Prato della Valle


Ampio circa 90.000 mq, Prato della Valle è una delle piazze più grandi d'Europa.


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Info mercatino antiquariato (3° domenica del mese): 049.8205856

Ampio circa 90.000 mq, Prato della Valle è una delle piazze più grandi d’Europa. E’ cinta da una lunga linea di palazzi, tra i quali spiccano la Loggia Amulea e la Chiesa di Santa Giustina.
In epoca romana, vi sorgeva il teatro Zairo, del quale sono riemerse le fondazioni della cavea e della scena, durante i lavori del 1775. Queste sono ancora visibili al di sotto del canale e sotto le pavimentazioni della pizzeria “Zairo”.
Durante il medioevo, sebbene si trovasse entro le mura della città, ebbe per lungo tempo un aspetto paludoso e malsano, dovuto alla conformazione a catino del terreno, dove l’acqua ristagnava, tanto da assumere quell’aspetto di valle da cui deriva il nome. Un tentativo di bonifica si ebbe nel 1310 da parte di Frà Giovanni degli Eremitani che rialzò il livello della piazza con ghiaia e pietra.
In seguito divenne teatro di feste e di avvenimenti di ogni d’ogni sorta della vita cittadina, funzione che ha anche attualmente. Fra gli spettacoli qui messi in scena ricordiamo la rappresentazione dei “Castelli d’Amore”, nel 1214, sorta di combattimento con lancio di frutta; i festeggiamenti relativi all’anniversario della liberazione di Padova da Ezzelino con la “corsa dei Barberi”; l’anniversario della dominazione veneziana con corse di cavalli, dal 1404. Nel 1797 mentre si celebravano le vittorie delle armate napoleoniche si eresse per brevi giorni “l’albero della Libertà”; qui nel 1866 Vittorio Emanuele II riceveva il saluto di Padova libera. Alle antiche corse diuturne e notturne di cavalli furono sostituite presto le corse delle bighe, nonché corse ciclistiche, parate militari, spettacoli pirotecnici.
Fu anche importante sede di fiere: ricordiamo quelle di S. Prosdocimo e di S. Giustina, soppresse nel 1503, alle quali succedette quella del Santo, trasferita in Prato dal 1806, dalla piazza della basilica antoniana.
Nel 1775, il procuratore di S. Marco Andrea Memmo decise il risanamento del Prato. L’idea di ripristino dell’area nasce in un momento crisi a Padova e quindi nel tentativo di rilanciare l’economia creando un nuovo polo commerciale: il Memmo, infatti, aveva pensato di creare una grande piazza circondata da botteghe per la fiera e da un teatro per balli in maschera. Ma il basso livello del terreno, spesso soggetto ad allagamenti non era il più adatto per realizzare tale progetto, si decise quindi di adibire l’area a giardino pubblico.
Il procuratore affidò all’architetto abate Domenico Cerato (professore di Architettura Pratica all’Università di Padova) la sistemazione della piazza, ma è evidente la sua impronta ricca di reminiscenze rococò, ma anche Vitruviane e Palladiane.
Il progetto comprendeva l’isola, circondata dal canale ornato da un doppio giro di statue rappresentanti cittadini illustri, insegnanti e allievi dell’Università di Padova. Memmo decise di dividere le due ellissi in 48 porzioni in modo tale che il canale fosse circondato da 88 statue: alla fine ne furono collocate 78; altri 8 piedistalli furono sormontati da obelischi; 2 invece rimasero vuoti. Fu poi tagliato da quattro viali, decorati da vasi in pietra tenera, che attraversano il canale su altrettanti ponti e si incrociano al centro, presso la cosiddetta “isola Memmia”. La fontana al centro è piuttosto recente. Il materiale utilizzato fu la pietra tenera dei Berici. Il “Prato” fu in seguito ombreggiato nel suo recinto da un centinaio di platani, poi abbattuti.
L’isola Memmia destò l’ammirazione di poeti, artisti e viaggiatori. La cantò Gabriele D’Annunzio in un suo sonetto delle “città del silenzio”, ad essa ispirarono la loro opera incisoria artisti tra i quali Canaletto e Francesco Piranesi.
Oggi il Prato è sede di mercati (Sabato, mercato settimanale; 3° Domenica del mese mercato dell’antiquariato; giugno fiera di S. Antonio); e di importanti manifestazioni, fra cui lo spettacolo pirotecnico la sera del 15 Agosto. L’anello esterno è adibito anche a pista per pattinare.


LE STATUE
Le 78 statue sono in pietra di Costozza. Quelle elevate alle testate dei ponti settentrionale (1, 44) e meridionale (22, 23) alle estremità dell’asse maggiore delle ellissi sono di proporzioni maggiori.
I ponti alle estremità dell’asse minore sono sormontati invece da quattro obelischi.
La prima statua fu fatta erigere dallo stesso Memmo nel 1785 in onore di Antenore (2); l’ultima, di Francesco Luigi Fanzago (69), è del 1838. Le statue non furono esenti dalle devastazioni Napoleoniche: furono distrutte, infatti, quelle dei dogi Marc’Antonio Memmo, Marc’Antonio Giustiniani (piedistalli esterni ponte settentrionale), Domenico Contarini, Alvise Mocenigo (piedistalli interni del ponte settentrionale); nonché quelle dei dogi Antonio Grimani e Francesco Morosini dalla testata esterna del ponte occidentale, che furono sostituite da due obelischi. Altri due obelischi sostituirono sul ponte occidentale le statue di Memmo e di Antonio Diedo, trasferite sui due piedistalli della testata esterna di quello settentrionale. Restarono disponibili i due piedistalli della tastata interna del ponte dove si pensò di collocare le statue del Giotto e di Dante, del Vela, finite poi sotto le arcate della Loggia Amulea. Le statue sono di scultori di rinomanza locale, alcune di buona fattura, assolvono il compito di statue da giardino modellate con intendimento essenzialmente ornamentale. Danneggiate dalle grandinate del 1782 e del 1834, nonché durante la prima guerra mondiale dai soldati di un parco automobilistico stanziato nel Prato, subirono restauri nel 1895 e nel 1921, quando qualcuna di esse dovette essere integralmente rimodellata. Tra queste statue ce n’era anche una del Canova: si tratta di quella di Goivanni Poleni (n. 52), trasferita oggi ai Musei Civici e sostituita da quella dello Strazzabosco.

