La storia di Padova   
Padova la città di Tito Livio: la guida e i visori

Padova la città di Tito Livio: la guida e i visori


Una guida e dei visori di realtà aumentata per far rivivere in un virtual tour la Patavium di Tito Livio, lo storico romano vissuto più di 2000 anni fa.


È stata pubblicata, nell’ambito delle celebrazioni per il bimillenario della morte dello storico patavino Tito Livio, vissuto più di 2000 anni fa, una guida archeologica dal titolo “Padova, la città di Tito Livio” (Cleup, in distribuzione da poche ore) che ha visto coinvolti studiosi appartenenti a diverse istituzioni culturali della città, ovvero Università, Soprintendenza, Musei civici, e professionisti che da anni indagano il sottosuolo urbano. «Si tratta di una guida per un pubblico non specializzato ma appassionato che vogliamo coinvolgere sempre di più nella conoscenza della Padova antica, la cosiddetta Patavium» spiega Francesca Veronese dei Musei Civici – Museo Archeologico del Comune di Padova «che viene raccontata attraverso una serie di piccoli saggi non troppo tecnici che descrivono la città ai tempi di Tito Livio nelle sue varie articolazioni come la struttura urbana, il suo rapporto con il territorio circostante, i suoi assetti societari, economici, artigianali e culturali, con approfondimenti su come si viveva e su come si moriva, con un affondo nel mondo dei defunti (quello che raccontano le necropoli, che permettono di ricostruire la “vita”)». I testi si accompagnano ad alcune considerazioni sul fatto che, essendo Tito Livio cittadino di Patavium, rappresenta la memoria storica della città non solo per quanto riguarda la parte antica ma anche la moderna, rivive ancora in una serie di monumenti posteriori (ad es. la statua di Tito Livio in Prato della Valle o il ritratto sulla facciata interna del Salone di Padova): si tratta, a tutti gli effetti, di una figura assolutamente presente. «Un passo importante» conclude Francesca Veronese «è raccontare Tito Livio attraverso questa memoria che si è conservata nel tessuto urbano, vi invito a venire al Museo per vedere tutto quello che si è potuto salvare dal punto di vista materiale (Padova è stata letteralmente travolta dalle invasioni barbariche e poco si è conservato), cercando di far parlare questi oggetti che hanno ancora tanto da dirci». Il libro è articolato in due parti: la prima contiene i piccoli saggi, mentre la seconda le schede dedicate ai siti e ai monumenti degli anni di Tito Livio, luoghi che Elena Pettenò della Soprintendenza articola in base alle loro caratteristiche: essi possono essere luoghi simbolo (ad es. la tomba di Antenore che è posteriore ma importante perché Antenore viene ricordato dallo storico come fondatore di Patavium), luoghi visibili (ad es. l’arena romana, il tratto di strada romana che si vede presso la sede della banca Antonveneta), e luoghi invisibili, conosciuti grazie agli scritti di chi ci ha preceduto (es. foro romano in piazzetta Pedrocchi), ovviamente distinti sulla cartina. «La copertina ritrae uno scavo in Piazza Cavour alla ricerca della città “invisibile”» commenta «simbolo di una città che vive su un’altra città, che vive sul proprio passato». Il Dipartimento dei Beni Culturali, rappresentato da Jacopo Bonetto, ha effettuato un accurato lavoro di ricostruzione che è possibile vedere attraverso dei visori che, con l’utilizzo delle più avanzate tecnologie digitali, porteranno il visitatore indietro nel tempo, in una sorta di realtà aumentata. Punti privilegiati saranno il teatro che si trova in corrispondenza di Prato della Valle, l’anfiteatro o anche il porto fluviale sul Meduacus. Queste attività, insieme agli appuntamenti per il bimillenario, si sono potute svolgere grazie al generoso contributo della Fondazione Cariparo e della Fondazione Antonveneta. I visori saranno a disposizione nel cantiere archeologico attivo dal 3 luglio al 5 agosto in Prato della Valle (stanno effettuando le operazione di riemersione del teatro romano), poi saranno disponibili presso la sede della Soprintendenza (via Aquileia 7 Padova) in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio il 23 e 24 settembre, per poi trovarsi da ottobre presso la sede dei Musei Civici agli Eremitani per il pubblico interessato a una visita museale completa ed entusiasmante.

Camilla Bottin

 

 





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