Pulse
20 Aprile 2013Nei meandri più segreti del Bastione Alicorno, di fronte al Cinema Lux, su cui vertono le sorti del cinema indipendente padovano, in questi giorni si sta tenendo una rassegna che ha già un nome che incide, che ferisce e che taglia. Pulse. A sentirlo sussurrare tra gli universitari, sembra un horror che non possiamo assolutamente perderci, se non vogliamo morire di felicità.
E’ possibile avere la chiave per entrare nella mente? Infilarsi nei buchi della Terra per berci una birra o uno spritz in santa pace, senza apparire delle cieche talpe? Ecco, in scena dall’Inghilterra i Barn Owl, un gruppo che con la tecnica del doom drone riesce a assurgere alle altezze epiche e alle bassezze umane, con una propria intensità visionaria. Metal, desert folk, kraut rock e drone music si uniscono nell’evocazione della fine del mondo, con l’ultimo album ‘V’ si propongono con un’intensità nuova, sempre nell’antro. Il mito della caverna di Platone torna con un sorriso, nel buio ci chiediamo cosa siano mai quelle sagome luminose: semplice, oltre alle lampade disseminate qua e là nel corridoio, prendiamo con un sorso le idee fresche e personali degli italiani Slumberwood che s’inseriscono con prepotenza nella serata per dire la loro, in maniera originalissima. Sono giovani, sono avanti. Non per niente si parla di ‘avant rock’, incarnazione parziale dei Mamuthones, altro gruppo padovano veramente da tenere d’occhio.
A conclusione il progetto Olson con Enrico Cestaro, effetti sonori stranianti che facevano sembrare ogni cosa dai contorni sfumati, seppure di una vividezza unica.
Per sentirsi vivi, per pulsare. Questo è Pulse.
Il prossimo appuntamento è il 24 aprile con Boduf Songs (Uk) e Jessica Bailiff (Usa) alla Mela di Newton.
Camilla Bottin