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Una raccolta di racconti   
L’incanto dentro

L’incanto dentro


A tu per tu con la personal book shopper Valentina Berengo, autrice del libro "L'incanto dentro" edito da Cleup.


Nel torbido mondo del baronato universitario, dove vige la regola del ventitré, standard minimo di promozione degli studenti senza incombere in ritorni senza fine e dove le profferte sessuali circolano naturali e spudorate allo stesso tempo, un professore mediocre, che a sua volta ha dovuto leccare il sedere al lume di turno, si trova a dover ripensare alla sua vita, sacrificata al potere ma povera di contenuti famigliari: la moglie, da lui definita «strega», gli rimprovera il rapporto quasi inesistente con la figlia adolescente che è scomparsa. L’incanto dentro che Valentina Berengo descrive nel suo libro edito da Cleup non è altro che quella sottile linea rossa che divide chi è genitore o chi vorrebbe esserlo da chi, per indifferenza o altri motivi, non può essere definito tale. Una vita che cresce dentro è una magia irripetibile: c’è anche chi si trova a portare nel grembo una cosa morta, un corpicino senza vita, che segna in ogni caso l’esistenza di due genitori. Valentina afferma che non esiste un unico incanto, è un’emozione soggettiva: lo dimostra nella sua raccolta di racconti, sette per la precisione, dove ognuno sfila in passerella con il proprio dramma quotidiano. Coppie che si confrontano e che si scontrano, donne che riscoprono il desiderio della maternità in piena carriera, uomini la cui potenza sessuale per un attimo li distoglie dai loro doveri di paternità. «Non ho voluto raccontare la mia maternità» afferma Valentina «piuttosto una condizione in cui l’ordinarietà della vita viene sconvolta da un fatto archetipico che invece si palesa nella sua terribile alterità, come non ne fossimo più abituati o non ne fossimo più capaci. Gli uomini della raccolta però non sono solo madri e padri (o aspiranti tali), ma persone alle prese con i grandi nodi della vita: il potere, il compromesso, l’amore, l’incapacità di scegliere, la morte».

Il primo racconto, dal titolo “Il più bel giorno”, dimostra di conoscere in profondità le realtà di baronato e di assenza di meritocrazia che si celano all’interno del mondo universitario. Tu sei ingegnere e dottore di ricerca in Ingegneria geotecnica, hai avuto occasione di toccare con mano questa situazione?
Dell’Università si può dire tutto e il suo contrario: io ai miei professori sono grata perché senza di loro non sarei quello che sono. Il protagonista del primo racconto è un docente universitario di medicina perché mi sembrava, in questo modo, di calarlo doppiamente nelle vesti di un Doktor Faust. I medici hanno in mano le nostre vite, i professori le nostre menti: se è uno di loro a «tradire», l’effetto è ancor più eclatante, e forse devastante. Eppure il Professore del primo racconto altro non è che chiunque di noi, a cui il mondo chiede con insistenza di accettare il compromesso.

Sei una Personal Book Shopper, vuoi dirmi in due parole di cosa si tratta? Il tuo libro a chi lo consiglieresti?
Ammesso che sia vero che i libri sono universali, non altrettanto lo sono le persone: l’accoppiata libro – lettore ideale non è scontata. Gioia Lovison ed io cerchiamo di creare questo abbinamento: avvicinare ad un potenziale lettore, fotografato in un momento preciso della sua vita, i libri che possono piacergli. Lo facciamo in radio, che non mostrando volti è il luogo d’elezione per le parole, e dalle pagine del sito www.lepersonalbookshopper.it.
Il lettore ideale de “L’incanto dentro?” Sono troppo coinvolta per delinearne un profilo oggettivo. Di certo mi piacerebbe, a differenza di quello che si può immaginare di primo acchito, che a leggerlo fossero gli uomini.

Camilla Bottin

incantodentro

 

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