1172
             

Monselice


Edificio di impianto quattrocentesco, ospitava in epoca veneziana il Monte di Pietà.


PALAZZO E LOGGIA DEL MONTE DI PIETÀ
(ufficio IAT)

Edificio di impianto quattrocentesco, ospitava in epoca veneziana il Monte di Pietà. Nel ‘600 venne aggiunta la Loggia, con colonne di ordine dorico e un’articolata scalinata a balaustre.
Oggi è sede dell’ Ufficio Accoglienza Turistica e della Biblioteca.

Info ufficio Turistico IAT: 0429.783026

 

 CHIESA DI SAN PAOLO
Chiusa per restauro

L’edificio sorge sui resti di una antica chiesa altomedioevale.
Nella cripta paleocristiana si conservarono le reliquie di San Sabino, patrono della città, e un prezioso affresco raffigurante San Francesco d’Assisi, la più antica immagine del santo esistente nel Veneto.
La chiesa è destinata a Museo e archivio storico.

 

 

CASTELLO

Via del Santuario
Tel. 0429 72931
E-mail: roccadimonselice@interfree.it
note visita:
Visite guidate ogni ora. Biglietti: € 5,50 – € 4,50 – € 3 (ragazzi 6 – 14 anni e scolaresche). Castello+Antiquarium Longobardo € 6,50 – € 5,50 – € 4,50 (ragazzi 6 – 14 anni). Solo Antiquarium Longobardo € 2
Orario invernale festivo/feriale
9-12 e 14-17
Orario estivo festivo/feriale
9-12 e 15-18 (21.03 al 30.11)
Periodo di chiusura
Lunedì, Pasqua
Accesso disabili: Si

Il Castello risulta dalla fusione di quattro nuclei principali edificati a partire dall’ Alto Medioevo. Fu successivamente ristrutturato da Ezzelino da Romano e ampliato dai Carraresi, di cui rimane a testimonianza il celebre camino. Con la conquista veneziana il Castello fu acquistato dalla famiglia patrizia dei Marcello, che ne completò la trasformazione in residenza. In epoca contemporanea fu riportato al suo passato splendore dal conte Cini, che lo arricchì con preziose collezioni di mobili, armi e suppellettili antiche. La struttura è ora proprietà della regione Veneto.
Recentemente è stato allestito l’ Antiquarium Longobardo che raccoglie le numerose testimonianze rinvenute sul colle della Rocca, tra cui una preziosa crocetta d’oro.

MUSEO ANTIQUARIUM LONGOBARDORUM

È ospitato nella Biblioteca del Castello ed è la testimonianza certa che dopo la distruzione di Padova e la conquista di Monselice i Longobardi ebbero come avamposto questa città, punto strategico per mirare verso l’esarcato bizantino di Ravenna. Il museo ricostruisce la necropoli longobarda come la restituì il colle. Un pavimento di vetro calpestabile permette di ammirare i resti ossei degli antenati longobardi. I reperti museali, compresi gli addobbi militari che erano sospesi alle cinture di guerra costantemente indossate dai guerrieri, sono conservati in luminose vetrine. La mostra ha un’impostazione didattica; grandi pannelli raccontano in maniera chiara sia la storia dei Longobardi, dalle origini alla conquista della città della rocca, sia le modalità con cui è stata condotta la campagna di scavi.

 

 CÀ’ NANI MOCENIGO privata

E’ una residenza cinquecentesca che si trova salendo, sulla spianata.
La fronteggiano eleganti scuderie seicentesche (oggi residenze private).
La villa è raggiungibile superando un’ampia scalinata barocca ornata di statue.
In cima vi è un tempietto votivo.
L’edificio si chiama così perché i primi proprietari erano la famiglia Nani e ad essi sono dedicate le statue dei nani che ornano il muro di cinta.

 

 ANTICA PIEVE DI SANTA GIUSTINA
Proprietà: Parrocchia S. Giuseppe
Apertura: tutti i gg. matt. 9.00 – 12.00, pom. 16.00 – 19.00
Ingresso: libero
Informazioni: Comune di Monselice 0429.786911, Parrocchia 0429.72130.

