Pietro Barozzi, vescovo del Rinascimento, e il suo palazzo

28 Agosto 2017 By Elena Bottin

I Notturni d’Arte continuano martedì 29 agosto con la visita guidata alle ore 20.45 del Museo Diocesano, allestito negli spazi del Palazzo Vescovile, che ha assunto l’aspetto attuale grazie a un committente d’eccezione, il vescovo Pietro Barozzi (1487-1507), che ne affidò la decorazione a Jacopo da Montagnana e Bartolomeo Montagna. La serata prevede anche il reading a cura dell’associazione Carichi Sospesi di e con l’attore Renzo Pagliaroto, con l’accompagnamento musicale di Yuri Argentino al sax e Andrea Vedovato alla chitarra.

I Notturni d’Arte sono prodotti dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e della Cassa di Risparmio del Veneto.

Nato a Venezia nel 1441, uomo colto e dai molteplici interessi umanistici, collezionista di manoscritti e incunaboli miniati ancora conservati nella Biblioteca Capitolare, Pietro Barozzi stabilisce fin da subito la sua residenza in città, nel già esistente Palazzo Vescovile, restaurandolo e completandolo.
Nella sala inferiore, oggi denominata Sala Barbarigo in seguito alla risistemazione di fine Ottocento, è ancora visibile parte della decorazione affidata da Barozzi a Jacopo da Montagnana e al suo socio Prospero da Piazzola nel 1497. Al piano superiore si apre il vasto spazio del Salone dei Vescovi, dal cui angolo nord-orientale si accede alla Cappella di Santa Maria degli Angeli, fatta costruire da Barozzi quale cappella privata destinata alla preghiera personale, ed interamente affrescata da Jacopo da Montagnana nell’anno 1495 con un programma incentrato sul Credo degli Apostoli.

Il Salone dei Vescovi è senza dubbio l’impresa più significativa del vescovo. La decorazione, compiuta tra il 1505 e il 1506, fu affidata al pittore vicentino Bartolomeo Montagna e ai suoi collaboratori dopo la morte di Jacopo da Montagnana e comprende i ritratti dei primi 100 vescovi di Padova, a partire da San Prosdocimo fino allo stesso Barozzi, mentre si affacciano da un finto loggiato: un’affermazione visiva dell’autorità del vescovo come depositario della fede, trasmessa dai suoi predecessori ritratti in un dialogo serrato.
Questi cicli affrescati restano tra le imprese più significative del Rinascimento padovano sullo scorcio del Cinquecento.

Accompagna la rassegna una guida con schede di approfondimento su luoghi e personaggi al centro di questa edizione dei Notturni d’Arte (costo euro 4; in omaggio guida dei Notturni d’Arte 2016 fino ad esaurimento scorte).