Solisti Veneti
13 Ottobre 2015Questa impresa si inscrive in un ampio progetto pluriennale che prevede l’esecuzione, ogni anno, a Padova, di un’intera opera vivaldiana, sempre scelta fra le più significative. Capolavoro fra i maggiori del Prete Rosso, senza dubbio uno dei più celebri nel mondo, l’Opera Ottava fu pubblicata da Vivaldi sotto il titolo Il Cimento dell’Armonia e dell’Invenzione che – spiega Claudio Scimone – significa la competizione fra la musica e la fantasia artistica. Stampata ad Amsterdam intorno al 1725 in forma di raccolta di dodici concerti solistici per violino o oboe e orchestra, essa si apre con le oggi famosissime Quattro Stagioni, che Vivaldi tuttavia compose certamente ben prima del 1725, visto che alla data della loro pubblicazione questi quattro capolavori musicali circolavamo già ampiamente in Europa, assai conosciuti, eseguiti e talora trascritti in forma diversa (uno di essi divenne perfino un salmo!). Tuttavia, al di là della celebrità delle Quattro Stagioni, tutti i dodici concerti dell’Opera Ottava brillano per eccezionale bellezza e suggestione descrittiva, nel Primo Libro, per esempio, Vivaldi diede un proprio titolo anche al quinto e sesto concerto, rispettivamente chiamati La Tempesta di mare e Il Piacere. È ancora Claudio Scimone a svelare il segreto di tanta bellezza musicale osservando che l’Opera Ottava di Vivaldi è il prodotto di un’epoca felice per il Compositore, giunto ormai al vertice della carriera, nell’ambiente della Venezia del Settecento in cui raffinatezza, eleganza e amore per l’arte si univano alla gioia di vivere di un mondo pieno di benessere anche se già prossimo al tramonto e ancora osservando acutamente che l’entusiasmo creativo di Vivaldi, che frequentava i più grandi letterati, pittori, architetti della sua epoca e suonava circondato dalle opere dei grandi artisti dei periodi precedenti, lo ha portato a misurarsi con i geni delle altre arti (ecco “Il Cimento dell’Armonia e dell’Invenzione”!) per dimostrare che la musica possiede eguale e ancor maggiore valore espressivo e descrittivo. È proprio questa ricerca espressiva e descrittiva che porta Vivaldi a esplorare nuovi orizzonti, anche sul piano della creazione puramente musicale, e a fare dei concerti dell’Opera Ottava uno dei primi grandi capolavori della storia del concerto solista: quello in cui uno strumento solista si contrappone al tutti dell’orchestra in un dialogo dominato dal suo virtuosismo e dalle sue capacità espressive. Una forma musicale destinata a dominare la storia della musica strumentale fino ai giorni nostri.