Spazi d’arte: “Archivio”
1 Febbraio 2016Una nuova iniziativa anima gli spazi del Centro Culturale San Gaetano/Altinate: l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Padova organizza “Spazi d’Arte” la rassegna d’arte contemporanea che intende promuovere e valorizzare i giovani artisti e curatori emergenti della città iscritti all’archivio GAI (Giovani Artisti Italiani) di Padova.
Attraverso appuntamenti periodici, durante tutto l’anno l’ufficio Progetto Giovani dell’Assessorato alle Politiche Giovanili e l’aula studio al piano terra del Centro Culturale saranno trasformati in open space da vivere e frequentare in modo diverso diventando anche luoghi d’incontro informale con l’arte emergente; un’opportunità per comprendere nuovi linguaggi artistici e conoscere più da vicino gli artisti che vivono in città.
L’esposizione, che proseguirà fino al 26 febbraio negli orari di apertura al pubblico dell’ufficio e dell’aula studio, presenta gli artisti under 35 Daniela Berti, Officina della Barbabietola, Sofia Paggioro, Davide Sgambaro e Alice Tioli.
L’archivio GAI (Giovani Artisti Italiani)
L’Assessorato alle Politiche Giovanili attraverso l’Ufficio Progetto Giovani di Padova è antenna locale dell’associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani (GAI) ed è membro del Consiglio di Presidenza dell’associazione che si prefigge di sostenere e favorire, attraverso numerose iniziative, la formazione, la ricerca e la promozione della creatività dei giovani che hanno obbiettivi professionali in ambito artistico e culturale. Ogni sede ha un proprio archivio dove raccoglie i profili di artisti, e operatori culturali di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che operano nel territorio di riferimento; attraverso la rete nazionale, il GAI può contare su più di trentamila contatti in tutte le aree espressive.
La mostra
La prima esposizione dell’anno, dal titolo “Archivio”, è curata da Marco Tondello, giovane curatore padovano, che ha stimolato gli artisti a lavorare sull’antitesi che esiste tra ordine e disordine, tra ricordo e oblio, concetti alla base dell’impulso archivistico che caratterizza sempre più la società odierna.
In questa prospettiva l’artista può diventare un collezionista di informazioni, che crea personali modelli d’archivio con i quali misura ed interpreta il mondo reale e quello immaginario.
L’idea della mostra prende avvio a partire dalla storia dello spazio che la ospita: l’antico tribunale cittadino. Etimologicamente la parola ‘archivio’ (dal greco ἀρχεῖον) significa ‘palazzo dell’arconte’, ovvero il luogo in cui si conservavano gli atti emanati dal magistrato.
A partire da questa riflessione sono stati individuati e selezionati dall’archivio Giovani Artisti Italiani le delicate opere di Daniela Berti e di Alice Tioli, che rappresentano la valenza dell’archivio come codice necessario alla creazione, dove l’inventario diventa nuovamente invenzione. La ricerca di Sofia Paggioro e di Officina della Barbabietola che riscoprono invece l’importanza della documentazione e dell’archiviazione, registrando attraverso il disegno o la fotografia il mondo che li circonda. In ultimo, Davide Sgambaro che mostra la sua visione dell’archivio come simbolo del tempo e della memoria.
Opere e biografie degli artisti:
Daniela Berti
Raro Notturno / 2013
Nell’epoca del bombardamento mediatico, Daniela Berti tesse l’archivio della quotidianità, riscoprendo la semplicità dell’intimità del vissuto: le pagine di due quaderni, piene di appunti e disegni, che hanno accompagnato l’artista durante molti viaggi, vengono ricalcate e ripresentate in fogli di acetato, trasformando una semplice collezione di pensieri in una vera e propria catalogazione. Segni, immagini e scritte si riuniscono nelle pagine di un ipotetico diario per proiettarsi, grazie alla trasparenza che li caratterizza, nello spazio che le ospita.
Il titolo è un omaggio al libro di Jack Kerouac I sotterranei, dove il flusso di coscienza, legato alla beat generation, si collega allo spirito casuale dei soggetti del lavoro.
Nata a Treviso nel 1992, si è laureata con Liliana Moro in Arti Visive e Teatro presso l’Università IUAV di Venezia; fa parte del Collettivo AAA, con il quale organizza eventi d’arte pubblica come il progetto 27metricubi, una galleria temporanea che viaggia per l’Italia e l’Europa. Nel 2015 ha esposto a Paratissima, all’interno della mostra Leaving Room – Dimora e/o Prigione; ha partecipato a Nuovi Segnali, giovani artisti per giovani curatori, a cura di Ufficio Progetto Giovani-Comune di Padova e Università di Padova.
Attualmente frequenta il Corso di Secondo Livello in Grafica delle Immagini, indirizzo Illustrazione presso ISIA di Urbino.
danielaberti.o@gmail.com
Officina della Barbabietola
EXCIVICO#1 / 2015
EXCIVICO#1 non è solo un progetto fotografico ma una vera e propria mappatura degli elementi architettonici inattivi, dismessi, in disuso abbandonati o disabitati presenti in Saccisica (PD).
