Fado Solo (per due)
10 Gennaio 2013
Il Fado nasce e cresce in Portogallo; i due focolai principali sono localizzati a Lisbona e Coimbra. Grazie ai traffici marittimi si diffonde in tutto il mondo; è un ceppo, seppur non considerato con la dovuta attenzione, resistente e di facile ramificazione.
Nel mondo musicale può essere considerato un retrovirus, apparentemente meno potente di altri (rock, blues etc); la sua peculiarità è la sua azione su recettori raramente attivati da altri vettori contaminanti. I sintomi del contagio sono diversi: stupore, malinconia, commozione improvvisa e apparentemente immotivata, visioni, percezione del proprio battito cardiaco. Il soggetto infetto non dimostra segni di asocialità, sovente manifesta atteggiamenti di inoffensiva assenza o astrazione, smarrimento, tali da far pensare erroneamente all’azione di sostanze stupefacenti; recenti studi dichiarano questa ipotesi non corrispondente al vero.
Attenzione! Per contrarre il Fado non è necessario essere stati in Portogallo. Di norma, come per ogni virosi, nei luoghi di origine è più probabile, venirne a contatto, ma numerosi sono i casi di contaminazione, anche in luoghi e su soggetti non previsti dalle statistiche o dalle proiezioni epidemiologiche. I portatori sani di Fado vivono e si comportano come qualunque altro, la loro vita sociale, la loro sfera affettiva, i loro ritmi non sono disturbati o limitati dal Fadismo. I Fadisti sono persone come noi. Per limitare le probabilità di contagio è in ogni caso fortemente sconsigliato recarsi a concerti in cui è proposto il Fado. Esiste comunque un modo per diagnosticare la fadizzazione: una sorta di rovesciamento filosofico che segue la seguente scala di eventi: il Destino ha creato l’Amore, l’Amore ha creato Dio, Dio ha creato il Fado, che in portoghese significa “Destino”. Il cerchio, finalmente, si chiude.