pratovalle

Scultori:
Felice Chiereghin: 1, 44, 57, 61
Francesco Andreosi: 2,9,37,49,53
Sebastiano Andreosi: 26,29
Francesco Rizzi: 3,14,17,42,50,54,87
Giacomo Gabban : 5
G.B. Locatelli: 6
Pietro Danieletti: 7,10,35,36,38,39,46,47,48,51,85,86 (ritratto tra l’atro in una delle sculture, la 79)
Luigi Verona: 8,13,15,24,25,26,31,43,58,62,79,81,82
Giovanni Ferrari:18,19,20-23,30,59,60,64-68,70-76
Giuseppe Ferrari: 16
Bartolomeo Ferrari: 32
Giuseppe Petrelli:28,63,69
G. B. Bendazzoli : 40,41


Letterati e artisti legati al mondo patavino:
Pietro D’Abano (6); Giovanni Francesco Mussato (7); Bernardo Nani (13);Domenico Lazzaroni (18); Marco Mantova Benavides (20); Bernardino Trevisan (24); Andrea da Recanati (26); Albertino Mussato (28); Melchiorre Cesarotti (32); Sicco Polentone (39); Andrea Navagero (43); Zambon de Dauli (46)Sperone Speroni (47); Fortunio Liceti (50); Giovanni Poleni (52); Giovanni Dondi dell’Orologio (54); Antonio Schinella de’ Conti (57); Matteo de Ragnina (61); Stefano Gallini (63); Filippo Salviati (64); Luigi Fanzago (69); Giulio Pontedera (71); Jacopo Menocchio (74); Pietro Danieletti (79); Andrea Briosco (85); Michele Savonarola (87);
Podestà e Politici Padovani:
Pagano della Torre (8); Nicolò Tron (72);
Marino Cavalli (84); Maffeo Memmo (42); Jacopino de Rossi (58); Guglielmo Malaspina degli Obizzi (53); Francesco Pisani (70); Andrea Memmo (44); Altenerio degli Azzoni (38); Albertino Papafava (86);
Letterati e artisti di fama nazionale:
Torquato Tasso (5); Andrea Mantegna (21); Ludovico Ariosto (27); Giuseppe Tartini (29);
Francesco Petrarca (35); Galileo Galilei (36); Antonio Canova (68); Francesco Guicciardini (73)
Letterati e filosofi latini:
P. Clodio Trasea Peto (4); Lucio Arunzio Stella (9); Tito Livio (48)
Personaggi mitici:
Antenore (2) ; Opsicella (10);
Condottieri Padovani:
Alberto Azzo II d’Este (3); Antonio da Rio (25); Antonio Zacco (40); Ludovico Buzzacarini (51); Antonio Savonarola (83)
Papi:
Paolo II (22); Eugenio IV (23) Alessandro VIII (66); Clemente XIII (67)
Politici e Condottieri veneziani:
Antonio Diedo (1); Vettor Pisani (14); Antonio Michiel (16); Antonio Barbarico (17); Giovanni Maria Memmo (30); Michele Morosini (31), Alessandro Orsato (37) ; Cesare Piovene (41); Gerolamo Servognan (49); Raniero Vasco (80); Francesco Morosini (81)
Altri:
Ludovico Sanbonifacio (condottiero veronese, 15); Taddeo Pepoli (Bolognese, 19); Gustavo Adamo Baner e Gustavo Adolfo (Svedesi, 59 e 60); Giobbe Ludolf (tedesco, 62); Umberto Pallavicino (65); Giovanni Sobiesky e Stefano Bathory (Polonia, 75 e 76); Gerolamo Liorsi (Veronese, 82)

ANELLO ESTERNO

1. Antonio Diedo 12. Obelisco 23. Papa Eugenio IV 34. Obelisco
2. Antenore 13. Bernardo Nani 24. Bernardino Trevisan 35. Francesco Petrarca
3. Alberto Azzo II d’ Este 14. Vettor Pisani 25. Antonio Da Rio 36. Galileo Galilei
4. P. Clodio Trasea Peto 15. Lodovico Sambonifacio 26. Andrea Da Recanati 37. Alessandro Orsato
5. Torquato Tasso 16. Antonio Michiel 27. Ludovico Ariosto 38. Altenerio Degli Azzoni
6. Pietro D’ Abano 17. Antonio Barbarigo 28. Albertino Mussato 39. Sicco Polentone
7. Giovanni Francesco Mussato 18. Domenico Lazzarini 29. Giuseppe Tartini 40. Antonio Zacco
8. Pagano Della Torre 19. Taddeo Pepoli 30. Giovanni Maria Memmo 41. Cesare Piovene
9. Lucio Arrunzio Stella 20. Marco Mantova Benavides 31. Michele Morosini 42. Maffeo Memmo
10. Opsicella 21. Andrea Mantegna 32. Melchiorre Cesarotti 43. Andrea Navagero
11. Obelisco 22. Papa Paolo II 33. Obelisco 44. Andrea Memmo

