Vandali – L’assalto alle bellezze d’Italia

21 Febbraio 2013 By Elena Bottin

Per sopraggiunti ed indifferibili impegni professionali di Gian Antonio Stella, lo spettacolo “VANDALI” previsto per venerdì 19 aprile al Piccolo Teatro di via Asolo (zona Paltana) è stato rinviato al 21 maggio. Chi avesse acquistato i biglietti per la data originaria potrà utilizzarli per la data di recupero. Chi eventualmente desiderasse chiedere il rimborso si deve rivolgere all’esercizio di prevendita presso cui ha acquistato il biglietto.
La serata denuncia uno scempio, con Gian Antonio Stella in veste di narratore e Gualtiero Bertelli e i suoi musicisti a “raccontare” l’Italia con le loro musiche.
Quella del 19 Aprile sarà una edizione dello spettacolo con dei contenuti extra, dedicati a Padova
Ma in primo luogo si parlerà, ad esempio, del tempio di Apollo a Selinunte ingabbiato per undici anni dalle impalcature perché nessuno le smonta. Della campagna veneta di Palladio e del Giorgione “intossicata, sconquassata, rosicchiata, castrata”, come dice il poeta Andrea Zanzotto, da un caos di villette, ipermercati e capannoni. Dei mosaici di Pompei che si sgretolano perché l’ultimo mosaicista è in pensione da un decennio mentre il commissario compra mille bottiglie di vino “pompeiano” da 55 euro e ne spende 103mila per censire 55 cani randagi. Della tenuta agricola di Cavour tra le risaie vercellesi cannibalizzata dai teppisti. Della tracotanza di un abusivismo che, di condono in condono, è salito a 4 milioni e mezzo di alloggi nei quali vivono undici milioni di italiani. Le uniche ricchezze che abbiamo, il paesaggio, i siti archeologici, i musei, i borghi medievali, la bellezza, sono sotto attacco. Un incubo culturale, un’angoscia economica. Eravamo i primi al mondo nel turismo: siamo precipitati per competitività al 28° posto. E il portale italia.it, costato milioni di euro, è 184.594° fra i siti web più visitati del pianeta. Una classe dirigente seria sarebbe allarmatissima. La cattiva politica è tutta concentrata su se stessa. E si tiene stretti tutti i privilegi. Le sole auto blu costano due volte e mezzo l’intero stanziamento per i Beni culturali, dimezzato in 10 anni.