Memoria Duttile Sasso di Alfredo Truttero

25 Novembre 2014 By Elena Bottin

Una Medusa che richiama un’altra Medusa, l’artista plastico Alfredo Truttero, di Milano ma attualmente residente a Padova, ha preso spunto dall’allusività mitologica del nome dell’associazione culturale estense per dare il via a una mostra fatta di pochi pezzi selezionati, teste di terracotta patinata, affinché la magia del movimento, espressa dalla serpentina fuga dei capelli della donna-mostro, sia racchiusa in una cornice di riflessione non statica, ma viva, frutto di una pulsione alla ricerca. Nel corso dell’inaugurazione, che si è tenuta sabato 22 novembre alle 18, sono state inoltre presentate le composizioni di Luca Belloni, ispirate a quella “Memoria duttile sasso” esposta sulle teche della Medusa: in un vero e proprio viaggio di Argonauti, alla conquista del Vello d’oro, la piena consapevolezza del sé si raggiunge a piccoli passi, a piccole epifanie suscitate da “shock” visivi, piccole incrinature nel modo di intendere la realtà come “piatta”. Dopo aver visto un paio di anni fa l’efficace lavoro sugli scacchi di Truttero a San Rocco a Padova dove l’individualità emergeva libera dalla cornice d’insieme, si sa che di sicuro ci troveremo di fronte a opere plastiche che sanno di “assenzio”, con un gusto forte che dà alla testa: ci vorrebbe, a questo punto, uno scudo riflettente, quello di Perseo, per difenderci dallo sguardo indagatore, quasi ironico, delle teste di Truttero. Il suo lavoro parte dalle “viscere”, dai canopi etruschi, per arrivare agli occhi, allo sguardo. Il tema “Medusa”, preso in considerazione da Belloni in cinque composizioni eseguite alla chitarra da Luciano Chillemi in una sospensione quasi irreale, lascia “pietrificati”: «La testa classica – spiega Belloni – è un po’ algida, possiamo dire “fredda”, non rende l’idea di drammaticità. Mentre, con Truttero, avviene l’esatto contrario, l’artista offre dei “frontali” particolarmente intensi, che sanno essere provocanti perché mostrano il “sublime” della vita, inteso nel suo aspetto più terrificante». E’ un modo di vivere attivo che si fa ricettacolo di ogni emozione, anche drammatica, per non rimanere inermi: la Medusa di Truttero mescola la serenità olimpica alla sintesi di espressioni facciali che vanno dalla meraviglia al terrore. Il lavoro dell’artista non considera il corpo ma solo il volto, lo ha spiegato, nel corso dell’inaugurazione, Benedetto Roselli, impegnato in un efficace analisi dell’aulico “terribile” che emana dai busti. E’ stato presentato inoltre, per l’occasione, un libretto di 50 pagine corredato di testi critici e narrativi di E.Andreatta, E.Girardi, G.Zennaro, A.P.Gellini, A.Tartara, P.Tindaci, L.Belloni e fotografie di M.Gottardo, una lettura agile che funge da “catalogo”, da vero e proprio vademecum per addentrarsi tra i macigni (il “sasso” del titolo della mostra) di Truttero. La mostra sarà aperta, presso la sede della Medusa (via Garibaldi 23 Este), dal 23 novembre al 13 dicembre con i seguenti orari: tutti i giorni dalle 17 alle 19, domenica su prenotazione dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 20.

Camilla Bottin

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