ANELLO INTERNO

46. Zambono Dotto dei Dauli 56. Obelisco 67. Papa Clemente XIII
(C. Rezzonico)
78. Obelisco
47. Sperone Speroni 57. Antonio Schinella
De’ Conti
68. Antonio Canova 79. Pietro Danieletti
48. Tito Livio 58. Jacopino De’ Rossi 69. Francesco Luigi Fanzago 80. Rainiero Vasco
49. Gerolamo Sarvognan 59. Gustavo Adamo Baner 70. Francesco Pisani 81. Francesco Morosini
50. Fortunio Liceti 60. Gustavo II Adolfo di Svezia 71. Giulio Pontedera 82. Gerolamo Liorsi
51. Lodovico Buzzacarini 61. Matteo De’ Ragnina 72. Nicolò Tron 83. Antonio Savonarola
52. Giovanni Poleni 62. Giobbe Ludolf 73. Francesco Guicciardini 84. Marino Cavalli
53. Guglielmo Malaspina
degli Obizzi
63. Stefano Gallini

74. Jacopo Menochio

85. Andrea Briosco
54. Giovanni Dondi dell’ Orologio 64. Filippo Salviati 75. Giovanni Sobiesky 86. Albertino Papafava
55. Obelisco 65. Uberto Pallavicino 76. Stefano Bathory 87. Michele Savonarola
66. Papa Alessandro VIII
(Pietro Ottoboni)
77. Obelisco 88.

ANELLO ESTERNO

Soggetto

Chi è

Statua

1

Antonio Diedo

(VE 1702). Podestà di Vicenza, savio del consiglio e bàilo a Costantinopoli. Il figlio Angelo, durante il suo capitaniato, contribuì ai lavori di sistemazione del Prato della Valle. Opera dello scultore padovano Felice Chiereghin; qui collocata nel 1795 da Tiso Camposampiero e Alberto Zacco.

2

Antenore

Leggendario fondatore di Padova, fuggito con i suoi compagni da Troia in fiamme, si era stabilito in questa zona. Collocata qui nel 1776, è opera dello scultore padovano Francesco Andreosi. Sullo scudo è inciso il motto scilicet et tempus veniet. Sul piedistallo l’epigrafe: antenori-civitatis ad honorem praeses andreas memmus mdcclxxvi.

3

Alberto Azzo II d’ Este

(PD 966 – 1097) Marchese di Milano, Genova, signore di Piacenza e Reggio, vicario imperiale d’ Italia. Successivamente si ritirò ad Este dove fece costruire un castello e la rocca. Fu mediatore per la riconciliazione fra l’imperatore e Papa Gregorio VII nel 1077. Opera dello scultore padovano Francesco Rizzi fu fatta erigere da Gustavo Enrico, duca di Glocester nel 1776.

4

P. Clodio Trasea Peto

(PD I° sec. d.C.-. 66 d.C.) Oratore, filosofo, senatore romano, fu condannato a morte da Nerone ma preferì morire facendosi tagliare le vene. Oppositore del malcostume fu di esempio, assieme alla moglie Arria, di vita illibata. Opera dello scultore padovano Francesco Andreoli, fu eretta nel 1776.

5

Torquato Tasso

(Sorrento 1544 – Roma 1595) . Seguì il padre, esiliato da Napoli, a Roma, Urbino. Dal 1562 al ’75 visse la sua più feconda stagione letteraria (Rinaldo, Aminta, Discorsi sull’ arte poetica, La Gerusalemme liberata) Opera dello scultore padovano Giacomo Gabban, ordinata dagli studenti padovani nel 1777.

6

Pietro D’ Abano

(1250 – 1315). A Costantinopoli (1270-1290), imparò la lingua araba e acquistò grande fama come medico. Scienziato, studioso d’ astrologia, professore all’ Università di Padova nel 1307, fu accusato di eresia dall’ Inquisizione; il popolo lo considerava in possesso di poteri occulti. Fu prosciolto grazie all’intervento di papa Benedetto XI. Eretta nel 1777, è opera dello scultore G.B.Locatelli.

7

Giovanni Francesco Mussato

(PD 1533 – 1613). Eruditissimo filosofo e oratore, fu illustre membro di tutte le accademie patavine del tempo. Si occupò anche di problemi cittadini e fu spesso inviato a Venezia come “ambasciatore” del civico Consiglio di Padova. Opera dello scultore Pietro Danieletti, fu eretta nel 1776 a cura dell’ Accademia dei Ricovrati.

8

Pagano Della Torre

Milanese di nascita, militare di professione, fu podestà di Padova per un anno, dal Giugno 1195. Amministratore giusto e pacifico, durante il suo mandato fece erigere il ponte Ognisanti e la prima cerchia di mura civiche a partire da Ponte S. Leonardo. Opera dello scultore padovano Luigi Verona, fu qui collocata nel 1778 dal barone Carlo Della Torre Tassis, suo discendente.

