Dal 27 gennaio   
Scuola di formazione interculturale alla cittadinanza

Scuola di formazione interculturale alla cittadinanza


A Padova la Scuola di formazione interculturale alla cittadinanza rivolta ai giovani dai 18 ai 30 anni, comincia il 27 gennaio la prima lezione.


Nasce nella città del Santo la Scuola di formazione interculturale alla cittadinanza che si occupa, attraverso una serie di incontri formativi, di “costruire” l’identità di una comunità civile. Il progetto, fatto proprio dall’amministrazione del Comune di Padova, è articolato in dieci appuntamenti di tre ore ciascuno, suddivisi in due semestri, che sono rivolti in particolar modo ai giovani tra i 18 e i 30 anni: si svolgeranno, anche a livello simbolico, nelle sedi “naturali” della cittadinanza che sono luoghi civici come la Sala Paladin di Palazzo Moroni, che ospita il primo incontro del 27 gennaio tenuto dal professore Antonio Maria Baggio, “cuore” della politica patavina. A presentare l’iniziativa Maurizio Tonet, responsabile regionale Mppu (Movimento Politico Per l’Unità) che, ricordando le attività del movimento che da vent’anni (da quattro nel Veneto) ha creato sul territorio nazionale le “scuole di partecipazione” con percorsi di formazione all’impegno politico, al dialogo e alla valorizzazione della diversità, ha sottolineato l’importanza di concepire un nuovo modo di fare politica che sappia inserire l’uso del potere e il servizio al bene comune in un contesto interculturale. Tra le associazioni che si sono fatte promotrici di questa scuola figurano l’associazione marocchina di Padova, che ha tra le sue finalità l’integrazione delle famiglie marocchine e magrebine nella società italiana e “I Ponti onlus” che si ispira al pensiero di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari e dal 1999 propone attività culturali e sociali nel territorio di Padova e provincia con progetti internazionali, presentazioni di libri (tra cui “L’Islam spiegato a chi ha paura dei musulmani”), raccolte di aiuti alimentari ai meno abbienti. Kamel Layachi, imam delle Comunità Islamiche del Veneto e relatore della lezione del 12 maggio (“L’Islam: religione e contesti culturali”), ha insistito sul lavoro preliminare di informazione che va svolto per offrire una chiave di lettura della propria identità, da costruire poi attraverso il dialogo e il confronto, concetto condiviso anche da Giuseppe Milan, professore ordinario di Pedagogia Interculturale e Sociale dell’Università di Padova che fa presente come questo “processo” debba essere radicato soprattutto sui giovani. Al momento la scuola conta una trentina di iscritti, le lezioni si terranno sabato pomeriggio dalle 15 alle 19 e alla sera dalle 19 alle 22 nel periodo gennaio-giugno (5 incontri più un laboratorio) e da settembre 2018-febbraio 2019 (5 incontri + un laboratorio) al costo di 15 euro per gli studenti e 30 per i lavoratori. Sono previsti, inoltre, due viaggi in luoghi significativi: il 23-24 giugno alla Moschea di Ravenna, all’Università internazionale Sophia, alla Cittadella della Pace di Rondine, alla Scuola di don Milani a Barbiana e il 6-9 settembre alla Risiera di San Sabba, alla Cittadella Faro Krizevci in Croazia e alla scuola per croati e serbi insieme di Vukovar.

Camilla Bottin

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