La collaborazione tra artisti, curatori, amatori dell’arte e della fotografia (riunitesi grazie ad un concorso indetto dal collettivo ‘Officina della Barbabietola’), ha permesso di riscoprire luoghi dimenticati sotto una differente ottica, rendendoli immortali con un semplice scatto.
Officina della Barbabietola è un’associazione culturale con sede in Saccisica, che realizza e racconta spazi e aspetti della provincia sud orientale di Padova. Coinvolge, di volta in volta, interpreti diversi ed interroga il territorio attraverso azioni dalle diverse sfumature: esposizioni fotografiche sul muro dell’argine di un fiume, aperitivi con musica elettronica in un impianto idrovoro, incontri formativi dedicati alla fotografia.
www.officinabarbabietola.it
Sofia Paggioro
Tram Blind Portraits / 2015
Tramway Blind Portraits, si compone di diciotto disegni, che documentano la performance avvenuta nel tram di Padova il 21.03.2015: sono i ritratti dei passeggeri che Sofia Paggioro ha voluto rappresentare alla ‘cieca’, ovvero lasciando scorrere liberamente la penna senza posare mai lo sguardo sul foglio, tentando di catturane, più che la fisionomia, l’essenza della loro prima impressione. Ogni giorno si caratterizza per una moltitudine d’incontri che facciamo: nelle strade, nei negozi, nei mezzi di trasporto, ovunque, siamo sempre circondati da persone che conosciamo solo per pochi attimi e che altrettanto velocemente scordiamo; tentare di sottolineare l’impossibilità di archiviarne il ricordo è l’ambizioso progetto dell’artista.
Nata a Padova nel 1992, laureata allo IUAV in Arti Visive e Teatro, attualmente è iscritta al corso magistrale Econmics and Management of Arts ancd Cultural Activities presso Ca’ Foscari di Venezia. Nell’ultimo anno ha esposto alla 99ma Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua la Masa a Venezia, con la performace Collective Blide Portraits. Con l’opera 16 oranges are not enough è stata selezionata dall’Archivio GAI di Padova per partecipare a Mediterranea 17 – Biennale Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, curata da Andrea Bruciati, presso la Fabbrica del Vapore a Milano.
www.sofiapaggioro.tumblr.com
Davide Sgambaro
345:52,35 / 2013
Momento imbarazzante nel quale un essere comprende la propria mortalità / 2014
345:52,35 è un’opera composta da 292 candeline, dei ventiquattro compleanni dell’artista, conservate accuratamente negli anni dalla madre, che si fondono l’una con l’altra in un unico contenitore. Le diverse cromie delle cere, si mescolano pittoricamente l’una sull’altra, creando una metaforica stratificazione della memoria e delle speranze inespresse.
Questo particolare simulacro del tempo, si confronta con uno più convenzionale: Momento imbarazzante nel quale un essere comprende la propria mortalità, non è altro che un orologio, dove le ore scandite non sono mai quelle reali ma solo un fittizio susseguirsi di attimi casuali.
Nato a Cittadella (PD) nel 1989, si è laureato presso l’Università IUAV di Venezia in Arti Visive e dello Spettacolo, dove frequenta anche il corso magistrale. Nell’ultimo anno ha esposto alla A+A Gallery di Venezia e frequentato il workshop di Lara Favaretto presso Fondazione Spinola Banna a Poirino (TO); ha partecipato a Nuovi Segnali, giovani artisti per giovani curatori, a cura di Ufficio Progetto Giovani-Comune di Padova e Università di Padova. A febbraio parteciperà alla mostra finale della 98ma Collettiva Giovani della Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia mentre a marzo parteciperà alla residenza de La Non-Maison Foundation a Aix-en-Provence, in Francia.
cargocollective.com/davidesgambaro
Alice Tioli
Nidi di ragni / 2015
Alice Tioli accumula e colleziona piccole tracce del vissuto reale: trasforma i propri capelli in confortevoli nidi, conserva con cura ossa di animali come dei talismani e confronta, in parallelismi formali, la struttura di piccoli coralli, o di rari fiori, con l’anatomia umana.
Ogni opera diventa di per sé un archivio, un catalogo, una lista di piccoli simulacri e oggetti che altrimenti si perderebbero, monumenti con una doppia memoria, personale e collettiva, tecnico-formale e contenutistica concettuale.
Nata a Padova nel 1991, laureata all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Mauro Zocchetta, attualmente è iscritta al all’Università di Padova. Ha partecipato al Premio Mag Marsciano presso il Museo Dinamico del Laterizio e delle terrecotte a Perugia, e a Nuovi Segnali, giovani artisti per giovani curatori, a cura di Ufficio Progetto Giovani-Comune di Padova e Università di Padova. A febbraio esporrà le sue opere al Caffè Pedrocchi di Padova.
www.alicetioli.com