9

Lucio Arrunzio Stella

(62 d.C)., poeta latino, imitatore di Catullo, fu pretore al tempo di Domiziano e console sotto Traiano. Secondo la tradizione era cittadino di Abano. Opera dello scultore padovano Francesco Andreosi, fu eretta nel 1776 commissionata dagli abitanti di Montagnana.
10

Opsicella

Troiano, compagno di Antenore, è considerato il leggendario fondatore di Monselice. E’ ricordato da Strabone come uomo molto dotto, insegnante di “gramatica” Commissionata nel 1777 allo scultore Pietro Danieletti dai cittadini di Monselice

11-12 OBELISCHI

13

Bernardo Nani

Veneziano, eruditissimo, fu riformatore dello studio patavino. Ordinata dal collegio dei filosofi e medici padovani, fu eretta dallo scultore padovano Luigi Verona nel 1781.

14

Vettor Pisani

(1324 – 1380). Condottiero delle armate veneziane combatté contro i genovesi di Paganino Doria, rimanendone prigioniero (1354). Liberato, comandò la flotta veneziana contro Ludovico re d’ Ungheria e gli Aragonesi. Opera dello scultore padovano Franceso Rizzi; eretta nel1779 a cura di Marco Pietro Pisani.

15

Lodovico Sambonifacio

Veronese, nemico di Ezzelino III da Romano, chiese a Papa Alessandro IV aiuti per sconfiggere il tiranno. Si oppose a Mastino della Scala e alla morte del quale sperava di divenire signore di Verona; ma non fu così. Per la delusione si trasferì a Padova. Oopera dello scultore padovano Luigi Verona, eretta nel 1781 per volere di Domenico Micheli, ad onore del conte Ercole Sambonifacio.

16

Antonio Michiel

(VE 1700). Cavaliere della Stola d’Oro, alto grado di onorificenza preso la Serenissima, fu nominato ambasciatore di Venzia a Madrid. Opera commissionata dal figlio Domenico, podestà di Padova, allo scultore-decoratore Giuseppe Ferrari.

17

Antonio Barbarigo

(VE 1630 – 1702). Fratello di Gregorio, Vescovo di Padova, fu senatore, potestà di Brescia (1692), procuratore di S. Marco (1698). Nelle elezioni non ebbe mai un voto contrario. Opera dello scultore padovano Francesco Rizzi, fu eretta nel 1785.

18

Domenico Lazzarini

(Morravalle, MC, 1668 – PD 1734). Insegnò diritto civile all’ Università di Macerata. Nel 1710 insegnò “umanità greca e latina” all’Università di Padova. Diede nuovi impulsi agli studi classici. Opera dello scultore trevigiano Giovanni Ferrari, fu eretta nel 1789.

19

Taddeo Pepoli

(BO 1282 – 1347). Nel 1338 mandò in aiuto dei veneziani 20 “bandiere” di soldati al comando di Ostasio, signore di Ravenna. Il Senato veneto lo elevò al rango di nobile, con diritto di successione. Fu Capitano generale, signore e governatore della sua città natale. Opera dello scultore trevigiano Giovanni Ferrari, fu eretta, a cura del conte Alessandro Pepoli, nel 1789.

20

Marco Mantova Benavides

(PD nel 1489 – 1582). Uomo di vastissima cultura giuridica, si dedicò alla pratica forense, in favore dei poveri. Lettore di diritto civile e canonico al Bo. Il suo palazzo fu sede di letterati ed artisti. Eretta per volontà di Federico Augusto, elettore di Sassonia, è opera dello scultore trevigiano Giovanni Ferrari

21

Andrea Mantegna

(Isola di Carturo ,PD, 1431 – MN 1506). E’ uno dei più grandi pittori del primo Rinascimento. A Padova, imparò l’ arte alla scuola dello Squarcione. Operò a Venezia e a Mantova, presso Ludovico Gonzaga, dove eseguì “Cristo è morto” e gli affreschi della Camera degli Sposi a Palazzo Ducale. Opera dello scultore Giovanni Ferrari, fu eretta a spese del margravio del Brandeburgo.

22

Papa Paolo II
(Pietro Barbo)

( VE 1418 – Roma 1471). Nel 1436 fu nominato canonico della cattedrale e nel 1459 vescovo di Padova. Eletto Papa nel 1464, la sua azione politica si rivolge alla pacificazione dei turbolenti principi italiani. Abbellì con i suoi interventi la città di Roma. Opera di Giovanni Ferrari, fatta erigere nel 1786 per volere di Papa Pio VI.

23

Papa Eugenio IV
(Gabriele Condulmer)

(VE 1383 – Roma 1477). Vescovo di Siena, fu nominato nel 1508 cardinale; divenne Papa nel 1431. Ridusse all’ obbedienza i Colonna e fu uno dei grandi pontefici della cattolicità. In una bolla definì la chiesa di Padova una delle più illustri. Opera di Giovanni Ferrari, eretta nel 1782 a spese dei monaci benedettini.

24

Bernardino Trevisan

(PD nel 1506 – PD 1583) Studò filosofia e medicina, specializzandosi in botanica e preparando il terreno a Bonafede, promotore di quell’ Orto Botanico (1545). Opera dello scultore padovano Luigi Verona, fu eretta nel 1784 a spese del podestà Giacomo Nani.

25

Antonio Da Rio

(Padovano muore nel 1450) Capitano delle milizie della Chiesa, sventò una congiura ordita contro Eugenio IV. In segno di riconoscenza, questi gli fece elevare un monumento equestre in S. Pietro. Opera dello scultore padovano Luigi Verona, fu fatto erigere nel 1783 da Alvise Mocenigo, capitano e vicepodestà di Padova

26

Andrea Da Recanati

(Nasce ad Osimo). Medico e filosofo del XIV sec. Completò la sua istruzione a Padova. Lasciò cospicue somme di denaro come borse di studio a favore di studenti di Osimo che frequentassero al “Bo” lezioni di medicina, logica e fisica. Opera dello scultore padovano Sebastiano Andreosi, fu eretta dal conte Aurelio Guarnieri nel 1790.

