La città medievale vista dall’acqua
17 Agosto 2018Il panorama lungo il tratto del Piovego da porta Ognissanti (Portello) alle porte Contarine e poi lungo il tronco maestro del Bacchiglione fino ai Carmini doveva essere molto diverso nel Trecento. Il porto fluviale si trovava nei pressi del bastione del Portello Vecchio, lungo l’odierna via Gattamelata; fu spostato con la costruzione delle nuove mura veneziane dopo la fine dell’assedio del 1509. Le mura che qui vediamo oggi sono quelle rinascimentali: seguono in linea di massima il tracciato di quelle carraresi più esterne, discostandosene però in più punti e differendo rispetto alle alte mura merlate medievali.
Nell’area di Ognissanti forse si poteva vedere il campanile della chiesa di S. Maria Iconia. All’esterno delle mura sorgevano importanti edifici religiosi, come il Lazzaretto e il monastero di S. Bernardo, poi dei Certosini, demoliti con la realizzazione del guasto, la spianata di un miglio creata attorno alla città nell’ambito del sistema difensivo rinascimentale.
Più o meno dove sorge l’ex Macello dello Jappelli, oggi Istituto d’Arte Selvatico, la porta di Porciglia dava accesso alla città e una porta d’acqua immetteva sul canale di S. Sofia (odierne vie Morgagni e Falloppio). Qui esisteva un ulteriore scalo fluviale, che serviva sia la città sia l’ampia area degli orti di Porcilia. Le mura aggiravano poi l’area del convento degli Eremitani e dell’Arena, con il palazzo degli Scrovegni, di cui resta la Cappella affrescata da Giotto.
Si giungeva quindi alla confluenza col Naviglio Interno, oggi tombinato, che dal Castello, seguendo le mura comunali fino al Ponte delle Torricelle e poi lungo le attuali riviere e Largo Europa, girava infine a nord al ponte della Punta. Le Porte Contarine non esistevano, ma lo snodo fluviale doveva avere analoghe opere di sostegno. Il corso d’acqua, che qui è già il tronco maestro del Bacchiglione, aggirava quindi il quartiere artigianale che poi sarà dei conciapelli, per superare con una porta d’acqua la cerchia esterna di mura. Poco oltre riceveva acqua della bovetta (piccolo canale) di S. Leonardo, che circondava l’isola di S. Giacomo con al centro la chiesa omonima e la chiesa del Carmine. Il corso d’acqua si accostava quindi, come oggi, alla cinta comunale, poco prima dei molini che davano il nome al ponte e alla porta di cui ancor oggi vediamo la torre, modificata nella parte sommitale.
La porta, una delle quattro principali della città comunale, conduceva per la Strà Maggiore (via Dante) al Duomo e, in epoca carrarese, alla piazza successivamente denominata dei Signori antistante alla Reggia. Superata porta dei Molini si arrivava a ponte S. Leonardo, che, come la porta prendeva il nome dalla chiesa che sorgeva di fronte. Oltrepassati i monasteri di S. Benedetto Vecchio e di S. Pietro, si sbucava in riviera Mussato, all’epoca interna alle mura, cui si agganciava il traghetto, il percorso pensile proveniente dalla Reggia Carrarese. Seguivano il monastero di S. Benedetto Nuovo, ponte S. Giovanni delle Navi, dove c’era il secondo porto principale della città, e la basilica di S. Agostino, mausoleo dei Carraresi, abbattuta nel 1819.