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22 aprile- 26 aprile   
Mostra: Diritti umani e psichiatria

Mostra: Diritti umani e psichiatria


Violazioni dei diritti umani nel campo della salute mentale in Veneto


Dal 22 al 26 aprile presso il Caffè Pedrocchi (Sala Rossini) tornerà a Padova la mostra ispirata al museo “Psichiatria: un viaggio senza ritorno” del CCHR (Citizen Commission on Human Rights) di Los Angeles.

Rispetto alla versione dell’anno scorso, la mostra include una sezione dedicata alla realtà italiana – una realtà che sembra spesso contraddire la diffusa idea di una nuova psichiatria dal volto umano.

“Secondo le nostre osservazioni – sostiene Paolo Roat Direttore del Dipartimento Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus – la psichiatria moderna ha cambiato tutto per non cambiare niente:

bambini cui vengono somministrati potenti psicofarmaci, o strappati dalle famiglie in base a sommarie valutazioni psichiatriche,
nonostante la legge 180 le persone continuano a essere private della libertà personale e subire trattamento sanitario obbligatorio, legate ai letti e imbottite di psicofarmaci; e troppo spesso, secondo quanto riferisce la stampa, ci scappa il morto[1],
pazienti costretti – sotto minaccia di TSO – a subire iniezioni periodiche a lento rilascio; le cosiddette camicie di forza chimiche che stanno sostituendo quelle tradizionali,
prescrizione e consumo di psicofarmaci in aumento, sotto la spinta di multinazionali miliardarie che lanciano le loro campagne di marketing sostenute da psichiatri ben remunerati,
l’elettroshock, eufemisticamente rinominato Terapia Elettroconvulsivante, viene tuttora praticato nel Belpaese, disciplinato da una circolare della Sanità del 15 febbraio 1999 a firma dell’allora ministro Rosy Bindi.
Questi trattamenti, come dimostrato dalle innumerevoli segnalazioni che riceviamo ogni anno, non solo non aiutano le persone in difficoltà, ma spesso creano ulteriore infelicità e degradazione. Le idee innovative messe in pratica da Basaglia e Antonucci trovano ben pochi seguaci, e in Italia operano troppi psichiatri che predicano bene e razzolano male.”

La mostra si propone di informare i cittadini affinché siano consapevoli e possano difendersi.

Nella conferenza stampa di presentazione della mostra, Paolo Roat, Direttore del Dipartimento Tutela Minori del CCDU ha presentato le cifre e le criticità principali della psichiatria italiana.
Secondo i Quaderni della Ricerca Sociale 31[2] sugli Affidamenti familiari e collocamenti in comunità al 31.12.2012 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in Italia i bambini allontanati dalle famiglie sono stimabili in 28.449 di cui 1.980 in Veneto. La media italiana è di 2,8 bambini per mille mentre in Veneto sono il 3,0 per mille. Il nostro Comitato in questi anni ha ricevuto quasi 700 segnalazioni di allontanamenti superficiali[3] di cui 50 in Veneto con più di 100 bambini riportati in famiglia.
Tra i casi noti e assurdi del Veneto di cui si è occupato con successo il Comitato vi sono: il ragazzo “effeminato”[4] , il piccolo Marco[5] (nome di fantasia) di Verona, i bambini di Vicenza[6] prelevati con la forza e il bambino cinese[7] che era stato tolto “perché gli piaceva giocare a nascondino”. Sono però molti di più i casi che non hanno avuto risonanza mediatica, la maggioranza dei quali, secondo le Osservazioni[8] del Comitato ONU per i Diritti dei Fanciulli, non avrebbe dovuto subire questa ingiustizia.

Secondo una ricerca del CNR, l’Italia è il paese europeo che registra il massimo di prescrizioni di psicofarmaci ad adolescenti[9].
Il nostro Comitato ha presentato un rapporto al Comitato per i Diritti del Fanciullo ONU con i dati a nostra disposizione. Nelle sue osservazioni[10] il CRC ha raccomandato all’Italia di risolvere il problema dell’eccesso di diagnosi e prescrizioni psichiatriche sui bambini.
Secondo la testimonianza[11] di una mamma, uno psichiatra Veneto l’ha convinta a somministrare psicofarmaci a suo figlio che in realtà non era ammalato come poi certificato da consulenti cui è stato chiesto un secondo parere.
Recentemente uno neuropsichiatra infantile Veneto è stato rinviato a giudizio[12] per lesioni personali a seguito della somministrazione di psicofarmaci. Ci auguriamo che altre famiglie si facciano avanti per denunciare abusi simili sui bambini.

Per quanto concerne i trattamenti sanitari obbligatori, le cifre ufficiali parlano di circa 10mila casi l’anno, ma a giudicare dalle segnalazioni che ci giungono, si tratta di una sottostima perché non include i tanti ricoveri, cosiddetti “volontari” che avvengono sotto minaccia di TSO. A questo proposito il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite nella trentanovesima sessione del 10–28 Settembre 2018[13] ha condannato i trattamenti psichiatrici coercitivi, incluso l’elettroshock (TEC), chiedendo di abolire tutte le leggi che autorizzino tali pratiche nel campo della salute mentale.

Il CCDU ha lanciato una campagna per riformare il Trattamento Sanitario Obbligatorio in senso garantista.

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Caffè Pedrocchi,     Sala Rossini, Padova
           clicca qui per visualizzare la mappa

minori@ccdu.org



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