“Padova Jazz Festival”: Maurizio Giammarco

17 Ottobre 2020 By Valentina

La ventitreesima edizione della kermesse padovana “Padova Jazz Festival”, in scena dal 30 ottobre al 22 novembre, sarà un “inno all’Europa”, con un cast artistico proveniente da Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Germania e Olanda, oltre a una notevole rappresentanza di musicisti statunitensi che dell’Europa hanno fatto la loro seconda casa… senza dimenticare le stelle del jazz italiano: il programma del Padova Jazz Festival lancia segnali di illuminismo artistico e, ci si augura, anche sociale.
Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

In programma questa sera “Maurizio Giammarco – HALFPLUGGED SYNCOTRIBE”, con Maurizio Giammarco (sassofoni), Paolo Zou (chitarra elettrica), Luca Mannutza (pianoforte, piano elettrico), Matteo Bortone (basso), Enrico Morello (batteria).
Sassofonista, compositore e arrangiatore, Maurizio Giammarco è da oltre quarant’anni protagonista della scena jazzistica europea. Ha inciso e collaborato, tra gli altri, con Chet Baker, Lester Bowie, David Liebman, Phil Woods, Kenny Wheeler, Billy Cobham, Miroslav Vitous, Tom Harrell e, tra gli italiani, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Paolo Fresu. Notevole è anche la sua attività al servizio delle star del pop nazionale: Mina, Mia Martini, Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante, Antonello Venditti, Francesco De Gregori. Con il quartetto di jazz elettrico Lingomania ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti dalla critica e un notevole successo di pubblico. La sua attività spazia in diversi settori: didattica, composizione per opere teatrali, spettacoli di danza e colonne sonore per il cinema. Al centro del suo lavoro rimangono comunque la produzione discografica e l’attività concertistica.

Lo troviamo ora alla guida degli Halfplugged Syncotribe, versione ampliata a quintetto del ben rodato trio Syncotribe: mentre il trio conferiva sonorità contemporanee alla storica matrice dell’organ jazz, la versione Halfplugged strizza ancor più l’occhio al crossover tra classico e moderno.