4
             
Il Piccolo Teatro compie vent’anni

Il Piccolo Teatro compie vent’anni


Il Piccolo Teatro compie vent'anni...in attesa di festeggiarli con il pubblico e con un grande evento


Quello che conosciamo come il “Piccolo Teatro” di via Asolo (zona Paltana) è in realtà -per la sua denominazione integrale ed originaria- il “Piccolo Teatro don Bosco”.
Di proprietà dei salesiani, ha visto la luce, per la sua “seconda vita”,nel 2001, proprio il 31 gennaio, giorno in cui il calendario e la liturgia ricordano San Giovanni Bosco, il santo dei giovani, fondatore della congregazione salesiana, a cui il Piccolo è stato intitolato al tempo della sua costruzione, alla fine degli anni sessanta.
Dopo una “prima vita” di successo, anche con produzioni RAI realizzate sul suo palcoscenico (il concorso canoro “La Scaletta”), seguirono molti anni di chiusura ed abbandono.
La ristrutturazione è stata completata all’inizio del nuovo millennio, anche con il contributo del Comune di Padova e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e domani, 31 gennaio, il Piccolo “compie” 20 anni, proprio nel mezzo di una crisi pandemica mondiale che ha costretto alla chiusura (e sono già sette mesi ormai…) le sale teatrali e cinematografiche quali il Piccolo.
Energie, iniziative, progetti: tutto chiusi in un cassetto, nell’attesa e speranza di vedere la luce in fondo al tunnel, che pare potrebbe essere il 6 marzo, qualora non vi fossero peggioramenti nella situazione sanitaria nazionale.
I precedenti “compleanni” sono stati festeggiati con eventi memorabili, come quello con Enzo Jannacci (2006), e, per ricordarne solo alcuni, con Angela Finocchiaro, Natalino Balasso, Alessandro Bergonzoni, Paolo Cevoli, Giuseppe Battiston, Lella Costa, Neri Marcorè, Giacomo Poretti.
Per diciannove anni e qualche mese il Piccolo si è messo in luce nella nostra città, a dispetto del nome, come uno dei più grandi e dinamici contenitori per proposte e realizzazioni, nel campo del cinema, della prosa, della musica, con la sua capienza di circa 400 spettatori (nell’era pre-Covid)….
L’Associazione Piccolo Teatro, sorta qualche mese prima della riapertura, con la finalità dell’animazione della sala, ne è in pratica sia la mente che il braccio operativo, con la programmazione dedicata in primis ai giovani, agli anziani, alle famiglie, e la cura degli spazi.
Circa una settantina il numero dei volontari impegnati dalla programmazione all’accoglienza, un numero alto e costante, nonostante negli anni vi sia stato il fisiologico cambio, con ingresso di un buon numero di giovani, che hanno respirato e respirano un clima di famiglia, pur sempre con un approccio professionale al ruolo, ma nella dimensione salesiana dell’accoglienza degli spettatori, del clima festoso, della opportunità di superare le divergenze di opinioni senza rancori o strascichi.
Con gli anni, dall’iniziale programmazione cinematografica (fatta di week-end per famiglie e mercoledì d’essai) e teatrale (una rassegna proposta tra gennaio e marzo) si è arrivati ad un palinsesto di sei giorni su sette, da settembre a maggio, tra film, spettacoli di prosa, documentari d’arte, proiezioni di opere liriche sul grande schermo (attività che ha portato alla ribalta nazionale la sala per il numero più alto di spettatori in Italia, costante negli anni) e, quali ospiti graditi, il Festival nazionale del teatro per ragazzi e tanti altri eventi di associazioni ed enti del territorio provinciale.
Le energie, poi, sono sempre state dirottate nell’attività estiva di cinema all’aperto, a luglio ed agosto (l’anno scorso la rassegna “Sotto le stelle del cinema” ha segnato la ripresa dell’attività ed il ritorno degli spettatori, dopo il lockdown, con tutte le precauzioni per le disposizioni nel frattempo emanate).
In questi giorni, nel messaggio di ringraziamento (ed incoraggiamento) inviato per la ricorrenza che cade in questo momento così strano e mai immaginato, la direzione salesiana ha voluto condividere con i volontari alcuni estratti del volume “Memorie biografiche di don Giovanni Bosco” per paragonare il nostro tempo a quello dell’epidemia di colera che colpì Torino nel 1854-1855, riprendendo alcune frasi delle pagine in cui don Bosco viene e ricordato per la profonda concretezza, oltre che per la spiritualità, un “uomo d’azione…che usò tutti i mezzi precauzionali possibili, suggeriti dalla prudenza e dall’arte” per ripulire, aggiustare, migliorare i luoghi e i dormitori allestiti per i suoi ragazzi.
Don Bosco, ovviamente, “non pago dei provvedimenti terreni…si appigliò ai provvedimenti celesti”.
In quelle azioni un po’ si ritrova quanto fatto dai volontari del Piccolo dopo l’estate per la riapertura della sala, per garantire sicurezza e tranquillità agli spettatori, con un intenso lavoro di squadra e coesione, che sicuramente verrà posto in essere per la nuova, prossima riapertura.
La sala in queste settimane sta facendo compagnia ai propri affezionati con la proposta di film sulla piattaforma #iorestoinsala ed organizzando un webinar di commento su Zoom ogni mercoledì sera sul film d’essai proposto.
Ma è ovvio che tutti sono protesi alla primavera, per l’auspicato ritorno all’attività.
Il ventesimo compleanno sarà strano, anomalo, ciascuno lo ricorderà a casa propria, anche tanti degli affezionati spettatori ed associati dedicheranno un pensiero alla loro sala preferita.
Ma il festeggiamento vero e proprio è solamente rimandato, un grande appuntamento sul palco sarà calendarizzato tra qualche mese, in continuità con gli eventi realizzati per le precedenti ricorrenze: l’Associazione promette -e si ripromette- che, prima o poi, nel rispetto delle normative, ci sarà!

Share




Aggiungi un commento

La tua email non viene pubblicata. *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

171 q 0,270 sec