Dal 15 dicembre 2017 al 18 febbraio 2018   
Il bottone racconta

Il bottone racconta


Leda Siliprandi Partesotti, curatrice dell’esposizione e direttrice del Museo del bottone, ha scelto dalla sua collezione di circa 8000 pezzi provenienti da molti Paesi e frutto di una trentennale ricerca


Al bottone narrativo è dedicata la mostra che sarà inaugurata giovedì 14 dicembre, alle ore 17.30, nella Sala della Gran Guardia in piazza dei Signori e aperta al pubblico, ad ingresso libero, dal 15 dicembre 2017 al 18 febbraio 2018.

L’iniziativa è promossa e realizzata dall’Assessorato alla Cultura con la collaborazione del Museo storico del bottone “Sandro Partesotti” di Vigorovea di Sant’Angelo di Piove di Sacco e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Leda Siliprandi Partesotti, curatrice dell’esposizione e direttrice del Museo del bottone, ha scelto dalla sua collezione di circa 8000 pezzi – provenienti da molti Paesi e frutto di una trentennale ricerca – gli esemplari più rappresentativi del costume e del gusto estetico nel succedersi dei secoli e presenta bottoni del Medioevo, del XVI° e XVII° secolo, dell’età romantica, i bottoni gioiello e d’arte, in filigrana, a smalto, in pasta di vetro, bottoni da lutto, da livrea, da caccia, bottoni “pop”, in stile liberty e charmstring.

La rassegna arriva fino agli anni Cinquanta del Novecento, quando la produzione in serie ebbe il sopravvento sul manufatto artigianale.

E’ un viaggio nel costume e nella piccola bellezza con un fedele testimone del suo tempo: nei bottoni infatti si sono sempre rispecchiati i costumi e le mode, eventi di portata storica e piccoli fatti, personaggi di grande levatura o di effimera notorietà. Hanno seguito i vari stili dell’arte: classicismo, barocco, eclettico, liberty, déco, futurista, surrealista … e applicato le modalità artigianali e industriali legate ai luoghi e al tempo della loro produzione. Lo stesso si può dire per i materiali che da naturali, come l’osso, la conchiglia, i metalli, la terracotta, si sono fatti artificiali, dalla celluloide, la prima plastica scoperta alla fine del 1800, alle attuali resine.

Un aspetto poco conosciuto di Mozart, ad esempio, è che egli aveva un’autentica passione per i bottoni gioiello, che furoreggiavano tra i gentiluomini del tempo. Ecco che cosa scriveva all’amica baronessa Valdstatten il 28 settembre 1782: “devo assolutamente possedere una marsina simile per poterla poi guarnire con i bottoni che già da tempo vado covando nei miei desideri […] sono di madreperla e al centro hanno una bella pietra di color giallo, circondata da alcune pietrine bianche. Vorrei possedere tutto ciò che esiste di buono, di autentico e di bello”.

La mostra presenta anche una ricerca su un grande bottone già famoso, ma dimenticato completamente da più di un secolo: quello che il Papa Clemente VII si fece fare da Benvenuto Cellini, per il suo piviale con un diamante leggendario. Il gioiello fu smontato da Napoleone e se ne perse presto la memoria. Leda Siliprandi ha scoperto l’intera storia e un’immagine settecentesca presso il British Museum di Londra e ora le propone ai visitatori dell’esposizione. La storia è raccontata pure nella guida alla collezione museale, di Wigwam Editore, che la curatrice ha riscritto per l’occasione. Si tratta di un saggio vero e proprio sulla storia del bottone a partire dai materiali, dalle forme, dai modelli e dagli usi ai quali nel tempo è stato destinato.

Share
Sala della Gran Guardia,     Piazza dei Signori, Padova

Info mostra: Orario: 10-13 / 14-19, chiuso i lunedì non festivi, 25 e 26 dicembre, 1 gennaio.



Aggiungi un commento

La tua email non viene pubblicata. *

*

87 q 0,327 sec