Simbolo. Ruudt Peters ed Evert Nijland

5 Dicembre 2015 By Elena Bottin

Venerdì 4 novembre è stata inaugurata la mostra “Simbolo. Ruudt Peters ed Evert Nijland: voci della gioielleria contemporanea olandese” presso l’Oratorio San Rocco, prestigiosa sede cinquecentesca. «L’esposizione, aperta al pubblico dal 5 dicembre al 21 febbraio, fa parte della rassegna “Pensieri Preziosi” – spiega Matteo Cavatton, Assessore alla Cultura del Comune di Padova – che espone gioielli la cui ricerca artistica e stilistica comporta un richiamo all’arte concettuale. È riduttivo definire queste opere d’arte contemporanea gioielli perchè hanno perso quella funzione ornamentale per assumere su di sè determinate visioni, richiami alla Bibbia e alla filosofia orientale che fanno parte di quel “maelstrom” che è la mente dell’autore». I gioielli esposti a San Rocco provengono da collezioni private, sono oggetti d’arte molto ricercati dai collezionisti del gioiello contemporaneo. «Questa mostra è molto complessa – afferma la curatrice, la dottoressa Mirella Cisotto Nalon – perchè presenta vari livelli di interpretazione. Il primo, prevalentemente visivo, ci porta agli occhi oggetti strani, con un loro fascino, dotati di una sapientissima tecnica orafa. La vera abilità dell’osservatore sta nell’entrare nel pensiero dell’autore che, attraverso questi gioielli, ci rivela tutto il loro modo di essere». A compiere delle visite guidate all’interno dell’Oratorio saranno gli studenti del Liceo Classico Tito Livio di Padova che orienteranno i visitatori tutti i giovedì e i sabato dalle 15.30 alle 19, domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19, ad eccezione delle vacanze natalizie. «È un’iniziativa lodevole – continua la dottoressa Cisotto – perchè spiegare un dipinto che ha una veste grafica ben definita è più semplice, mentre in questo caso ci troviamo di fronte a veri e propri enigmi dell’arte. Il simbolo è il veicolo maggiore per capire la concettualità di questi due artisti olandesi». La rivoluzione del gioiello, avvenuta negli anni Cinquanta, è stata avvertita con maggiore forza in Olanda in cui gli artisti hanno sentito l’esigenza di rompere la tradizione. In tutte le capitali europee e in Italia a Padova il gioiello non viene più visto come un oggetto ornamentale, un “prezioso” per il materiale che lo compone, ma “prezioso” perchè frutto di un’idea di un percorso artistico. La mostra del gioiello di Londra del 1964 era provocatoria: basta con il gioiello comunemente inteso, bisogna essere a favore di un gioiello che sia documento e identità di un pensiero concettale. All’inaugurazione era presente Evert Nijland che ha illustrato i suoi lavori, oggetti fantasiosi e nostalgici che reinterpretano stili barocchi e rococò in nome della natura, dell’imperfezione, della transitorietà e della caducità del tempo. L’opera presente in copertina, “Sefirot” di Ruudt Peters, diventa così il simbolo del misticismo che permea opere d’arte che hanno perso la funzione tradizionale di ornamento.

Camilla Bottin