27

Ludovico Ariosto

(RE 1474 – FE 1533). E’ il massimo poeta del Rinascimento col suo poema, “L’ Orlando Furioso”. Nel 1531 venne a Padova per motivi di salute. Opera dello scultore Luigi Verona, eretta per volere di Giacomo Bulavo, nel 1784.

28

Albertino Mussato

(PD, 1261) Notaio, grande oratore, latinista, storico, poeta, combatté per la libertà di Padova contro gli Scaligeri. Scrisse la più antica tragedia del teatro italiano, “l’ Ecerinis” che gli meritò l’ incoronazione nel salone di Padova e l’ onore di cinque traduzioni. Scrisse inoltre opere storiche, filosofiche e poetiche. Eretta nel 1831, è stata realizzata dallo scultore Giuseppe Petrelli.

29

Giuseppe Tartini

(Pirano 1692 – 1770) Insigne musicista italiano. Si recò a Padova per studiare la teologia, ma preferì dedicarsi al violino e alla scherma. Erano frequenti i duelli per ragioni amorose, a causa di uno dei quali fu costretto a rifugiarsi ad Assisi, ove compose, nel 1713, la famosa sonata “Il trillo del Diavolo”. Nel 1721 fu chiamato a Padova per dirigere l’orchestra della Basilica del Santo. Opera dello scultore padovano Sebastiano Andreosi, fu eretta nel 1806.

30

Giovanni Maria Memmo

(VE 1509 – VE 1579). Dopo gli studi a Padova, tornò a Venezia dove ricoprì importanti incarichi nella vita pubblica e politica. A sessant’ anni, abbandonò l’ attività politica, e si trasferì per dieci anni a Padova; tornò successivamente a Venezia, dove morì. Opera dello scultore trevigiano Giovanni Ferrari, eretta per volontà del duca Pietro di Curlandia, nel 1787.

31

Michele Morosini

(VE 1670 – VE 1751) Fu senatore e creato cavaliere della Stola d’ Oro, presso la Serenissima; protettore dei letterati e degli studiosi presso lo studio patavino. Opera dello scultore Luigi Verona, fu commissionata nel 1785 dal figlio Lorenzo, procuratore di S. Marco.

32

Melchiorre Cesarotti

(PD 1730 – PD 1808). Fu professore nel seminario vescovile, insegnò greco ed ebraico all’Università; fu insignito del titolo di “professore straordinario”, per il lungo e onorato servizio. Celebre è la sua traduzione dei “Canti di Ossian” dello scozzese James Macpherson. Opera dello scultore marosticano Bartolomeo Ferrari, la statua fu eretta nel 1821.

33-34 Obelischi

35

Francesco Petrarca

(AR 1304 – Arquà Petrarca 1374). E’ uno dei tre grandi scrittori italiani del Trecento, insieme a Dante e Boccaccio. Soggiornò a Padova e Venezia durante la peste. Si ritirò poi a vivere ad Arquà sui colli Euganei. Opera dello scultore padovano Pietro Danieletti, fatta erigere a spese del Granduca di Toscana, nel 1780.

36

Galileo Galilei

(PI 1564 – Arceteri, FI, 1642). Scienziato e letterato, professore all’Università di Pisa e Padova. (1592-1610) Conosciuto in tutto il mondo per le ricerche scientifiche subì processi per eresia. Opera dello scultore Danieletti, fu eretta per volontà del Granduca Leopoldo di Toscana, nel 1780.

37

Alessandro Orsato

(1683 – 1729). Fu colonnello delle milizie della Repubblica Veneta e fornì a proprie spese alla Serenissima un reggimento prese il nome di “reggimento padovano”. Opera dello scultore Francesco Andreosi, e venne eretta a cura del conte Giovanni Benedetto Giovanelli nel 1780

38

Altenerio Degli Azzoni

(TV , seconda metà del XIII sec. – 1327). Fu podestà a Belluno e poi a Padova nel 1320 e nel 1324. Valoroso uomo politico, regolatore degli Statuti, Anziano del Consiglio, abile oratore e diplomatico in Boemia e Carinzia. Si racconta che sia stato ucciso da Guglielmo Camposampiero. Opera dello scultore Danieletti, eretta per volontà dei posteri nel 1777.

39

Sicco Polentone

(Levico, 1376). Fu umanista, notaio, giureconsulto e Cancelliere del Comune di Padova. Opera dello scultore Danieletti, fu fatta erigere per delibera del Collegio dei notai padovani nel 1778.

40

Antonio Zacco

(PD, 1654 – PD 1723). Nominato generale della Repubblica Veneta, combatté contro i Turchi, di cui fu prigioniero per 5 anni. Tornato a Venezia, fu eletto “protettore d’ armi” dell’ Accademia Delia. Opera dello scultore Giovanni Battista Bendazzoli, fu fatta erigere a cura degli accademici Delii nel 1776.

41

Cesare Piovene

(VI, 1533 – Cipro 1570). Inviato bambino alla corte di Carlo Emanuele Filiberto, divenne luogotenente del conte Valmarin e condottiero delle armate veneziane. Fu massacrato in battaglia a Cipro. Opera dello scultore Giovanni Battista Bendazoli, eretta per volontà di Antonio e Lelio Piovene nel 1787

42

Maffeo Memmo

Veneziano di nobili origini, fu chiamato dai Carraresi come podestà di Padova e nel 1393 divenne pretore. Opera commissionata allo scultore Francesco Rizzi dalla Comunità cittadina, nel 1776

43

Andrea Navagero

(VE, 1483 – Blois 1529). Umanista e storiografo, fu ambasciatore a Madrid e in Francia. Le sue opere di erudizione furono le prime pubblicate a Padova nel 1718. Opera dello scultore Luigi Verona, fu eretta a cura di Nicolò Erizzo, procuratore di S. Marco, nel 1799.

