Il Visitatore
9 Febbraio 2016Nella Vienna occupata dai nazisti, in Berggstrasse 19, indirizzo dello studio di Freud, il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via da dalla Gestapo. Ma l’angosciata solitudine non dura molto: dalla finestra spunta infatti un inaspettato visitatore che fin da subito appare ben intenzionato a intavolare con Sigmund Freud una conversazione sui massimi sistemi. Stupefatto, Freud si rende presto conto di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l’esistenza. La discussione che si svolge tra il visitatore e Freud, e che costituisce il grosso della pièce, è ciò che di più commovente, dolce ed esilarante si possa immaginare: Freud ci crede e non ci crede; Dio, del resto, non è disposto a dare dimostrazione di sé stesso come se fosse un mago o un prestigiatore. Sullo sfondo, la sanguinaria tragedia del nazismo che porta Freud a esclamare: “Se sei onnipotente sei cattivo; e se non sei cattivo, non sei abbastanza potente. Criminale o limitato, non sei un dio all’altezza di Dio”. Uno spettacolo intenso capace di catturare l’attenzione dello spettatore, trascinandolo in un confronto con alcuni dei temi più importanti dell’esperienza umana: l’incontro con l’altro, con il male e con la speranza.