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Chiesa di San Clemente


E' una delle più antiche chiese della città; la prima notizia certa risale al 1190, mentre in un documento del 1221 viene definita "cappella" senza quindi importanti funzioni religiose; divenne chiesa parrocchiale nel 1308.


E’ una delle più antiche chiese della città; la prima notizia certa risale al 1190, mentre in un documento del 1221 viene definita “cappella” senza quindi importanti funzioni religiose; divenne chiesa parrocchiale nel 1308.
In passato l’importanza religiosa si univa a quella laica perché in essa ebbero sede varie fraglie (=corporazioni) artigiane; tra cui quella degli speziali e quella dei beccari.
Tra gli elementi di maggior interesse: a fianco dell’ingresso, l’affresco della Madonna con il Bambino, eseguito verso il 1450 e attribuito a Jacopo Bellini; presso la parete destra, una tela seicentesca di Pietro Damini da Castelfranco (XVII) che raffigura Gesù nell’atto di consegnare le chiavi a S. Pietro.

La facciata: l’attuale facciata è dovuta ad un radicale mutamento del 1598 secondo il gusto manieristi co che si rivela soprattutto nella opulenta decorazione a stucco. La somiglianza con lo stile di S. Canziano sembra avvicinare i due architetti. Nelle nicchie tra le lesene esterne furono poste nel 1696 le statue di S. Alò a sinistra e di S. Giovanni Battista a destra. Sul timpano si ergono tre statue in pietra di S. Germano raffiguranti s. Daniele, S. Clemente e S. Giustina, opera di uno scultore del seicento.
Interno: nulla rimane dell’originario vano se non la struttura delle pareti. E’ ad una sola nave; con tre altari addossati alla parete di fondo dei quali quello centrale maggiore è situato nell’abside quadra. Una porta sul lato sinistro immette in un atrio che conduce alla sagrestia, alla canonica e all’uscita laterale in via s. Clemente.

Opere in dettaglio
– Crocifisso settecentesco;
Pala con miracolo di S. Alò; opera di G. B. Bissoni pittore padovano del XVII secolo.
– Tela con il miracolo di S. Clemente opera di Giulio Girello pittore padovano del seicento, seguita da una nicchia un tempo contenente le reliquie di S. Alò e di S. Lorenzo.
– Altare dedicato alla Madonna di Pompei ma un tempo a s. Alò; nella tribuna sulla parete sinistra una tela con la deposizione opera di un pittore anonimo del XVII secolo.
– Altare dedicato a S. Clemente con la notevole pala raffigurante S. Clemente e il Papa dipinta da Luca Ferrari da Reggio nel XVII secolo; sulla parete destra della tribuna una tela del rodigino G. B. Rossi firmata e datata 1681 raffigura un miracolo della Vergine.
– Altare dedicato a s. Antonio, eretto dalla fraglia dei casolini nel 1799. Su questo altare c’era la pala ora appesa alla parete destra raffigurante la predicazione del Battista, opera di Francesco Zanella pittore padovano del sec. XVII/XVIII.
– Lapide con iscrizione sopra la quale vi è un bassorilievo settecentesco raffigurante il Battista in mezzo ai caratteristici attrezzi usati dai casolini.
– Tela firmata da Pietro Damini da Castelfranco. (XVII) che raffigura Gesù nell’atto di consegnare le chiavi a S. Pietro, inginocchiato alla presenza degli apostoli. In basso a destra il ritratto dell’offerente.
– Sopra le reliquie dei santi Tolomeo e Fortunato vi è il tabernacolo della Madonna dei Lumini, un tempo esistente sotto la sale della ragione e qui trasferito nel 1871, come ricorda un’iscrizione. Nella morbidezza del modello del fogliame come pure nelle statue si può forse rintracciare la mano del Bonazza.
– A fianco dell’ingresso l’affresco della Madonna con il Bambino, eseguito verso il 1450 e attribuito a Jacopo Bellini.
– Nel rosone una vetrata policroma del pittore veronese Pino Canarini (1956).
– Il soffitto è decorato con una tempera raffigurante il trionfo di S. Clemente eseguita dal pittore padovano Giacomo Manzoni nel 1896.
– Attraverso la porta laterale si passa nell’atrio ove si trova la pala un tempo sull’altare di destra della chiesa, raffigurante in alto il Battista circondato da angeli, e in basso S. Carlo Borromeo ed una santa Monaca, opera firmata da G. Malombra, pittore veneziano. (XVI/XVII). Murati sulle pareti due bassorilievi in pietra tenera patinata eseguiti da un buon artista del 1700 e raffiguranti S. Giuseppe e S. Antonio

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