44

Andrea Memmo

(VE 1729 – 1793). ‘Provveditore’ della città di Padova. Formulò un progetto per il risanamento e la trasformazione di Prato della Valle. A lui si deve l’ assetto attuale della cosiddetta “Isola Memmia”. Opera dello scultore Felice Chiereghin, eretta da Angelo Diedo e dai “Presidenti” del Prato della Valle nel 1794.

ANELLO INTERNO

Soggetto

Chi è

Statua

46

Zambono Dotto Dei Dauli

(PD, fine del XIII sec). Fu illustre giureconsulto; nominato il “dotto” per la sua vastissima cultura. Nel 1310 provvide per primo alla sistemazione del Prato della Valle. Nominato cavaliere, fu implicato in una congiura contro Francesco da Carrara. Reo confesso, fu ucciso per strangolamento dal fratello e dal cugino. Opera dello scultore Pietro Danieletti.

47

Sperone Speroni

(PD 1500 – 1588). Docente di filosofia, alla morte del padre rinunciò alla cattedra per occuparsi degli affari di famiglia. Continuò negli studi e la sua fama divenne così vasta da procurargli importanti incarichi quali giureconsulto, filosofo ed oratore. A Padova fondò l’ Accademia degli “Animosi”. Padova gli eresse una statua nella Sala della Ragione Opera dello scultore Pietro Danieletti, eretta per volontà di Arnaldo e Ginolfo Speroni nel 1776.

48

Tito Livio

(Colli Euganei, I sec. a.C – Padova 17 d. C) visse a Napoli e Roma. Studiò filosofia, giurisprudenza, eloquenza e politica. Fu amico di Orazio, Stazio, Seneca. E’ autore di numerosi dialoghi di contenuto storico, filosofico e politico. Opera dello scultore padovano Pietro Danieletti, è stata eretta nel 1776.

49

Gerolamo Sarvognan

(UD 1466 – VE 1529). Nel 1508 fu al servizio dei veneziani contro l’Imperatore Massimiliano. Per riconoscenza, il Senato della Serenissima lo elesse generale di terra, e ambasciatore straordinario a Vicenza; infine il Maggior Consiglio lo nominò senatore. Ebbe 4 mogli e 23 figli. Opera dello scultore padovano Francesco Andreosi, eretta dal conte Marco Sarvorgnan.

50

Fortunio Liceti

(1577 – PD 1657). Dopo aver studiato a Bologna, nel 1600 passò allo Studio di Pisa a d insegnare filosofia. Fu poi invitato a “leggere” filosofia a Padova e nel 1645 divenne docente alla “prima cattedra di medicina”. Opera dello scultore Francesco Rizzi, eretta a cura del marchese Carlo Spinela nel 1777.

51

Lodovico Buzzacarini

Intraprese la carriera delle armi, fu al servizio dei Carraresi. Passò poi sotto la Serenissima quale comandante delle milizie di terra. Prese parte a una congiura organizzata dai Carraresi per riacquistare la perduta signoria padovana, ma scoperto, fu fatto decapitare con il figlio e altri congiurati nel 1435 Opera dello scultore Pietro Danieletti, eretta nel 1778 per commissione della famiglia Buzzacarini.

52

Giovanni Poleni

(VE 1683 – 1761). Compiuti gli studi umanistici e teologici, si dedicò alla matematica. Divenne docente della materia all’ Università di Padova e mantenne la cattedra per 53 anni. La statua attuale è opera dello scultore vicentino Luigi Strazzabosco e sostituisce quella eretta da Antonio Canova nel 1781, custodita al Museo Civico di Padova

53

Guglielmo Malaspina
Degli Obizzi

Nacque da nobile famiglia lucchese; fu podestà nel 1295 e durante la sua magistratura liberò con un amnistia tutti i prigionieri. Opera dello scultore padovano Francesco Andreosi, eretta nel 1777 per volontà di Tommaso degli Obizzi.

54

Giovanni Dondi dell’ Orologio

(Chioggia, VE, 1318). Fu maestro di filosofia, medicina e astronomia. Medico personale dell’ imperatore Carlo IV. Insegnò all’ Università di Padova, di Bologna, Firenze e Genova. A lui venne attribuito il famoso orologio, sulla copia del quale fu ideato quello presso l’ex Palazzo Capitanio in Piazza dei Signori a Padova. La statua è opera dello scultore Francesco Rizzi eretta nel 1778.

55-56 obelischi

57

Antonio Schinella
De’ Conti

(PD 1677). Fisico, matematico, storico, letterato, filosofo. Nel 1715 si recò in Inghilterra quale arbitro nella controversia tra il Leibniz e Newton, che si contendevano l’invenzione del calcolo infinitesimale. Opera dello scultore padovano Felice Chiereghin, eretta nel 1781 a cura di Carolina de’ Conti.

58

Jacopino De’ Rossi

Podestà di Padova per ben due volte, nel 1266 e nel 1273. Durante il suo mandato disciplinò il corso delle monete e perfezionò gli statuti della città. Opera dello scultore padovano Luigi Verona eretta nel 1782.

