Le freddi notti dell’infanzia
26 Gennaio 2016Saranno presenti: il curatore Giampiero Bellingeri dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, il traduttore Massimiliano Calvia e la pittrice del quadro in copertina Demet Kiziltas.
Modera l’incontro la giornalista turca Yasemin Taşkin.
Il libro. Lunargento Casa Editrice, da anni punto di riferimento culturale per la promozione in Italia dei grandi autori della letteratura turca, in collaborazione con il Ministero alla Cultura del Governo Turco, dà spazio a una delle voci più acute della letteratura turca al femminile: Tezer Özlü, che nel 1980, prima di morire a soli 44 anni, scrive il suo Çocukluğun Soğuk Geceleri –Le fredde notti dell’infanzia.
Una scrittura attenta, riflessiva, che invita il lettore a immergersi nell’Istanbul degli anni ‘50; una scrittura “corporale” che narra i traumi e le sofferenze di un’adolescente inquieta, di una donna tormentata che barcolla, inciampa, ricade in cliniche ed ospedali psichiatrici senza cedere al dolore mortale dell’elettroshock.
In Le fredde notti dell’infanzia, in una Turchia già afflitta da oppressivi condizionamenti, l’autrice, stretta tra camicie di forza e abbracci casuali, riscatta la riscrittura del proprio destino nella ricerca di un amore che raggiunga l’infinito e traghetti la vita verso il futuro, un atto che, come descrive ampiamente il Prof. Bellingeri di Ca’ Foscari, curatore dell’opera, diviene, nel caso di Tezer Özlü, invito “al proprio corpo a riorganizzarsi dopo il dolore sconvolgente, che ricalca, preme, incide quel corpo martoriato”.