Intervista a Gianluca Lalli

10 Gennaio 2015 By Elena Bottin

Raccontaci come è nato il progetto musicale degli Ucroniutopia e qual è il rapporto che detieni con gli altri componenti della band. Sei anche cantautore, vuoi parlarci della tua esperienza con il premio Hard Rock Cafè 2013? Chi ti ha spinto a partecipare e quali erano le condizioni per poterlo fare?
Il progetto di Ucroniutopia che letteralmente è la fusione di due parole di origine greche cioè ‘ucronia senza tempo e utopia senza luogo’, mi è venuto in mente nella primavera del 2009. Io già da anni facevo il cantautore, per caso incontrai a una serata metal un violoncellista con cui decidemmo di provare insieme qualche mio brano, dopo di che a sentirlo ero rimasto incantato da quello strumento favoloso che era appunto il violoncello. Abbiamo fatto tanta gavetta, abbiamo suonato spesso senza neanche il rimborso spese, per farci conoscere Nel 2011 è uscito in autoproduzione il mio primo disco “Il tempo degli assassini” che ha venduto 5000 copie: per un’autoproduzione è praticamente un record. Al violoncellista nell’arco degli anni si sono aggiunti altri musicisti, nel mio progetto che è alla fine un consorzio musicale ne sono passati parecchi: alla fine, da un anno, la formazione è standard con Jacopo Mosesso al violoncello, Eleonora Aleotti al flauto traverso e soprano, Walter Pandolci al basso, Giorgio Gallo alla batteria, Lorenzo De Angelis alla chitarra elettrica. Stiamo preparando ora il secondo disco che uscirà a ottobre: si chiamerà “La fabbrica di uomini”. Al premio Hard Rock Cafè ho partecipato per caso, una mia amica mi ha linkato un concorso che si teneva a Venezia (il premio Pasinetti) e io ho spedito il dvd contenente il mio videoclip “Il lupo”, brano contenuto nel primo disco. Mi trovavo in Veneto per motivi personali e così ebbi occasione di andare a Venezia alla proiezione del video e rimasi lì per tre giorni. La ciliegina sulla torta è stata la chiamata al Festival del Cinema di Venezia, anch’essa inaspettata, come tutte le più belle cose. E’ stata una grande emozione e una gran soddisfazione soprattutto perché il videoclip è a budget ridotto: essendo autoprodotto, si sa che raggiungere certi livelli con pochi soldi è un’impresa quasi impossibile.

Il videoclip ‘Il lupo’ è stato presentato nella sezione videoclip del Premio Pasinetti al Festival del Cinema a Venezia: che effetto ha fatto vedersi sul ‘grande schermo’? Hai ottenuto riscontri positivi?
L’effetto di trovarsi al Festival del Cinema è difficile da descrivere ma tante emozioni sicuramente. I riscontri sono soprattutto morali e pubblicitari. Morali perché arrivare al Festival è costato tanto sacrificio e pazienza, quindi essere ripagati ogni tanto non è male, pubblicitari per diversi articoli sui giornali e quindi la possibilità di farsi conoscere a chi non ci conosceva ancora. Ma soprattutto la soddisfazione di essere diventati internazionali, in una mostra aperta al tutto il mondo.

Sei di origini marchigiane: qual è la tua impressione sul Veneto, trovi che ci siano maggiori opportunità per un musicista in carriera?
Sono un marchigiano nato in una piccola frazione del comune di Arquata del Tronto, un posto che ricorda molto Fontamara, il romanzo del grande Silone, ma per via del mio lavoro e irrequietezza preferisco essere cittadino del mondo. Diceva una canzone “La mia patria è il mondo intero”, niente di più vero. Il Veneto come tutte le regioni di Italia è una bellissima terra: Padova, Venezia, Verona ecc sono città meravigliose. Purtroppo invece per quanto riguarda la musica condividiamo con tutta Italia una triste situazione, soprattutto per la musica originale. I locali preferiscono le cover band, perché sono più seguite e quindi per farla breve portano più gente e più soldi, l’arte in genere ha poco a che fare con i soldi, spesso è proprio il contrario, ma questo è un mondo dove le persone prima di tutto si misurano con quello che hanno e non con cosa sono, e di conseguenza il Dio denaro la fa da padrone.

Come è nata l’idea di associare la musica a una sfilata di moda? Come hai conosciuto Sabrina Andreose?
L’idea di associare la musica ad una sfilata di moda è nata perché ho conosciuto questa stilista Sabrina Andreose che pensa alla moda come ad un’arte creativa e originale. I suoi abiti sono fantastici, ognuno ha un taglio particolare, si alterna semplicità ad eleganza , abiti che sembrano usciti dalle fiabe e abiti da sera, colori fantasiosi, fiori, armonia, insomma c’è musica nei suoi vestiti. Ed è una musica che va a braccetto con quella degli Ucroniutopia perché essa segue l’istinto, l’originalità senza paure o riverenze per nessuno. Sabrina è una persona con una grande personalità e questo nei suoi abiti si trasmette in pieno. Andreose l’ho conosciuta alla Spezia in un teatro il 31 marzo di due anni fa. Io con la mia band ero ad aprire il concerto al mio amico collega cantautore Claudio Lolli, che tra l’altro parteciperà con un suo brano al mio prossimo disco in uscita ad ottobre. Con Sabrina è nata subito una grande intesa, sfociata poi in un’amicizia molto forte, poi a lei è venuta questa idea di abbinare la mia musica alla sua arte ed io ho accettato con entusiasmo. 

Camilla Bottin