Oggi a Palazzo Moroni   
Argento ai Deaflympics: premiate le padovane Silvia Bennardo e Alice Calcagni

Argento ai Deaflympics: premiate le padovane Silvia Bennardo e Alice Calcagni


Premiazione delle atlete che hanno rappresentato l'Italia alla 23esima edizione dei Deaflympics (le Olimpiadi per atleti sordi) che si sono svolte a Samsun, in Turchia.


Le atlete padovane Silvia Bennardo e Alice Calcagni, giocatrici della nazionale di volley femminile che ha rappresentato l’Italia alle 23esima edizione dei Deaflympics (Olimpiadi riservate agli atleti sordi) che si sono disputate a Samsun in Turchia sono state ricevute con tutti gli onori oggi a Palazzo Moroni dall’assessorato allo Sport per festeggiare la medaglia d’argento conquistata dalla squadra italiana. «Queste ragazze non solo hanno centrato l’obiettivo di stare insieme e divertirsi insito nell’idea stessa di fare sport» commenta l’assessore Diego Bonavina «ma sono riuscite a raggiungere, come atlete, un traguardo straordinario che le ha portate a essere, come squadra, la seconda forza al mondo». Un video come quello dell’inno nazionale nella lingua dei gesti, condiviso nei mesi scorsi con grande scalpore mediatico, secondo Bonavina dovrebbe rientrare nei ranghi della normalità perché lo sport è sport, non ci sono differenze: è un messaggio che spera di far passare come assessorato, con un focus soprattutto sullo sport di base, da non tralasciare in favore dello sport d’élite. Alice, infatti, gioca in prima divisione al Salboro Volley mentre Silvia nell’Aduna Volley Padova, due squadre locali. Le due ragazze hanno raccontato il percorso che le ha portate ad arrivare in finale: la prima sconfitta con il Giappone, la demoralizzazione e il conseguente supporto dello staff che le ha invitate a non mollare, l’escalation di vittorie prima con la Russia e poi con l’America fino alla finale con il Giappone, persa ma “sudatissima” in quanto è la culla della pallavolo internazionale. «Tre anni fa avevo partecipato agli Europei a Parigi» spiega Silvia «ma solo durante la serata di apertura ho concretizzato di essere alle Olimpiadi: eravamo in uno stadio colmo di gente con diverse nazioni a sfilare. In quel momento ho pensato di non essere l’unica ad avere problemi di udito, è stata un’emozione davvero intensa». La forza della nazionale è aver saputo un gruppo unito e coeso di dodici ragazze animate da grandissima passione.

Camilla Bottin





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