E’ il monumento religioso più rappresentativo della città, costruito nel 1256 in stile tardo romanico, con elementi decorativi gotici. La facciata è decorata da eleganti bifore e da un rosone centrale. Sopra l’ ingresso, protetto da un pronao quattrocentesco, l’ammirevole scultura bassorilievo in pietra raffigurante l’Agnus Dei, di epoca medioevale.
All’interno si trovano tele, resti di affreschi e copia della “Madonna dell’ Umiltà” risalente al XIV secolo, oltre ad un polittico quattrocentesco con Santa Giustina e Santi di scuola veneziana e 4 bassorilievi marmorei seicenteschi attribuiti a Giovanni Marchiori.

 

SANTUARIO DELLE SETTE CHIESE

Indirizzo: Via Sette Chiese
Proprietà: Parrocchia S. Giuseppe
Apertura: giornaliera e diurna
Ingresso: libero

Informazioni: 0429.781916, Parrocchia 0429.72130.

Ideato e costruito da Vincenzo Scamozzi su commissione dei nobili veneziani Duodo tra il 1605 e il 1615. In quello stesso periodo i Duodo fecero costruire sei cappelle, lungo il pendio del colle, ottenendo da papa Paolo V la concessione delle stesse indulgenze accordate ai pellegrini che si recavano in pellegrinaggio alle sette basiliche maggiori in Roma. Le sei cappelle ospitano cinque pregevoli pale di Jacopo Palma il Giovane mentre in quella cointitolata ai santi Pietro e Paolo, vi è una pala attribuita al pittore bavarese Giovanni Carlo Loth.
Il santuario di San Giorgio, detto dei Santi, è il punto d’ arrivo della via sacra. Nel 1651 vennero traslati da Roma i corpi di tre martiri e numerose reliquie. L’ interno, affrescato da Tommaso Sandrini, è abbellito anche da un pregevolissimo paliotto d’ altare in intarsio marmoreo e pietre dure uscito dalla maestria della bottega dei Corberelli. La chiesa è meta di migliaia di visitatori e devoti per la festa di San Valentino che si celebra il 14 febbraio durante la quale un sacerdote impartisce la benedizione ai bambini e adulti e consegna loro una “chiavetta d’oro”.
L’ arco d’ ingresso all’ area sacra del Santuario Giubilare delle Sette Chiese, costruito nel 1651, è denominato “Porta Romana”, o “Porta Santa”.
L’iscrizione Romanis basilicis pares ricorda il collegamento con il pellegrinaggio alle basiliche romane.

 

VILLA DUODO

Via Sette Chiesette
Tel. 0429.72628,
Iat 0429.783026

Chiusa per restauro, visitabile l’esterno vedi orario Santuario Sette Chiese

Al termine del percorso delle 7 chiese di trova Villa Duodo, sottostante la Rocca medievale. A progettarla a fine Cinquecento fu chiamato Vincenzo Scamozzi, ma l’edificio venne ultimato da Andrea Tirali solo nel 1737. Il giardino geometrico è dominato dall’Esedra di S.Francesco Saverio, realizzata sul finire del Seicento per onorare S.Francesco Saverio che qui soggiornò nel 1537. Dalla villa parte una ripida gradinata che la collega al torrione di Federico II. La villa proprietà dei Balbi-Venier, ospita corsi post-laurea dell’Università di Padova.

 

 ESEDRA DI SAN FRANCESCO

Scenografica scalinata seicentesca. Sulla sommità una cappellina ricorda il soggiorno monselicense di san Francesco Saverio nel 1537.

visitabile: durante orario Santuario Sette Chiese

 

 MASTIO FEDERICIANO

Aperto: Dal 20.03 al 31.10 dom. 15 – 18; visite guidate su prenotazione min. 5 pax
Chiuso lunedì,25.12, 31.12, 1.01
Ingresso € 4,00 – 2,00
per prenotazioni e info: tel. 0429.72931

In cima al colle sono conservati i resti dell’imponente mastio, il Torrione, voluto dall’imperatore Federico II di Svevia nella prima metà del XIII secolo. A base troncopiramidale, la struttura difensiva era organizzata su più livelli.

 

 

 

  CHIESA DI SAN TOMMASO

Chiusa. info Comune di Monselice 0429.786911, ufficio iat 0429.783026

Di origine antica, la chiesa già citata in un documento del X secolo, esercitò nel Medioevo la sua funzione di cappella della corte di Petriolo che si estendeva verso est, dalle propaggini meridionali del colle fino al Monte Ricco.
All’ interno consistenti brani di affreschi tardo duecenteschi attribuiti al frescante maestro detto del Gradaro.

