Chiesa di Santa Maria in Vanzo


La chiesa risale al 1436 e fu ampliata nel 1525. La facciata di proporzioni gotiche è piuttosto sobria; l'interno è caratterizzato da una sola navata.


Via del Seminario 29
Orari: aperta il giovedì alle ore 19 per la Santa Messa; altri giorni visita su richiesta (049.657099)
La chiesa risale al 1436 e fu ampliata nel 1525. La facciata di proporzioni gotiche è piuttosto sobria; l’interno è caratterizzato da una sola navata le cui pareti laterali sono scandite da una serie di pilastri che sostengono i ballatoi ed accolgono gli altari. Tra le opere di maggior interesse, affreschi di Dal Santo, Campagnola, Jacopo e Francesco Da Ponte (XVII secolo)
Fatta costruire nel 1436 da Domenico Campolongo priore del monastero omonimo ed ampliata nel 1525, fu eseguita da Francesco Cola su progetto di Lorenzo da Bologna.
Facciata: sobria e di proporzioni gotiche, dotata di quattro lesene che sorreggono un timpano triangolare, un portale architravato quattrocentesco con stemma ed un occhio circolare.
Interno: è ad una sola navata con profondi pilastri addossati alle pareti lungo le quali una serie di archi minori sorregge i ballatoi ed accoglie gli altari.
Addossato al muro della facciata si trova il pontile con tre arcate che un tempo stava a metà della navata: esso risale al 1528 e fu trasportato qui negli anni 1945-46.
Nella chiesa si conservano importanti dipinti di Da Ponte, Campagnola, Dal Santo.Si segnalano affreschi e tele del XVII secolo, di:
Fa miglia Da Ponte: terzo altare a sinistra, la pala con l’Adorazione dei pastori di Francesco da Ponte (XVII sec), una fra le più belle opere di questo fedelissimo seguace del padre Jacopo. Il beato Gregorio Barbarigo la fece togliere da una chiesetta di campagna.
Quinto altare a sinistra: tela con il Trasporto del corpo di Cristo opera firmata e datata di Jacopo da Ponte, datata al 1624.
Domenico Campagnola: prospetto del pontile: affreschi eseguiti in età giovanile, fra il 1528 e il 1531; illustrano l’umiltà, l’austerità, la carità, la sapienza, la povertà; nei pennacchi S. Giovanni Evangelista e S. Matteo.
Quarto altare a sinistra: pala con il Battesimo di Cristo, opera tarda.
Girolamo dal Santo: presso il coro: in alto, mandorla con l’Eterno e da quattro tondi con i Simboli degli Evangelisti; presso le lunette laterali: profeti a mezzo busto; a sinistra, Zaccaria, Geremia, Isaia; a destra Daniele, Davide e Malachia; sul catino l’Incoronazione della Vergine.

 

Opere in dettaglio:
– Primo altare: cinquecentesco in pietra tenera; pala con l’Adorazione dei pastori di Giovanni del Milo (pittore scle dense di cultura manieristica lombarda).

– Secondo altare: sormontato dallo stemma del Barbarigo; pala con il Beato Gregorio Barbarigo che raccomanda alla Trinità nove alunni del seminario; opera di Francesco Zanoni (pittore cittadellese della seconda metà del settecento).
– Terzo altare: pala con l’Adorazione dei pastori di Francesco da Ponte, una fra le più belle opere di questo fedelissimo seguace del padre Jacopo. Il beato Gregorio Barbarigo la fece togliere da una chiesetta di campagna.
– Quarto altare: stemmi con cavallo rampante e ricco paliotto in pietra intagliata; pala con il Battesimo di Cristo, opera tarda di Domenico Campagnola (sec. XVI).
– Quinto altare: stemmi con leone rampante sulla base delle colonne; tela con il Trasporto del corpo di Cristo opera firmata e datata di Jacopo da Ponte, datata al 1624.
– Presbiterio: sulle pareti affreschi di Armando e Galliano Miglioraro (1949) raffiguranti Gesù e gli Apostoli, Papa Sarto e i Missionari.
Arco trionfale di tipico gusto dell’ultima maniera del Lombardo;
Volta a botte decorata al centro da una mandorla con l’Eterno e da Quattro Tondi con i Simboli degli Evangelisti. (Dal Santo, XVI sec)
Lunette laterali: profeti a mezzo busto; a sinistra, Zaccaria, Geremia, Isaia; a destra Daniele, Davide e Malachia. (Dal Santo, XVI sec)
Catino dell’abside con l’Incoronazione della Vergine (dal Santo XVI sec.)
– Sulla parete dell’abside una tela rappresentante la Sacra Conversazione opera circa del 1511 del vicentino Bartolomeo Montagna firmata “opus bartolomei montagna” sopra un cartellino attaccato ad una mela sul pavimento.
– Sulla parete destra del coro, grande tela con la Crocifissione di Michele da Verona. Si tratta di un’importante opera eseguita a Padova: il dipinto ripete in maniera quasi identica quello dello stesso autore che si trova alla Brera di Milano.
– Primo altare: pala con Papa Sarto che benedice i missionari, di Luigi Tito (1956).
– Secondo alre: pala con Sette Sante Vergini attribuita ad Alessandro Maganza (XVI-XVII sec.).
– Terzo altare: tela con Vari Santi opera di Antonio Vassillacchi detto l’Aliense. (secc. XVI-XVII).
– Quarto altare: pala con l’Adorazione dei Magi opera di Giovani del Mio.
– Sul prospetto del pontile, Domenico Campagnola eseguì tra il 1528 e il 1531 una delle sue prime opere.
Gli affreschi illustrano l‘umiltà, l’austerità, la carità, la sapienza, la povertà e nei pennacchi S. Giovanni Evangelista e S. Matteo.

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