Sante Benato.
Il complesso è caratterizzato dall’oratorio, sede della fraglia del SS Redentore, affrescato nel 1537 da Girolamo dal Santo, Domenico Campagnola, Stefano dall’Arzere e probabilmente dal Gualtiero.
Secondo il Dondi dell’Orologio, il nome dell’oratorio deriverebbe dalla chiesa della Beata vergine del Pianto detta dei colombini, fatta edificare da S. Antonio, nella quale si riuniva un gruppo di penitenti, da lui convertiti ed istruiti al tempo della sua prima venuta a Padova
E’ una delle più antiche chiese della città; la prima notizia certa risale al 1190, mentre in un documento del 1221 viene definita “cappella” senza quindi importanti funzioni religiose; divenne chiesa parrocchiale nel 1308.