Così fan tutte di Mozart
16 Novembre 2025Dramma giocoso in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart, ultimo lavoro buffo della trilogia su libretto di Lorenzo Da Ponte. Scene e costumi sono firmati da Milo Manara, tra i più importanti illustratori e fumettisti al mondo, conosciuto per il fascino sensuale delle sue tavole e per le proficue collaborazioni con Hugo Pratt per Corto Maltese, e con il regista Federico Fellini.
Con il segno contemporaneo di Milo Manara, giocoso, colorato e vagamente licenzioso, l’allestimento dell’opera declina sulla grammatica “antica” della scatola scenica bidimensionale dipinta – fatta di boccascena armato, quinte e fondali, porte a scomparsa e piccoli ingegni di macchineria teatrale – il capolavoro del grande salisburghese, un’opera che mischia con disinvoltura comicità a tragedia, malinconia ad erotismo sottile, filosofia e labirinti di passioni:
«Se c’è un’opera che si presta a una scenografia tutta dipinta è proprio questa», dichiara Manara, artista veneto d’adozione che lo scorso settembre ha compiuto 80 anni di età. Manara ha disegnato un’eccezionale serie di illustrazioni sulle metamorfosi di Zeus, tra ninfe e satiri, travestimenti e corteggiamenti caratterizzati da una sensualità elegante, enigmatica, senza tempo. I colori pastello di scene e costumi riportano alle tendenze pittoriche di un Settecento stilizzato, tra nuances avorio, rosa e azzurre.
La regia è firmata da Stefano Vizioli, tra i registi più attivi e apprezzati in Italia: «Così fan tutte è l’opera più emblematica e inafferrabile della trilogia – afferma Vizioli -. La trama è basata su una scommessa per accertare l’infedeltà delle donne (ma anche degli uomini): il raffinato gioco di ambiguità e di apparenti geometrie si dipana grazie ad un libretto di cristallina semplicità e ad una partitura di metafisica bellezza. È un’opera che mischia disinvoltamente comicità a tragedia, malinconia ad erotismo sottile, filosofia e labirinti di passioni. È anche un titolo che per più di un secolo ha sofferto la patente di trama frivola e sciocchina, e che solo negli ultimi quarant’anni è considerata la più profonda e insondabile di Mozart. Il compositore e Lorenzo Da Ponte non giudicano, ma capiscono la fragilità dell’essere umano, le leggi del desiderio, i rischi dell’incoscienza emotiva. La mia regia giocherà sul non detto, sulla ambiguità, su una rete di tensioni inespresse, di silenzi e contraddizioni interne, di tempeste del cuore. Il finale dell’opera non ha nulla di consolatorio: i personaggi sono poveri esseri umani lasciati alla deriva, zattere sbattute dai venti, ognuno chiuso nella propria solitudine e frustrazione, un finale dove nessuno è vincitore ma sono tutti sconfitti, compreso Don Alfonso, il filosofo che tiene le fila delle sue marionette».
Il cast vocale di questa coproduzione tra il Teatro Sociale di Rovigo e il Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, vedrà la presenza del soprano Irina Lungu (Fiordiligi), i mezzosoprani Francesca Di Sauro (Dorabella) e Paola Gardina (Despina), i baritoni Biagio Pizzuti (Guglielmo) e Alfonso Lucio Gallo(Don Alfonso), e il tenore Andrew Kim (Ferrando). Sul podio dell’Orchestra di Padova e del Veneto salirà Jordi Bernàcer, direttore spagnolo già assistente di Maestri come Riccardo Chailly, Sir Andrew Davis, Valery Gergiev, Zubin Mehta, Georges Prêtre e, in particolare, di Lorin Maazel che nel 2007 lo nomina Associate Conductor al Castleton Festival.
Con OPV sarà presente il Coro Lirico Giovanile A.LI.VE diretto da Paolo Facincani.
INFORMAZIONI
Biglietti in vendita presso il Teatro Verdi (via dei Livello, 32 – Padova) e online su www.teatrostabileveneto.it – Maggiori informazioni al numero 049 87770213.