Oratorio S. Bovo


L'oratorio di S. Bovo, inizialmente (1503) era situato tra via Del Seminario e via Memmo. Il culto di san Bovo fu introdotto tra il 1623 e il 1630 dalla fraglia dei Bovai.


Via del Torresino 4
Orari: Aperto su appuntamento
Per informazioni telefonare al parroco Mons. Tosetto tel. 049.8758525 (aggiornato al 2003)

L’oratorio di S. Bovo, inizialmente (1503) era situato tra via Del Seminario e via Memmo. Il culto di san Bovo fu introdotto tra il 1623 e il 1630 dalla fraglia dei Bovai. Nel 1908 fu trasferito nella sede attuale (via Del Torresino, 4), sempre su due piani (oratorio e la sala del capitolo). Questo creò non pochi danni e perdite, tra le quali una Pala del Bissoni, un polittico di Sebastiano Florigerio.
L’edificio – attualmente sede dell’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto – consta di una sala terrena, l’ex-oratorio, e di una sala superiore già Capitolo della Confraternita. Questa ha un soffitto ligneo a cassettoni; e sulle pareti una serie di riquadri a fresco di vari autori cinquecenteschi (Sebastiano Florigerio, Domenico Campagnola, Stefano Dall’Arzere, o Lamberto Sustris?), costituenti un ciclo rappresentante storie della vita e della Passione di Cristo (ciclo analogo a quello della vicina Scuola del Redentore a S. Croce).
Molte tele della sala terrena si trovano collocate all’interno della splendida chiesa del Torresino, situata quasi di fronte all’oratorio.
Nella fase finale di declino dell’opera di Domenico Campagnola vanno inseriti gli affreschi dell’Oratorio di San Bovo e quello monocromo dello zodiaco in Salone.
Gli affreschi sono appena usciti da un completo restauro. L’Oratorio, costruito dalla Fraglia dei Bovai nel secolo XVI, subì radicali trasformazioni specialmente nel secolo XIX. Nel 1907, in conseguenza dell’ampliamento del Seminario, a cui era adiacente, esso venne trasferito dalla parte opposta della via quasi di fronte alla chiesa del Torresino. Gli affreschi, che decoravano le pareti del Capitolo superiore, vennero staccati dalle pareti originarie e trasferiti in quelle nuove. Essi illustrano i fatti della Passione di Cristo. Circa gli autori di questo ciclo, le vecchie guide parlano di Sebastiano Florigerio per il riquadro con la deposizione dalla croce. Per gli altri fanno il nome di Tiziano, Domenico Campagnola e Stefano dall’Arzere. Così si esprime il Brandolese: “Il comparto a destra col Salvatore che viene posto nel sepolcro è opera egregia, e da alcuni tenuta di Tiziano. Il rimanente delle pitture è di Domenico Campagnola, tranne i tre ultimi comparti al lato sinistro che furono coloriti da Stefano Dall’Arzere. Quasi tutte quelle a destra sono state guastate da mani imperite che ardirono risarcirle.” Già allora questi affreschi erano, dunque, assai guasti.
Costruito nel secolo XVI dalla fraglia dei Bovai, si trovava fino al 1908 nell’area del seminario. Il trasporto costrinse al distacco degli affreschi e ciò determinò la loro condanna, tanto più che erano già notevolmente danneggiati; sono stati restaurati negli anni 50.
L’edificio è costituito da una sala terrena, un tempo adibita ad oratorio, e di una sala superiore, già capitolo della confraternita. Questa ha un soffitto ligneo a cassettoni e sulle pareti una serie di quadri a fresco di vari autori del Cinquecento (S. Florigerio, D. Campagnola, F. dell’Arzere), costituenti un ciclo rappresentante storie della vita e della passione di Cristo. Di questi solo due sono in discreto stato di conservazione: la deposizione della croce di S. Florigerio e la deposizione della croce di D. Campagnola, entrambi del XVI secolo.

Altre opere
Sulle pareti sono appese varie tele in parte provenienti dalla chiesa del Torresino:
– La Visitazione, opera di ignoto pittore della prima metà del XVIII secolo;
– tela ottocentesca raffigurante S. Bovo cavaliere e un villano con due bovi inginocchiato davanti a lui;
– Madonna in gloria e Santi, opera di pittore settecentesco;
– Cristo passo di ignoto pittore veneto del sec. XVII;
– S. Antonio a mezza figura di pittore veneto del XVIII secolo;
– Pala su tela rappresentante la natività di Cristo, opera assai notevole di Ludovico di Vernassal, pittore parigino del ‘700;
– La Madonna appare a S. Bovo dello stesso autore del citato sopra quadro di S. Bovo;
– Ritratto di sacerdote del primo ottocento;
– Madonna e bimbo del primo ottocento; Sacra famiglia del sec. XVIII;
– Natività della Vergine, pala dipinta di Ludovico di Vernassal;
– giacenti arrotolate per terra due tele provenienti dal Torresino raffiguranti l’una l’Adorazione dei pastori di Giulio Girello (pittore padovano del XVIII secolo) e ampliata da L. di Vernasal; l’altra Padova invoca la liberazione dalla pestilenza, di F. Zanella (pittore padovano del XVII/XVIII sec.);
– Addossate alla parete meridionale due sculture lignee dipinte, a sinistra S. Cristoforo col bimbo, opera della seconda metà del XV sec., a destra Francesco di Paola, di artista del XVIII secolo.

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