59

Gustavo Adamo Baner

(Svezia, 1621 – 1681). Figlio del comandante degli eserciti svedesi Giovanni Baner, Studiò a Padova e fu protettore e sindaco delle facoltà dei giuristi. Ritornato in patria, il re di Svezia, lo creò conte, scudiero del Regno e governatore dell’ Inbria. La statua è opera di Giovanni Ferrari. eretta per volontà di Federico Adolfo di Svezia nel 1778.

60

Gustavo II Adolfo di Svezia

Nato a Stoccolma nel 1594. Alla morte del padre Carlo IX, divenne re nel 1611. Impetuoso e valorosissimo, riformatore di strategia e di armi, conquistò buona parte della Germania. Morì nel 1632 in battaglia. Si disse che era morto con la spada in pugno, il comando sulle labbra e il pensiero alla vittoria. Opera di Giovanni Ferrari Torretti, eretta da Gustavo III re di Svezia,. nel 1784.

61

Matteo De’ Ragnina

Non è nota la data di nascita, avvenuta in Dalmazia. Giurista insigne nel 1397 è rettore dei “legisti” citreamontani al “Bo”, dopo essere stato nominato canonico di Ragusa. Opera dello scultore padovano Felice Chiereghin eretta nel 1784 per volontà del conte Francesco Orsato.

62

Giobbe Ludolf

(Ertfurt, Turingia ,Germania, 1624 – 1704). Celebre orientalista e glottologo, dottissimo nelle discipline giuridiche, storiche, economiche e letterarie. Conosceva ben 25 lingue, fra le quali l’etiope, sul quale idioma notevolissimi sono i suoi studi. Opera dello scultore padovano Luigi Verona, fu eretta per volontà del conte Ludolfo suo discendente.

63

Stefano Gallini

(Ve 1756 – 1836). Laureatosi a Padova in “scienze mediche”, continuò gli studi a Montpellier, Parigi e Londra. Rientrato a Padova tenne la cattedra di fisiologia e anatomia comparata dal 1806 al 1813. Fu Magnifico Rettore dell’Università dal 1827 al ’28. Opera dello scultore romano Giuseppe Petrelli, venne eretta nel 1838.

64

Filippo Salviati

(FI 1582). A Padova fu scolaro personale e discepolo prediletto di Galileo Galilei che gli dedicò la sua opera “Sopra le macchie solari”. Opera di Giovanni Ferrari, eretta nel 1786, a cura del cardinale Gregorio Salviati.

65

Uberto Pallavicino

(1196 – 1269). Attivissimo nel servizio dell’ imperatore Federico II, che lo ricompensa nominandolo signore di Piacenza, Pavia e Cremona. Capitano generale dei milanesi nel 1259, mantiene la carica fino al 1264. Nel 1266 perde i feudi di Cremona, Piacenza e Parma nella guerra contro i bresciani. Opera dello scultore Giovanni Ferrari, eretta nel 1786, per volontà di Muzio Pallavicino.

66

Papa Alessandro VIII
(Pietro Ottoboni)

(VE 1610 – 1691). Studiò a Padova, dove ottenne la laurea in diritto civile e canonico. Succede a Papa Innocenzo IX, con il nome di Alessandro VIII. Durante il suo pontificato si fece restituire dal re Luigi XIV di Francia il contado di Avignone. Opera di Giovanni Ferrari, eretta per volontà della duchessa Ottoboni-Serbelloni, 1787.

67

Papa Clemente XIII
(Carlo Rezzonico)

(VE 1693 1769). Laureatosi a Padova in teologia, nel 1758 diventa Papa con il nome di Clemente XIII. Fu benefico con i poveri. Suo il detto: non la gloria ci muove, ma la pietà del popolo. Opera dello scultore Giovanni Ferrari, eretta dai fratelli Rezzonico nel 1787.

68

Antonio Canova

(Possagno ,TV, 1757 – VE 1822). A Padova lavorò nella Chiesa degli Eremitani, nel palazzo del conte Sambonifacio a vari bassorilievi, nel palazzo Trento (ora Papafava de’ Carraresi). Opere canoviane si trovano al museo civico di Padova. Opera dello scultore Giovanni Ferrari, eretta nel 1796 per volere del cav. Antonio Cappello, che ordinò al Ferrari di rappresentare il Canova nell’atto di scolpire il busto dell’omonimo antenato.

69

Francesco Luigi Fanzago

(PD 1764 – 1836). Laureatosi nel 1790, si recò in Lombardia per studiare la pellagra, che affliggeva la popolazione rurale. Propugnò per primo in Italia l’innesto del vaccino del vaiolo. Dal 1802 a insegnò medicina e patologia all’Università di Padova, assumendo nel contempo, nel 1822, la direzione del locale Ospedale Civile. Opera dello scultore romano Giuseppe Petrelli, eretta a cura di amici, colleghi e discepoli, nel 1838

70

Francesco Pisani

(VE fine del XV sec – Ostia 1570). Resse il vescovado di Padova dal 1524 al 1567, dove costruì, la cattedrale, senza far completare la facciata. Lasciata Padova fu nominato vescovo di Ostia. Opera dello scultore Giovanni Ferrari, eretta a cura dei patrizi veneti Alvise e Francesco Pisani, nel 1795.

71

Giulio Pontedera

(VI, 1668 – 1757). Trasferitosi a Padova nel 1714, si dedicò allo studio della medicina e dell’ anatomia, e fu allievo del Morgagni. Erudito nella letteratura greco-latina e nella botanica, divenne successore dell’ abate Felice Viali all’ Università di Padova. Opera di Giovanni Ferrari, collocata nel recinto nel 1785, a cura del duca Teodoro di Baviera.

