Italia, le donne italiane, il voto e la nascita della repubblica italiana
7 Novembre 2012
Lo spettacolo è risultato tra i vincitori del premio Donne e teatro edizione 2007 riservato alla scrittura teatrale femminile. La giuria, presieduta da Franca Angelini e composta da Ugo Chiti, Maria Pia di Meo, Edoardo Erba, Maria Inversi, Mario Lunetta, Giuseppe Manfridi e Lucia Poli, ha premiato l’opera che verrà pubblicata da Borgia Editore con questa motivazione: “Testo che felicemente ripercorre momenti della storia italiana con sapiente organizzazione teatrale del materiale storico e linguistico. Notevole e raro esempio di teatro civile osservato con occhio femminile”. Il voto alle donne in Italia nel ’46 potrebbe essere definito “La rivoluzione della parità”. Anche se raggiunto dopo diversi paesi europei , ha influito significativamente nella scrittura della nostra carta costituzionale e nella affermazione dei diritti delle donne. Il voto delle donne ha aperto il contrastato cammino delle successive conquiste che sono state raggiunte anche in anni recenti e che sono ancora da raggiungere . Per raccontare questa storia di democrazia e riflettere sul controverso e difficile rapporto fra donne e politica fra personale e politico, lo spettacolo segue il filo dei ricordi di una donna battezzata con il nome Italia e della sorella Margherita. Dal fascismo ai giorni nostri, si delinea la storia dell’Italia secondo la particolare visione di una donna del popolo che insieme alla sorella è andata dal Friuli proprio negli anni della guerra a lavorare a Milano come cameriera. Si susseguono nei ricordi e rivivono sulla scena fatti e vicende che coinvolgono le due giovani ragazze friulane fra Milano, dove hanno modo di venire a contatto con i gruppi di difesa delle donne , il lago di Iseo ed il Friuli durante l’occupazione dei tedeschi e la resistenza. Il voto conclude i ricordi di questo passato epico e segna la svolta . Dopo, il mondo è cambiato. Chi raccoglie sorpresa questa testimonianza è la figlia di Italia che, come molte delle generazioni nate nel dopoguerra, non ha ricevuto la memoria della storia dei suoi genitori. Vi è stata generalmente una rimozione, infatti , e si è inceppata la trasmissione di una storia viva, magari studiata a scuola , ma da cui si è mantenuta una distanza emotiva, proprio perché spesso si è voluto dimenticare periodi di sofferenza e di patimento. Si compie quindi fra madre e figlia il recupero di una memoria che ridà senso alla vita di oggi, al significato di democrazia ed alla cittadinanza delle donne, percorso ancora non del tutto compiuto , ma che solo collocato nel suo iter storico può trovare forza ed energie per proseguire.