Generazione Sugarpulp
18 Aprile 2014Mercoledì 16 aprile al Teatro Filarmonico di Piove di Sacco, alla presenza del Sindaco Davide Gianella che ha salutato il pubblico con un invito a seguire il movimento, si è tenuto una sorta di Gran Galà della Barbabietola, proprio per raccontare delle storie interessanti, «con regole diverse».
Nel presentare la Generazione Sugarpulp, il presidente e presentatore Giacomo Brunoro ha speso parole d’elogio per l’originalità di una «letteratura pulp che fa morir da ridere pur essendo cinica e cattiva».
La ripresa di una scrittura americana, veloce e divertente, trova invece il suo corrispettivo veneto negli scenari, stranamente familiari per il fatto che si trovano sotto i nostri occhi ma fuorvianti perché popolati da personaggi improbabili. «Claudio Bambola, l’agente padovano della Narcotici sotto copertura protagonista del mio romanzo “La banda dei tre” – spiega Carlo Callegari, uno degli autori della scuderia Sugarpulp – si è presentato agli occhi dei lettori italiani come prima volta in formato digitale». Callegari, pur avendo scritto «un libro per se stesso» si è trovato di fronte a un difficile bivio: pubblicare in ebook con portata nazionale o in cartaceo con una distribuzione limitata? La prima scelta, con ottime risonanze anche in Australia e in Argentina, si è rivelata essere quella giusta: «la fortuna di questo romanzo – afferma – è stata la sua visibilità in ambito digitale, la soddisfazione di riuscire a vendere copie anche all’estero è immensa». Finché Carlo si racconta, il presidente Brunoro ci anticipa che proprio in giornata l’autore aveva firmato il contratto per il suo prossimo libro: continua l’epopea di Mr. Bambola il cui primo libro, “La banda dei tre” è stato pubblicato poi in cartaceo sotto i colori di Fanucci e più precisamente sotto il marchio “Nero Italiano”. Simone Marzini, autore di “Portello Pulp”, uscito da poco in una riedizione arricchita con disegni per i tipi de ‘La Gru’ e di “Nordest Farwest” pubblicato da ‘Biblioteca dell’Immagine’, scrive invece da più di sei anni avendo come termine di paragone il noir/thriller americano: «questi nomi assurdi e altisonanti, per quanto divertenti – spiega Simone – erano un po’ lontani dalla percezione del lettore italiano, per cui mi sono avvicinato al movimento Sugarpulp e ho capito che il Veneto poteva essere un ottimo scenario per delle storie fuori dal comune con protagonisti improbabili». La prima parte della serata che si è aperta con la proiezione di un video che esalta la location del movimento, il Sottopasso della Stua in centro a Padova, condiviso con Kinima, si è conclusa poi con la visione del booktrailer del Gigante del momento, la Giostra dei fiori spezzati di Matteo Strukul edita da Mondadori. L’autore, il creatore della killer Mila Zago de “La ballata di Mila” e “Regina nera: la giustizia di Mila”, sta girando tutta Italia per presentare quello che si sta rivelando essere un vero e proprio bestseller: eppure era presente, era con noi, per raccontarci ancora una volta l’ottimo prodotto letterario che mescola «cultura e intrattenimento», con vista sulla nevosa Padova dell’Ottocento. In uno schema a tre che raccoglie un ispettore, un giornalista e un alienista, il romanzo è una corsa sfrenata volta a fermare il versamento di sangue di vittime innocenti: una serie di prostitute sono state massacrate da un misterioso Angelo Sterminatore, un serial killer dominato da una sete di violenza e di orrore che sembra insaziabili, una figura che omaggia in qualche modo il primo serial killer della storia moderna, Jack lo Squartatore. La serata si è conclusa poi con la proiezione del video di Diego Dimattia che esalta le opere scultoree di Carlo Strano: un dedalo di suggestioni che si fanno quadrate, tridimensionali e presenze vive. Il buffet finale ha infine dato sapore all’evento di un vero e proprio party letterario, a tu per tu con gli autori.
Camilla Bottin