72

Nicolò Tron

(VE, 1686 – 1772). Ambasciatore presso la corte di S. Giacomo a Londra, rientrato in patria è insignito della dignità di “censore” della Repubblica veneta. Fu capitano e poi vicepodestà a Padova dal 1737 al 1739. Si dedicò allo sviluppo dell’ industria collegata all’ agricoltura. Opera dello scultore Giovanni Ferrari, eretta nel 1781 per volontà dei sericultori padovani.

73

Francesco Guicciardini

(FI 1483 – Arretri 1540). Laureato a Padova nel 1505, fu chiamato a Firenze, e abbandonò l’insegnamento per dedicarsi agli affari di stato. Ambasciatore in Spagna, priore a Firenze, governatore a Modena e Reggio, consigliere politico di Papa Clemente VII e di Casa Medici. Opera dello scultore Giovanni Ferrari, fu eretta nel 1783 a cura del principe Nassau.

74

Jacopo Menochio

(PV, 1532 – MI 1607). Insegnò diritto civile a Pavia, diritto canonico e diritto civile a Padova. Fu eletto senatore e presidente della magistratura milanese. Filippo II lo nominò suo consigliere personale Opera di Giovanni Ferrari, fu eretta nel 1785 su commissione del principe Alberico di Belgioioso.

75

Giovanni Sobiesky

(Leopoli ,Olesko, 1624 – Varsavia 1696). A Padova, frequentò l’ Università. Tornato in patria, combatté contro Turchi e Cosacchi per la libertà e l’ indipendenza dei polacchi, che in premio di tanto valore, lo acclamarono loro Re. Uomo colto, buon oratore; fu ritenuto l’eroe nazionale per antonomasia. Opera di Giovanni Ferrari, fueretta nel 1784 da Stanislao Augusto re di Polonia.

76

Stefano Bathory

(Transilvania 1533 – Grondo 1586). Studiò a Padova giurisprudenza. Tornato in patria combatté per l’ indipendenza polacca contro turchi, russi e tartari. I suoi compatrioti lo acclamarono re di Polonia. Ottenuta la pace, riorganizzò la giustizia e l’esercito Opera di Giovanni Ferrari, eretta nel 1789 per volontà del re di Polonia.

77-78 obelischi

79

Pietro Danieletti

(PD 1712 – 1779). Si distinse ai suoi tempi per la facilità, naturalezza ed espressività delle sue opere scultoree. Lavorò su commissione della real corte del Portogallo e a lui si devono 12 statue del Prato. Opera del suo allievo Luigi Verona, lo rappresenta accanto al busto, da lui scolpito, di G. B. Morgagni, medico e anatomista. fu fatta erigere, a cura del conte Ercole Sambonifacio, nel 1780.

80

Rainiero Vasco

(SI XIV sec). La Serenissima gli consegnò il vessillo di S. Marco nel 1372. Opera dello scultore veronese Giovanni Battista Zignaroli, eretta nel 1779 per volontà della famiglia Vasco.

81

Francesco Morosini

(VE 1619 – Nauplia 1694). Il Senato veneto, per premiarlo della vittoria contro gli Ottomani, lo insignì nel 1651 del comando di tutta la flotta di S. Marco. La statua è opera dello scultore Luigi Verona.

82

Gerolamo Liorsi

Nobile veronese, medico ed erudito; ai piedi del simulacro sono posti due libri chiusi ed un terzo aperto su cui c’ è scritto: APH.TO.EAH., parole che alludono al libro di Aristotele. Opera di Luigi Verona, eretta nel 1779 per volontà del conte Guglielmo Liorsi.

83

Antonio Savonarola

Fu condottiero dei padovani contro il tiranno Ezzelino III da Romano e difese una fortezza sita sulla strada tra Padova e Vicenza. A ricordo di questo avvenimento, l’antichissima vicina porta cittadina si chiamò col suo nome. Eretta nel 1778, fu fatta rifare allo scultore Natale Sanavia nel 1876 a cura e spese del Comune di Padova.

84

Marino Cavalli

Ebbe dalla Repubblica Veneta incarichi di prestigio: ambasciatore alla corte di Carlo V nel 1543, presso quello di Francia nel ’60, poi presso il papa Pio V e a Costantinopoli. Podestà di Padova nel 1562/63; morì nel 1572 a Venezia. Opera dello scultore Francesco Rizzi, eretta nel 1778 per delibera dei presidenti del Prato

85

Andrea Briosco

(TN, 1470 – 1532). Scultore, fonditore di bronzi, lavorò a lungo per portare a termine il candelabro del cero pasquale nella Basilica del Santo. Era considerato il maggiore tra i bronzisti veneti. Sue opere si trovano presso i vari musei d’ Europa. Opera di Pietro Danieletti, fu eretta nel 1778 dal conte Francesco Papafava. (ai suoi piedi il busto di Gaspara Stampa)

86

Albertino Papafava

(PD 1701 – 1773). Provveditore alla Sanità nel 1738 a Padova, si dedicò in particolare al riordino delle strade cittadine. Contribuì inoltre alla sistemazione e al prosciugamento del Prato. Fu sepolto nella Basilica del Santo. Opera di Pietro Danieletti, eretta nel 1777.

87

Michele Savonarola

(PD, 1385 ca). Illustre medico, uomo dotto, scrisse di politica e di morale. Opera dello scultore padovano Francesco Rizzi, eretta nel 1777 a cura di Gaetano e Giuseppe Savonarola.




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