Intervista a Ottorino Andreose
29 Gennaio 2016Come è nato il libro “Non solo nostalgia”? Padre e figlia uniti da un unico progetto, come è stato questo confronto tra generazioni?
Questo libro è nato in modo totalmente spontaneo tre anni fa: semplicemente un giorno ho preso carta e penna con l’intenzione di tirare fuori tutto quello che avevo dentro, tutti i pensieri e i ricordi che hanno dato significato alla mia vita. Ripercorrere la mia giovinezza è stato per me commovente, ma sembra che quando inizi a ricordare anche un solo episodio, poi piano piano rispolveri la memoria e ricordi tutto, diventa un susseguirsi di continue nostalgie.
Io e mia figlia Sabrina condividiamo gli stessi ideali e le stesse passioni, il nostro rapporto non è altro che una sorta di amicizia padre-figlia. All’inizio non è stato facile collaborare assieme, da una parte c’ero io che trascrivevo a penna ogni mia riflessione ed episodio di vita, ed essendo legato ad ogni ricordo avrei voluto scrivere tutto. Dall’altra parte c’era lei che con occhio esterno mi faceva notare le mie ripetizioni, errori grammaticali (ho sempre letto molto ma non avevo mai scritto niente di serio prima d’ora…), con l’attenzione nell’impostazione delle frasi, per riuscire a far scorrere i miei pensieri senza dare noia. Ci ritrovavamo ogni sera dopo cena a scrivere e riscrivere, facevamo spesso le due di notte. Molte volte ci si scontrava, io mi alzavo, urlavo e giravo per la stanza, mentre lei toglieva intere pagine di quello che avevo scritto: io sono testardo ma anche lei non scherza. Alla fine però devo dire che siamo sempre riusciti a trovare un punto d’incontro e siamo arrivati ad un buon risultato.
Nel romanzo si prova la nostalgia per un mondo ormai perduto. Mi sapreste indicare, secondo voi, quali angoli di Carceri hanno conservato parte dell’antico fascino?
Sinceramente? Poco o nulla. Come ho detto anche nel libro tutti i canali dove andavo a pescare e a nuotare ci sono ancora, ma l’inquinamento li ha distrutti, le gradinate della scuola sono sempre là, così come il cortile del mio vicino di casa… ma la magia di un tempo non si respira più.
Camilla Bottin