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Battaglia Terme


ll museo si articola in cinque sale. La prima, situata al piano terra, è dedicata alla sezione “Imbarcazioni”


MUSEO DELLA NAVIGAZIONE FLUVIALE

Via Ortazzo, 63
Tel. 049 525170 – 049 525711
Orario: sabato e domenica 10-12 e 15-19; su prenotazione apertura nei gg. feriali e visite guidate.
Periodo di chiusura: dicembre-gennaio
Ingresso: €3,00 – €1,50 (ridotti); servizio guida €2,00

Il museo si articola in cinque sale.
La prima, situata al piano terra, è dedicata alla sezione “Imbarcazioni” ed illustra le parti delle imbarcazioni, i vari tipi per il trasporto delle merci e delle persone e le varie caratteristiche costruttive. Sempre al piano terra è possibile visitare la seconda sala, intitolata “Cantieri”, dove sono esposte le attrezzature impiegate negli squeri, cantieri per la costruzione e la manutenzione delle barche.
Salendo al piano di mezzo la sala “Vie Navigabili” raccoglie le testimonianze relative alle vie d’acqua, ai manufatti idraulici, alle merci trasportate e mostra alcune carte idrografiche che sottolineano l’importanza e la complessità del sistema idroviario del Padovano.
Infine al primo piano si trovano la sala dedicata ai mezzi di propulsione, suddivisi in tradizionali (vele, remi e forcole, e sistemi funicolari) e in componenti della motorizzazione (eliche, luci di via, rimorchiatori, ecc. che nell’ultimo dopoguerra soppiantarono i mezzi tradizionali) e la sala riguardante la vita di bordo dove si colloca tutto il necessario, dalla bota per l’acqua alla stufa per cucinare e scaldarsi, alle valigie in legno per la biancheria, ed altri oggetti.
Inoltre nel cortile del museo sono esposti alcuni battelli, barche da passeggio, ancore e modelli di percorsi lagunari e fluviali.

VILLA OBIZZI – CASTELLO DEL CATAJO

Via Catajo, 1
Tel. per le visite: 049 9100411; per gruppi e scolaresche: 049 8752331 – 049 526541
Fax 049 661201
E-mail: info@castellodelcatajo.it
Web: www.castellodelcatajo.it

Ingresso: € 7. Gratuito per bambini fino a 12 anni.
Orario invernale festivo/feriale: Febbraio: dom. 14 – 18; Marzo, settembre, ottobre, novembre:
mar. e dom. 14.30 – 18.30
Orario estivo festivo/feriale: Aprile-Agosto: mar. e dom. 15 – 19
Periodo di chiusura: dal 01.12 al 30.01
Accesso disabili: no
Per gruppi aperto tutto l’anno su prenotazione.

Imponente costruzione del Cinquecento, disegnata da Andrea Dalla Valle, sorge su un fianco del monte Ceva e vanta nella sua storia l’ospitalità di imperatori, duchi, principi, cardinali. L’accesso avviene dal ponte sul canale Battaglia. Il nome della residenza deriva dalla località dove si trova

Sull’antico fabbricato di una ereditata villa di campagna di cui oggi resta l’avancorpo più basso, Pio Enea I Obizzi nel 1570 fece erigere la nuova fortezza dopo aver fatto eseguire imponenti spianamenti della collina.
Il salone e cinque stanze del primo piano risultano affrescate da Giovan Battista Zeloti (allievo del Veronese) e dal Pisani, con raffigurazioni dei successi militari degli antenati, vedute cittadine e piante topografiche.
La fontana dell’elefante venne posta nel cortile a fine Cinquecento da Pio Enea II che rese adatto a feste, esibizioni teatrali e rappresentazioni navali il “cortile dei Giganti”, facendo costruire un teatro al secondo piano dell’edificio adibito agli svaghi degli ospiti: al primo piano, all’epoca, si giocava alla palla corda.
Nel 1803 il castello con la collezione archeologica e antiquaria del marchese Tommaso passò ai duchi di Modena ed è a quel periodo che risalgono l’ampliamento della struttura che oggi conta 350 stanze, il giardino all’inglese con i giochi d’acqua e la pescheria, mentre non v’è più traccia del giardino italiano degli Obizzi.
Nell’Ottocento venne a castello in visita l’imperatore Francesco I d’Austria. Francesco IV vi villeggiava spesso accompagnato dalla sua corte. Fu lui a far portare a 350 il numero delle stanze. Successivamente il castello fu ereditato dall’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria (vedi Curiosità).
Si ammirano esternamente il “Bosco delle delizie”, il “Viale dei tassi”, l’Orto Botanico, il “Giardino pensile” e il “Parco della duchessa”. Curioso il letto con baldacchino del duca. Oggi il castello è proprietà della famiglia Dalla Francesca.

