Chiesa di San Francesco e alla Scuola della Carità

10 Agosto 2016 By Elena Bottin

Venerdì 12 agosto i Notturni d’Arte, manifestazione organizzata dall’Assessorato Cultura del Comune di Padova con il contributo di Cassa di Risparmio del Veneto e dedicata quest’anno alla Padova del Rinascimento, propongono una visita guidata alla chiesa di San Francesco e alla Scuola della Carità. Appuntamento alle ore 21 presso la Scuola della Carità in via San Francesco 61.
“Sarà un’occasione – afferma l’Assessore alla Cultura del Comune di Padova Matteo Cavatton – per ammirare il pregiatissimo patrimonio storico-artistico di questa chiesa, di cui ricorre il sesto centenario dalla fondazione. Il pubblico potrà capire l’importanza del complesso francescano, centro di cultura, assistenza e fede”.
Il via alla realizzazione del complesso avvenne nel 1414, quando Baldo di Bonafari e la sua consorte Sibilla di Cetto decisero di destinare parte dei loro beni alla costruzione di un ospedale, una chiesa con convento, e una sala per la Confraternita della Carità in contrà Santa Margherita, per i Frati Minori Osservanti. Il complesso, fra fabbricati e orti, arrivò a comprendere una vasta porzione del grande isolato triangolare delimitato a Nord dalla contrada di Pontecorvo (ora via San Francesco), a Ovest dal selciato del Santo (ora via del Santo) e a Sud-Est da via dei Vignali (ora via Galileo Galilei).
Da un punto di vista architettonico la chiesa al suo sorgere, nel 1416, fu progettata secondo la tipica tipologia francescana a navata unica con cappella maggiore sporgente, ma con un’ampia struttura a volte di origine cistercense. Agli inizi del Cinquecento si sentì il bisogno di ingrandire chiesa e convento per renderli più adatti all’aumentato numero dei religiosi e alle manifestazioni del culto: fu costruito un grande presbiterio che accolse il nuovo coro, ideato, pare, dall’architetto Lorenzo da Bologna. La navata quattrocentesca fu affiancata da due spaziose navate minori con cappelle. Rispetto alle austere forme romanico-gotiche del primo Quattrocento, l’intervento di Lorenzo da Bologna si qualificò per una nuova leggerezza di forme e un raffinato classicismo. È intorno a questo periodo che S. Francesco viene chiamato con l’appellativo di “Grande”: si voleva distinguerlo da un altro San Francesco detto “Piccolo”, che, secondo lo storico Scardeone, si trovava in via Altinate, dove poi sorse il Convento dei Teatini. L’edificio nei secoli è stato arricchito con pregevoli opere d’arte, come la pala dell’Ascensione, opera di Paolo Veronese databile al 1575 circa (integrata da Pietro Damini nel 1625), gli affreschi con storie della Vergine e la genealogia di Cristo, opera di Girolamo Dal Santo (1523-24), il monumento bronzeo dedicato a Pietro Roccabonella, medico e filosofo, iniziato da Bartolomeo Bellano, allievo di Donatello, nell’ultimo decennio del XV secolo e concluso tra 1496 e 1498 da Andrea Briosco detto il Riccio.
Di fronte alla chiesa di San Francesco si trova la Scuola della Carità, sede un tempo di una delle più antiche confraternite laiche di Padova, la Confraternita di Santa Maria della Carità, che amministrava generosi lasciti per soccorrere malati, poveri e per altre opere di bene. L’edificio, datato alla prima metà del Quattrocento, fu restaurato nella seconda metà del Cinquecento: si aprirono finestre, fu costruito un nuovo soffitto a cassettoni nella sala capitolare, che nel 1579 fu affrescata da Dario Varotari con episodi della vita della Vergine, titolare della Scuola. La Scuola è stata restaurata e riaperta al pubblico nel 2008.