Un inedito omaggio a Pasolini
5 Novembre 2013Sono i Giganti con il loro sguardo fisso in secoli d’intonaco ad osservare in basso, a giudicare: è la voce del poeta, dell’emarginato, di chi ha perduto l’occasione di una vita e la vive come un Secondo Dolore a levarsi come un’aria leggera: il flebile alito di vento nella notte malinconica vuole concretizzarsi in una corrente impetuosa che s’unisce alla rosa dei venti, fino a diventare Maestrale a sua volta. C’è sempre un ma. Pasolini, vivendo il suo poetico se, offre pagine inedite, interamente al condizionale: la voce recitante Stefano Fortin riporta passo per passo i punti più salienti di raccolte sottratte al pubblico, quasi semisconosciute alla battaglia civile, accompagnate per un breve tratto dalle suggestioni musicali a cura del compositore Jozef F. Pjetri C.D.
Il Trittico friuliano, riprodotto contestualmente sulla tastiera del pianoforte, s’interroga sull’Amore: il poeta si chiede se i baci, rapidi come le movenze di un ladro, siano integri fin sulla soglia della porta, per giungere all’esortazione finale che identifica l’amato con la figura del contadinello innocente, quasi inerme. Non è un invito alla spensieratezza, ma alla mesta riflessione: con la Divina Mimesis entriamo nel clima della ricreazione dello spirito, il cui contenuto emotivo viene idealizzato nell’arditezza tecnica delle Variazioni Goldberg di Bach. A suonare sempre Jozef F. Pjetri, con un ardore che vuole ricalcare gli eroismi wagneriani: ci entra anche Pound, l’altro vate del Circolo Pasolini Pound di Padova, con ‘Envoi’ tradotta da Francesco Zevio. E’ un congedo al mondo, prima dell’infinita Vallée d’Obermann di Liszt: il pubblico, dopo un’ora e mezza di letture e poesie, è pronto ad andare, potendo in futuro approfondire l’interesse sull’argomento grazie alla pubblicazione online di Renasci, la rivista online del Circolo. Nuovi amici si sono affiliati, con una targa di ricordo, Alessandro Cabianca, Francesca Gambino ed Emanuele Greselin: per queste soluzioni, le loro soluzioni, si augura di poter entrare nel clima pasoliniano con un rigore filologico rinnovato, rendendo il giusto tributo ai Grandi, ai Giganti, senza le piccolezze quotidiane o le false grandezze di artisti che si pongono sulla Via.
Camilla Bottin