VILLA SELVATICO

Viale Sant’Elena
Tel. 349 5816107
Fax 0444 240381
E-mail: info@villa-selvatico.it
Web: www.villa-selvatico.it
La Villa è aperta per visite guidate da Maggio ad Ottobre ogni prima domenica del mese, dalle 10-11 e 11-12.
Ingresso: 8 € (visita al parco e ai saloni interni)

Ad una decina di minuti da Padova e 30 da Venezia, nel cuore verde delle Valli Selvatiche, immersa in un parco di oltre 110.000 mq, con fiori e piante secolari, sorge Villa Selvatico elegante residenza barocca del 1600.
Il lussureggiante parco all’inglese farà da elegante cornice ai percorsi vita, così come i cinque laghetti termali da percorrere con piccole barche a remi, sanno offrirela possibilità di una ricerca dell’io interiore.
Nella villa, in ultima fase di restauro, si coniugano il piacere di soggiornare in una dimora storica, con il relax e benessere di un ambiente termale con acque che sgorgano a livello del terreno ad una temperatura di circa 72 C.
Villa Selvatico sorge sopra il Colle di Sant’Elena o “monte della stupa” in un magnifico anfiteatro disegnato dai Colli Euganei e dal Canale della Battaglia.
Nel suo parco monumentale sgorgano le acque termali già note dai Romani per le loro eccelse proprietà curative.
Nel 1440 il famosoclinico dell’Università di Padova Michele Savonarola, al seguito del Conte di Carmagnola, lamentava il cattivo stato dell’edificio ad uso dei bagnima usava fanghi ealghe ritenendoli “potentemente riscaldanti e corroboranti”.
Non diversamente la pensava de Montaigne quando il 13 novembre del 1589scrive di poter raggiungere la casa dei bagni percorrendo un viottolo sull’argine del canale dove passavano “certi battelli assai strani” e dà poi un particolareggiato resoconto sull’utilizzo dei fanghi e delle acque.
Verso il 1590 il marchese Bartolomeo Selvatico inizia la costruzione del palazzo di famiglia in cima al collee l’arcidiacono Alvise vi rifabbrica, poco distante sul pendio, la cappella dedicata a Sant’Eliseo e a Sant’Elena.
I lavori proseguirono fino alla fine del secolo. Il maggior incremento lo diede tuttavia, intorno al 1640, Benedetto Selvatico, celebre clinico e Consultoredi Stato.
La nobile villa, iniziata nel 1593 ed ultimata nel 1650, rappresenta un esemplare stilistico unico che anticipa i canoni del barocco veneto con originali fusioni architettoniche medievali e orientaleggianti.
Dalla maestosa scala di 140 gradini, si accede al piano nobile, affrescato nel 1650 da Luca Ferrari. In un ottagono al centro del soffitto vi è la gloria della famiglia Selvatico dipinta da Alessandro Varotari, detto il Padovanino, (1649).
La grandiosa terrazza che circonda tutta la dimora offre un impareggiabile panorama sui Colli Euganei, sul parco ottocentesco, sul percorso d’acqua e sui 5 laghetti termali progettati nel 1816 dall’architetto neoclassico Giuseppe Jappelli.
Oggi sotto la tutela del Ministero dei Beni Ambientali, finalizzato ad una ricettività d’elite, il complesso monumentale di Villa Selvatico diventerà una sontuosa ed accogliente dimora storica che offre ai suoi ospiti ambienti di grande atmosfera e di rara bellezza con affreschi, volte, soffitti lignei decorati, imponenti camini, autentici mobili antichi e sfarzosi lampadari di vetro di Murano.
Dal parco si accede direttamente al canale della Battaglia da dove è possibile imbarcarsi per un viaggio turistico a Padova e a Venezia.

 

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