Stefano Piedimonte

3 Ottobre 2012 By

La sua è una critica feroce, supportata dall’ironia della scrittura, al sistema camorristico campano e, in fondo, a certa cultura nazionalpopolare che confonde successo e fama. Come lo zio del titolo, un boss che si impegna a mandare un suo uomo, un pusher ventiduenne all’interno della casa del Grande Fratello, il celebre reality di cui è affezionato al punto di non perdersi una sola puntata neppure durante la latitanza e la fuga dalla polizia.