Tokidepan
27 Giugno 2013Nella suggestiva cornice del Bastione Santa Croce, sede estiva del circolo Arci ‘Carichi Sospesi’, tra striature colorate che affrescavano con led luminosi le pareti delle mura, all’aperto, in mezzo a quei giardini sospesi nell’aria, suoni provenienti dal corpo umano, in un mix tra teatro e musica, hanno allagato i sensi degli spettatori, nella coscienza che le note possono essere realizzate in vari modi. Il gruppo Tokidepan si propone in maniera originale e ne è consapevole, il leader si scusa in anticipo per un eventuale annoiamento del pubblico – impossibile, con la sequela carismatica di batti batti, piedi piedi in un ritmo incessante – confida in ogni caso di mettere in scena ‘cose ancora mai viste’. Noi umani non possiamo nemmeno immaginarle, vedere il corpo articolarsi in una sequela di ritmi e coreografie senza alcun supporto musicale è incredibilmente straordinario. To – ki – depan, la cantilena a go gò, tra suggestioni alternate e binarie, a due o a tre, o con l’ausilio di una sedia, veicolo di nuove percussioni, al centro dell’ombelico del mondo. Il gruppo, composto di cinque persone, si differenzia da ogni sonorità presente sulle scene musicali: un giardino non molto affollato, peccato, perchè questo non è rumore, è arte. Lo spettacolo in complessiva ha offerto una carrellata di intrecci ritmici con deliziosi richiami etnici ma anche cover di successi internazionali e giochi di interazione con il pubblico.
Camilla Bottin