 

 CHIESA DI SAN MARTINO

Visitabile su prenotazione. Per info Comune di Monselice 0429.786911, 0429.783026
La chiesa originaria di San Martino in Piano risale al X secolo e apparteneva al monastero benedettino di Santa Giustina in Padova.
Ristrutturata nel ‘700, contiene al suo interno pregevoli opere: l’altare marmoreo attribuito al Torretto; un ciclo pittorico dei Santi Apostoli attribuito a Vincenzo Damini e alcuni dipinti della scuola di Gaspare Diziani. La chiesa è meta di fedeli e devoti per la festa di Santa Lucia che si celebra il 13 dicembre.

 

 TORRE CIVICA E MURA MEDIEVALI

Informazioni: Comune di Monselice 0429.786911.

Innalzata probabilmente nel 1244, la Torre dell’orologio, che sovrasta Piazza Mazzini, aveva alla base un loggiato. È stata più volte rimaneggiata nel XVI secolo.
Riguardo a Piazza Mazzini, il suo nucleo primitivo era costituito dal sagrato della chiesa di S. Paolo. Proprio su questa platea si sviluppò per secoli la vita pubblica di Monselice.
Resti delle cinta murarie che già sul finire del Trecento definivano l’area perimetrale del borgo. Una mappa del Settecento segnala la successione delle cortine murarie aventi per epicentro il Mastio Federiciano posto in cima alla Rocca e degradanti verso la zona pedemontana, fino a concludersi con la cerchia più esterna a pianta quadrangolare. I tratti murari superstiti si snodano, con varia soluzione di continuità, da via Argine Destro sino alla Torre Civica e da questa alla torre all’angolo di via Ossicella per poi riprendere soltanto oltre S. Martino, dove iniziano ad arrampicarsi, passando dietro villa Duodo, sino a raggiungere la zona della Rocca.
Le strutture merlate hanno uno spessore di poco superiore al metro; la sezione muraria è costituita da conci in trachite di varia dimensione. Trattandosi della perimetrazione più esterna, la si potrebbe supporre di epoca carrarese, probabilmente costruita su precedenti strutture ezzeliniane.
Delle sette porte esistenti in origine, rimangono quattro varchi: porta “Padova”, porta “della Giudecca”, porta “della Pescheria”, porta “Valleselle”.

 

MUSEO DELLE MACCHINE TERMICHE ORAZIO E GIULIA CENTANIN

Via Valli, 2
Tel. 0429.783390
note visita:
Chiuso lunedì. Visite guidate e per comitive in altri giorni su prenotazione
tel. 0429.784589, 0425.21530.
Orario invernale festivo/feriale (dal 01.11 al 31.03)
sabato 14.00-18.00 e domenica e festivi 9.00-13.00 e 14.00-18.00
Orario estivo festivo/feriale (dal 01.04 al 31.10)
sabato 15.00-19.00 e domenica e festivi 10.00-13.00 e 14.00-19.00
ingresso
€ 2,60 – € 1.10 (ridotti)

Si tratta di una collezione privata donata dal professor Orazio Centanin e arricchita nel corso degli anni con altri strumenti.
Allestito in un capannone restaurato di circa 600 mq, sede fino agli Cinquanta di un mercato ortofrutticolo, il Museo espone una collezione di antiche macchine termiche impegate nel settore agricolo a partire dal XIX secolo che hanno contribuito a modernizzare le tecniche di coltivazione e alla bonifica. Sono presenti inoltre due grandi motori Diesel utilizzati negli impianti idrovori di Cà Bianca (Chioggia) e di Acquanera (Pernumia) con la funzione di evacuare le acque accumulate nella stagione piovosa o in seguito a piene.

EREMO DI SANTA DOMENICA (Monte Ricco)

In via Montericco 11. Apertura diurna (info 0429 72114).

