Doppio appuntamento con “I Notturni d’Arte”
1 Agosto 2017Martedì 1 agosto i Notturni d’Arte prodotti dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e della Cassa di Risparmio del Veneto, propongono un doppio appuntamento: alle ore 18 fanno tappa a Palazzo Maldura (piazzetta Folena 1), oggi sede universitaria, per vedere il recinto funerario romano emerso nel corso di indagini archeologiche, un unicum in città. Introduzione di Francesca Veronese, Musei Civici di Padova – Museo Archeologico, e visita guidata allo scavo con Alberto Vigoni.
Alle ore 21 porte aperte al Musme-Museo di Storia della Medicina in via San Francesco 94, dove, coniugando storia e tecnologia, viene raccontato il percorso della Medicina da disciplina antica a scienza moderna: un’occasione per scoprire la storia del palazzo che lo ospita, e di Sibilia de’ Cetto, la straordinaria donna che 600 anni fa lo volle edificare. Si potrà accedere a luoghi normalmente non aperti ai visitatori. Un interprete LIS – Lingua dei Segni Italiana sarà a disposizione del pubblico sordo.
Cuore pulsante del borgo oltre Ponte Molino dove si trova Palazzo Maldura erano il convento e la chiesa di San Leonardo, costruiti nel corso del XII secolo all’angolo tra le attuali vie Savonarola e Cristofori. Adibita a necropoli in epoca romana, questa zona dal Medioevo divenne centro di attività artigianali. Risiedeva qui Sicco Rizzi Polenton, notaio dei Carraresi e cancelliere della città, oltre che uomo di lettere, legato alla storia antica di Padova da un episodio curioso: si attribuì il merito di aver rinvenuto le ossa di Tito Livio nell’area cimiteriale di Santa Giustina. Un falso storico che scatenò episodi di fanatismo. Alla Padova di Tito Livio riporta invece l’indagine archeologica realizzata nell’area di Palazzo Maldura, che ha portato al rinvenimento di un recinto funerario al cui interno è stato ritrovato un piccolo sarcofago lapideo con coperchio, contenente i resti combusti di un individuo e il relativo corredo funerario. Il monumento, databile ai primi decenni del I secolo d.C., era caratterizzato da un’ara centrale e da nicchie interne per l’alloggiamento delle urne, che denota un significativo livello di ricchezza; si tratta dell’unico ritrovamento di questo tipo avvenuto a Padova.
Il Musme ha sede nel complesso monumentale quattrocentesco dell’antico Ospedale di San Francesco Grande. Primo vero ospedale padovano, venne costruito a partire dal 1414 per volontà dei coniugi Sibilia de’ Cetto e Baldo Bonafari da Piombino, e rimase attivo fino al 1798, quando fu sostituito dall’Ospedale Giustinianeo. Nato per iniziativa privata, continuerà a essere un’istituzione autonoma dal potere politico, ecclesiastico e universitario per volontà della stessa Sibilia, che ne aveva affidato la gestione economica alla Confraternita della Carità.
Il complesso ospedaliero occupava l’intero isolato incluso tra le attuali via San Francesco, via del Santo e via Galilei. Sibilia e Baldo avevano fatto costruire non solo l’edificio propriamente ospedaliero con il grande chiostro interno ma anche la chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi e il convento per i frati francescani dell’Osservanza, affinché fossero i frati a gestire operativamente l’ospedale.
Fecero realizzare, inoltre, le infermerie, i forni, le cucine, i magazzini, un orto e, nello spazio oggi occupato dal giardino Romiati, un piccolo cimitero per la sepoltura di chi moriva nell’ospedale.
Il Musme, inaugurato il 5 giugno 2015, ha vinto nel 2015 il premio “eContent Award Italy” per i migliori contenuti e servizi in formato digitale nella sezione “eLearning & Science” e nel 2017 il prestigioso “Premio Innovazione SMAU 2017” nel settore “Cultura e formazione in ambito medico scientifico”.
Durante la serata saranno approfonditi vari argomenti, a carattere storico e artistico: dalla storia dei fondatori del complesso, dell’edificio e della contrada, alle tracce di affreschi e preesistenze medievali.