Educare i nuovi adolescenti: è possibile?

20 Gennaio 2016 By Valentina

Una conferenza di Giuseppe Bertagna dal titolo “Educare i nuovi adolescenti: è possibile?” si svolgerà oggi nell’Aula Morgagni del Policlinico Universitario. L’incontro fa parte del ciclo di conferenze 2016 “L’educazione” organizzato dall’Associazione Ex Alunni dell’Antonianum di Padova.

Padre Giuseppe Bertagna gesuita, docente, psicologo con specializzazione in psicologia dell’educazione e clinica, è impegnato e ottimista sul fronte dell’educazione degli adolescenti e dei giovani. Fin dal 1995, in collaborazione con colleghi psicologi e psicodrammatisti, conduce l’attività formativa residenziale che si svolge ogni anno a Selva di Valgardena e quest’anno anche a nella Casa Pio X di Carezza gestita dai gesuiti di Padova.
Padre Bertagna utilizza metodi attivi per educare ma è estremamente orientato a una formazione continua e attiva si sé, alternando o facendo coincidere esperienze accademiche ed esperienze pratiche, sempre orientato a una pedagogia che richiami quella del Signore: fare storia assieme all’uomo, giorno per giorno.

Dopo la laurea in Teologia e l’ordinazione sacerdotale, ha svolto attività formative presso il carcere minorile di Nisida, una piccola isola del Golfo di Napoli dove arrivano ragazzi e ragazze con ferite sociali e personali che li hanno fatti smarrire.
Padre Bertagna ha approfondito gli studi teologici con la specializzazione in teologia biblica e tesi col massimo dei voti sul libro dell’Apocalisse.
Ha insegnato a Milano al liceo Leone XIII della Compagnia di Gesù e con gli alunni ha prodotto il cortometraggio “Come un cane”, cui hanno fatto seguito una serie di regie, interpretazioni e produzioni teatrali che hanno impegnato i giovani educandoli oltre il palcoscenico, da Otello di Shakespeare all’Odissea di Omero, fino a Medea di Euripide o Lisistrata di Aristofane.
Ha condotto a Mainz il percorso teatrale “Crossing the Sea” in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia.

Continua, accanto alla docenza, a occuparsi concretamente di adolescenti con attività educative e di animazione. E’ convinto che il metodo psicodrammatico sia uno strumento efficace per cogliere in profondità, ad un livello terapeutico e spirituale, il messaggio del testo biblico, la Buona Notizia, per comprendere il legame tra la storia narrata nel testo e nella propria vita. Una ricerca di senso che gli adolescenti, con passione, sofferenza, entusiasmo esigono, anche quando questa domanda resta non espressa.