Il Comune di Monselice donò, nel 1203, un terreno posto sulla sommità del colle di Monte Ricco, allora chiamato Monte delle Vigne, a magister Alberto, per costruirvi una chiesa, una casa ed un piccolo cimitero. Non si trattava di un monastero, ma di una piccola comunità, di impronta eremitica e penitenziale, posta sotto la guida di un superiore. Magister Alberto, uomo stimato ed autorevole, contribuì assieme al beato Giordano Forzatè a dar vita al nuovo ordine degli “Albi” (1224), nel cui atto di fondazione S. Giovanni di Monte Ricco risulta secondo per importanza solo a S. Benedetto di Padova. La comunità, pur fiorente, non superò mai la decina di membri. Ebbe case a Monselice e a Tribano, adibite a centri amministrativi e di raccolta dei prodotti agricoli. Nel 1258 i monaci si trasferirono in S. Giovanni Evangelista di Padova, nei pressi di Pontecorvo, forse spinti dalla necessità di abbandonare un luogo di rilevante importanza militare, forse attratti dalla città, come altre comunità benedettine. Da quel momento la casa di Monte Ricco divenne dipendenza del monastero cittadino. Nel 1448 il luogo risulta di pertinenza del vescovo di Padova. Nel 1679 gli eremitani di S. Agostino, tra le rovine, vi eressero un eremo. Oggi il luogo dove sorgeva S. Giovanni di Montericco ospita l’eremo di S. Domenica, casa di esercizi spirituali, appartenente ai frati minori conventuali. La piccola chiesa, preceduta da un finto chiostro, presenta elementi architettonici appartenenti alla costruzione del XIII secolo.

 

CHIESA E CONVENTO DI SAN GIACOMO

Sorto nel 1162 come ospedale per il ricovero di poveri e pellegrini, venne trasformato nel secolo successivo in monastero benedettino. Dopo un periodo di prosperità, conobbe un lento degrado e venne affidato ai canonici di San Giorgio in Alga. Dal 1677 è sede di una comunità francescana dei Frati Minori. All’ interno della chiesa, dedicata a San Giacomo Maggiore, è conservato un pregevole ciclo pittorico del fiammingo Michele Desubleo, opere di Jacopo Palma il Giovane e di Gianbattista Maganza.
Nell’anno del Giubileo 2000, riprendendo l’antico ruolo di ospizio dei pellegrini Jacopei, una parte del convento è adibita ad ostello.

 

VILLA PISANI SERENA (Comune di Monselice)

Riviera Belzoni, 22
Tel. 0429.783026

Eretta intorno al 1553/6 per ordine del nobile veneziano Francesco Pisani, quando Andrea Palladio seguiva la costruzione del suo palazzo subito fuori le mura di Montagnana. Il “casino”, situato lungo le rive del canale che collegava Padova con Este, serviva appunto alla famiglia Pisani come luogo di sosta nel viaggio da Venezia alle loro terre della bassa padovana.
La facciata è ripartita da alte lesene con capitelli in cotto e culmina nel timpano ornato da due figure in stucco che reggono lo stemma dei Pisani, ora abraso: il leone rampante. La decorazione ad affresco che copre le pareti di alcune sale è opera di pittori educati alla scuola di Paolo Veronese e venne eseguita forse in un momento successivo, verso il 1570/80 circa. Oggi la Villa è sede di mostre ed esposizioni. Per visitarla è necessario rivolgersi all’Ufficio Cultura del Comune di Monselice.

VILLA CONTARINI (ristorante)

Via Avancini, 2
Tel. 0429.72291

Villa del XVI secolo costruita lungo il canale Bigatto, il cui alto argine sacrifica purtroppo la visibilità della facciata. I vari rimaneggiamenti attuati tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo hanno modificato l’aspetto originario dell’edificio. L’ interno, modellato secondo il tipico impianto delle ville venete, è decorato con pregevoli stucchi settecenteschi.
Splendidi lampadari in vetro di Murano illuminano le eleganti sale della villa,oggi utilizzata come ristorante.

