Piazza Gasparotto: subito un grande intervento sociale, prima che sia troppo tardi!

5 Dicembre 2019 By Andrea

Il numero delle persone in stato di marginalità, con gravi problemi di tossicodipendenza, in condizioni di estrema fragilità, e senza dimora sta aumentando sempre più velocemente, con conseguenze non solo sul quartiere ma sull’intera città.

In Piazza Gasparotto, luogo in cui da anni siamo cittadini attivi, possiamo osservare da vicino come stiano cambiando le dinamiche sociali, in risposta a trasformazioni socio-economiche e a politiche governative inefficaci, talvolta sbagliate e pericolose.

Il risultato di tali trasformazioni è sotto gli occhi di tutti: l’esclusione e l’emarginazione dal sistema proprio delle persone che più avrebbero bisogno di sostegno e di aiuto.

Questa Piazza, per conformazione e collocazione, risulta essere un luogo nascosto e, a suo modo, protetto, in cui chi fa uso di sostanze si rifugia da una società che sempre più spesso finge di non vedere.

Gli effetti più evidenti che osserviamo quotidianamente sono molti e purtroppo sono arrivati anche a mettere a rischio la sicurezza dei nostri volontari e la fruibilità della piazza in quanto luogo pubblico.

Aumentano le siringhe e gli altri residui del consumo di sostanze, aumentano i furti, di biciclette o di altri materiali, aumentano le scene di aggressività.

Aumentano le difficoltà che incontriamo per continuare le nostre attività in piazza e nei locali che abbiamo deciso di aprire qui negli ultimi anni.

La scelta di restituire spazi pubblici e privati alla cittadinanza, generando nuove comunità e riuscendo a includere chi vive ai margini, attraverso azioni sociali, culturali, di mutualismo e solidarietà, è oggi purtroppo una scelta di cui siamo meno sicuri di un tempo. Non perché siano venute meno le motivazioni o la passione che ci spinge a portare avanti le nostre attività, ma perché non riscontriamo un supporto da parte delle politiche cittadine riguardo a questi temi. L’abbiamo sempre detto, noi da soli non bastiamo. Facciamo il possibile, a volte anche di più, ma abbiamo dei limiti.

Dalla cronaca più recente è facile capire come il problema sia sentito in tutta la città, ma la peculiarità della zona stazione è ormai nota. Alcune criticità potranno essere risolte realmente solo fra alcuni anni: in particolare il grande vuoto urbano lasciato dall’area PP1.

Altre dipendono da fattori contingenti e temporanei: il cantiere installato ad ottobre, senza preavviso, ha causato moltissimi disagi, negando l’accesso all’intera superficie pubblica della piazza e lasciando solo stretti passaggi sotto i portici, che non possiamo percepire come sicuri.

Riscontriamo tuttavia come la principale risposta offerta dall’Amministrazione comunale ai fenomeni di disagio sociale sia la repressione attraverso il maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine,

che arrivano a colpire anche senza dimora e tossicodipendenti attraverso inutili multe. Al di là delle diverse e legittime opinioni che compongono il dibattito politico, è ormai lampante come affrontare i temi complessi del consumo e dell’abuso di sostanze stupefacenti attraverso la sola adozione di misure repressive, in assenza di azioni di informazione, prevenzione e intervento, sia sbagliato e inefficace. Misure che ottengono spesso il solo risultato di spostare localmente e temporaneamente le attività di spaccio, ma che non offrono soluzioni a tutti gli altri problemi legati alla tossicodipendenza. Siamo consapevoli che qualche passo iniziale in tal senso sia stato fatto, ma quello che riteniamo indispensabile è un intervento di carattere sociale, strutturato in modo integrato, che metta a frutto le competenze e l’esperienza di professionisti e di associazioni del settore.

Ciò che chiediamo con con urgenza all’Amministrazione è che vengano messe a bilancio risorse dedicate per creare servizi integrati, che possano affrontare in sinergia una questione complessa, attraverso azioni complesse.

Unità di strada specializzate, sportelli di ascolto e aiuto, campagne di informazione e prevenzione, sono solo alcuni esempi di azioni concrete già sperimentate e messe in campo con successo in altre città italiane e che sono da mettere in campo a Padova, subito, senza perdere tempo.

Azioni volte ad affrontare i problemi con umanità, che siamo certi potranno portare effetti positivi all’intera comunità cittadina.

Le volontarie e i volontari di Piazza Gasparotto