Jan Van Der Crabben & Inge Spinette
30 Ottobre 2012
Chi meglio di Jan Van Der Crabben, vincitore del Premio per la migliore interpretazione di melodia in lingua francese, poteva azzardarsi a portare la ricerca musicale di Debussy ad altezze irraggiungibili? Ogni sospiro, ogni andamento lirico, ogni pausa, tutto viene riscoperto in questo nuovo connubio tra poesia e musica: questa libertà melodica viene accentuata dalla ricchezza tonale dei maestri francesi, dotata di un chiaroscuro indefinito e riproposta con maestria da Inge Spinette la quale in collaborazione con Van Der Crabben ha ottenuto l’importante riconoscimento del Grand Prix du Disque Lyrique nel 2001. Il baritono e la pianista hanno concorso a creare un concerto di qualità: la poesia simbolista, particolarmente adatta ad essere musicata, per la cura nell’andamento lirico delle parole, è privilegiata anche per i suoi aspetti malinconici e ironici. Temi ricorrenti il mare, l’amore, la luna che in francese acquistano una dolcezza nuova: la tristesse del poeta e del musicista pervade la sala, ma è una sensazione piacevole, una contemplazione estatica.
I presenti ascoltavano rapiti e si prodigavano negli applausi: il programma, articolato in quattro parti, nella conclusione ha dato spazio alle canzoni della Francia medievale e barocca: le voci di Charles, Duc d’Orléans e di Tristan L’Hermite Francois, hanno riportato in auge sentimenti di epoche passate, sfondi mitologici e dolci respiri.
La parte più bella per me è stata la terza, l’Horizon chimérique di Jean de La Ville de Mirmont associato alla bella musica di Fauré, ha dato modo ai presenti di viaggiare con la mente. Il mare è infinito e i miei sogni sono folli. Ecco, ’ubriachi d’aria e di sale ed arsi per la schiuma’, ci siamo lasciati cullare dalle onde sonore, per approdare alla meta con spirito di libertà e avventura. O adorati vaisseaux musicali!