VILLA BUZZACCARINI (loc. Marendole)

Indirizzo: Via Marendole, 11/13/15
Proprietà: privata
Informazioni: Comune di Monselice 0429.786911


La villa risale al XVI secolo come testimonia un documento d’archivio datato 1580. Dal primo nucleo si sviluppa il complesso, nel Settecento cintato da un muro, costituito da più corpi: la villa cinquecentesca, quella ottocentesca, gli annessi rustici, la cappella, i giardini interni, il brolo, il parco, la ghiacciaia.
Un antica incisione ci mostra la costruzione cinquecentesca com’era un tempo con aiuole all’italiana, vasi di limoni e cortile. L’edificio è a pianta quadrangolare e si eleva su due piani, più le soffitte; il piano inferiore ad uso dispensa e cantina, è seminterrato; l’ingresso, posto sul piano nobile, è raggiunto da una scala a doppia rampa. Gli interni sono suddivisi secondo la tradizionale tripartizione alla veneta con salone centrale e quattro stanze ai lati; si conservano travi decorati nei solai, e tempere settecentesche. Nelle cantine è rimasto un camino monumentale cinquecentesco.
Di fronte, sorge la coeva abitazione colonica e, accanto ad essa, la barchessa ottocentesca a forma di “L”, aperta sul cortile interno con un loggiato. La villa ottocentesca comprende più edifici preesistenti, unificati da un coronamento merlato nel 1909.
Di fianco alla casa si erge la chiesetta di S. Luigi, cappella privata di famiglia; l’elaborata costruzione di stile tardo barocco, è attribuibile a Giovanni Gloria.

 

 VILLA CÀ’ ODDO privata

via Ca’ Oddo, 10
Monselice, fraz. Ca’ Oddo
Tel.0429 783026
note visita: visitabile solo esternamente
Orario:
giovedì 8-12 e 15-18

Villa in stile neoclassico dotata di una vasta proprietà agricola.
La costruzione della villa, voluta dalla famiglia degli Oddo, fu iniziata durante i primi anni dell’Ottocento. Sorge sulle preesistenze di un antico castello. Possiede un vasto parco con oratorio di San Giovanni Battista.

VILLA EMO CAPODILISTA (loc. Rivella)

Via Rivella, 4
Monselice, fraz.Rivella
Tel. 0429.781970
Orario:
giovedì e sabato 14-19 domenica 10-19
Periodo di chiusura
novembre-marzo
ingresso: € 6,50 – € 5,00 (ridotti)

Sorge lungo il canale Bisatto, all’uscita di Monselice verso Padova. Venne dificata nel 1588 su progetto di Vincenzo Scamozzi per la famiglia dei Contarini; passò dapprima sotto la proprietà dei Maldura ed in seguito fu acquistata dagli Emo Capodilista. L’imponente colonnato con capitelli in cotto del frontale ed il disegno del giardino antistante si rifanno allo stile palladiano. Durante le recenti opere di restauro, sono riemersi sulla pareti interne alcuni lacerti di affreschi che vengono tradizionalmente attribuiti a Paolo Veronese.

 

 CASTELLO DI LISPIDA (loc. Monticelli)

Via IV Novembre, 4
Monselice, fraz. Monticelli
Tel. 0429.780530
Fax: 0429.780530
E-mail: info@lispida.com
Web: www.lispida.com
note visita: disponibile per meeting e cerimonie.
Possibilità di soggiorno.

Papa Eugenio III nel 1150 conferma all’ordine monastico di Sant’Agostino il possesso del colle e di una chiesa dedicata a S.Maria di Ispida. Il monastero di Lispida , sorto in posizione isolata e tranquilla, fu sempre un luogo ricco di fascino, oltre che un ambiente ideale per la coltivazione della vite e dell’olivo. Nel 1485 il Doge della Repubblica di Venezia Giovanni Mocenigo confisca ai monaci la proprietà : ” affinché le vigne, gli olivi e i campi non siano abbandonati, siano seminati e coltivati nella giusta stagione, e la pietra del colle ci venga mandata con regolarità”. La storia monastica di Lispida si interrompe nel 1792. La proprietà viene in seguito acquistata dai conti Corinaldi, i quali sui resti del vetusto monastero edificano le costruzioni che oggi vediamo, le dotano di cantine imponenti e iniziano la produzione di vini rinomati in tutta Europa. Le cantine, scavate nella roccia del monte, coprono un’area di circa 2000 metri quadrati e costituiscono le più grandi cantine storiche presenti in Veneto. Il nome di Villa Italia deriva dal fatto che Durante la prima guerra mondiale il Castello di Lispida ospita il quartier generale del re Vittorio Emanuele III° . Dopo il passaggio sotto la proprietà degli Sgaravatti nel 1926, per alcuni decenni l’attività vitivinicola venne trascurata; il complesso, completamente restaurato, è ora nuovamente produttivo.


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