Graziella Vigo – Verdi in scena

20 Aprile 2013 By Elena Bottin

«La mostra – spiega Mirella Cisotto, capo settore Attività culturali – ci avvicina a quella che è la nostra intenzione di festeggiare i 200 anni della nascita di Verdi. Sapete che noi, come assessorato, ogni anno produciamo una stagione lirica e Verdi è il fulcro delle nostre attività». La mostra, realizzata dalla fotografa Graziella Vigo, una persona che Natalia Aspesi definisce «silenziosa, immobile, invisibile», un «impercettibile elfo vestito di bianco nel buio dei teatri», arriva direttamente da New York ed è un’occasione unica e irripetibile. «Abbiamo fatto il possibile – afferma la Cisotto – affinché questa mostra venisse inserita all’interno del grande evento di fotografia padovana, fin dall’inizio ci aveva colpito molto il percorso dell’autrice che si muove con destrezza tra Mosca, New York, Tokyo, una sorta di palombaro che si immerge nella vita dei suoi soggetti, migliaia di scatti che ricostruiscono l’opera in scena».
Da quelle migliaia di scatti sono nate scene che riproducono la ‘vita’ dell’opera lirica, «con luci che non sono artificiali», mettendo in chiaro i «dettagli», il doppio di un evento che è stato rappresentato. Sono quei particolari che guardando l’insieme del palcoscenico sfuggono come la leggerezza di un fazzoletto, la perfezione di un ricamo, il dolore di uno sguardo, «al di là della perizia tecnica, Gabriella sa cogliere l’attimo». Come antropologa dell’opera verdiana, Graziella assiste per sette anni, dal 2001, alle rappresentazioni delle opere del Maestro in scena nei più prestigiosi teatri del mondo, da La Scala di Milano al Regio di Parma al Teatro Verdi di Busseto fino al Metropolitan Opera di New York e al NHK di Tokyo. «E’ un viaggio – afferma Andrea Colasio, assessore alla cultura – nei luoghi della grande musica verdiana che ci porta a un’iconografia diversa alla messa in scena, ci racconta una storia parallela». Padova diventa «città verdiana», raccontando un momento di storia che è veramente «un atto di coraggio tributato al Maestro». Tutte le fotografie sono state scattate sempre con il pubblico in sala durante le rappresentazioni, nel pieno rispetto delle luci originali degli spettacoli e dei ‘pianissimi’ della musica di Verdi. «Quella che vedrete – afferma Maria Beatrice Autizi, curatrice della rassegna Padova Photo Graphia – non è semplicemente una mostra di fotografia, è una mostra d’arte a tutti gli effetti. E’ difficile fare fotografie su una scena d’opera perché c’è il rumore della macchina fotografica e il rischio di riprodurre le smorfie del cantante finché canta è elevato, ma Graziella è riuscita a fare questo miracolo». Una mostra «di grandissima sensibilità» che rappresenta la coralità dei personaggi che popolano l’opera, con cori, musiche e danze, dando adito a una vera e propria «arte dei colori»: la Autizi si auspica che la mostra, in quanto collezione di opere d’arte, permanga nel tempo, «in nessun altro modo noi potremo rendere veramente omaggio a Verdi in maniera contemporanea». Un’artista che ha saputo lavorare nello spazio e nel tempo, «sarebbe molto bello se accanto alle immagini nascesse un libro che racconta quest’avventura unica per l’arte e la storia della musica». Graziella Vigo spende parole generose per la città di Padova che definisce «incantevole», in quanto «si respira la gentilezza, l’aria pulita, la gioia dei giovani che vedono la cultura messa a disposizione di tutti» ed è felice che, dopo quattro mesi a New York, un mese a Washington e uno a Boston, «la mostra sia tornata in Italia». Le immagini sono tratte dalle opere Macbeth, Rigoletto, Il trovatore, La Traviata, Otello, Fastaff, Un ballo in maschera e la famosa Aida di Zeffirellli, presentate in allestimenti diversi di teatri diversi.
Orari: da martedì a venerdì ore 15-19, sabato e domenica 10-13; 15-19, lunedì chiuso.

Camilla Bottin