Una reverie visionaria con i BodyVox

17 Aprile 2013 By Elena Bottin

Una coreografia ideata in occasione della tragedia dell’11 settembre si ripropone involontariamente il giorno successivo alla strage della maratona di Boston: il 16 aprile, una data che poteva essere una prima regionale nel Veneto, diventa un appuntamento italiano per salvaguardare la bellezza della creazione artistica dall’orrore di un mondo senza armonia. La rassegna ‘Prospettiva Danza Teatro’ si è proposta per l’anno 2013 lo scopo di andare ‘oltre il visibile’, e con i BodyVox, compagnia americana, possiamo dire di essere entrati a pieno titolo nel campo della sperimentazione, con incursioni nel notturno e nel magico, guidati dalla fantasia rivelatrice del noveau. Spente le luci, sullo sfondo si stagliano sette figure, puntini luminosi nel buio della sala: l’apporto del multimediale è di grande effetto, lo spettacolo diventa contenitore arguto delle più disparate espressioni artistiche, con un effetto di straniamento e sospensione continua del pubblico.
A bocca aperta osserviamo la reverie di Jamey Hampton, direttore artistico e coreografo della compagnia, alle prese prima con una ruspa, poi con un’impegnativa Ashley Roland, con un effetto comico a dir poco straordinario. Marciamo, marciamo – sembrano dire – senza mai fermarci, occhiali da sole e tuta spaziale, uniti dal vincolo dell’elastico, con una cadenza continua e irrefrenabile, per finire sospesi sul trapezio, in un esercizio che mette in risalto la fisicità dei ballerini. Non ci ritroviamo in questo continuo stacco dalla realtà, possiamo solo ‘volare’ di fiore in fiore, di scena in scena come nell’apertura, in cui gambi e petali attraversano il palco con delicatezza. Basco in testa e righette da marinaio, Parigi o cara, rotolando sulle note isolate, ecco che si può sognare distesi sul letto: l’arrivo degli incubi mette paura, tra pugni e calci, il pubblico non vuole risvegliarsi, vorrebbe restare ancora un po’ immerso nel tepore della serata. Ma la festa è finita: dopo un’ora e un quarto di spettacolo, la compagnia ci saluta dalle lande desolate per abbandonarsi a un incontenibile tuffo nell’acqua gelida delle coste americane. Si spogliano e cala il sipario, possiamo continuare ad avanzare con la fantasia? A far proseguire il movimento dell’onda creatrice? Certo, con la compagnia Motionhouse prevista per sabato 20 aprile continuare a volare si può: immagini aeree e dinamismo saranno gli ingredienti dello spettacolo.
A voler essere provocati…

Camilla Bottin