Heart of Jenin

26 Ottobre 2012 By

Una finestra sulla Palestina è un’iniziativa organizzata da Comunità Palestinese del Veneto, ACS, Agronomi e forestali Senza Frontiere, Al Quds, ARCI Padova, Associazione per la Pace, Associazione IncontrARCI, Corti e Buoni, Donne in Nero, Perilmondo Onlus.
«Avrei preferito un donatore ebreo. Non lascerò mai che i miei figli abbiano amici arabi: potrebbero subirne la cattiva influenza». Novembre 2005, Menuha, la figlia più piccola dell’ebreo ultraortodosso Yaakov Levinson, è stata appena salvata dal sacrificio di un bambino arabo. È anche questo, The heart of Jenin (Il cuore di Jenin), film sulla storia di Ahmed Khatib, palestinese ucciso a 12 anni dai soldati israeliani a caccia di terroristi della Jihad. Si divertiva con un mitra giocattolo nel centro di Jenin, in Cisgiordania: lo scambiarono per un miliziano. «Nessuno si aspettava quello che successe dopo», dice nella pellicola il medico di Haifa che tentò invano di soccorrerlo: anche se sarebbero stati trapiantati a bambini israeliani, i genitori decisero comunque di donare gli organi. «Mio figlio è morto. Forse solo così potrà restituire ad altri la vita — disse allora la mamma Abla, poco più che trentenne —. Che siano arabi o ebrei, non importa». Due anni dopo il padre di Ahmed, Ismail, meccanico del campo profughi di Jenin, 41 anni, quegli «altri» — cinque bambini israeliani che hanno ricevuto il cuore, il fegato, i reni e i polmoni di Ahmed — li ha voluti incontrare.