Sinéad O’ Connor
3 Aprile 2013Il Gran Teatro de La Fenice a Venezia, tempio del canto lirico, si ritrova a ospitare, per vivere controcorrente una preghiera dai toni appassionati e intimisti, una delle migliori voci degli anni Ottanta e Novanta, quella di Sinéad O’ Connor, che presenta il suo ultimo album dal titolo How About I be Me (And You Be You?).
La cantante irlandese, così spesso sulla scena della ribaltà per le sue incredibili doti musicali oltre che per uno stile di vita chiaramente anticonformista e provocatorio, è apparsa martedì 2 aprile a Venezia, prima data italiana, un po’ imborghesita, ma in forma smagliante, tanto che per lei gli anni non sembrano essere passati: quando ha presentato alcuni successi del passato come ‘Nothing compares to you’ scritta da Prince, il pathos e l’intensità della ballata romantica hanno raggiunto i loggioni, si sono propagati per la platea facendo venire la pelle d’oca ai presenti. La voce di Sinéad è capace di grandi escursioni di registro, con acuti gutturali mozzafiato, vibrante fino all’inverosimile: la rabbia che tiene dentro esplode folle, autodistruttiva, quasi veemente, ma è addolcita da toni teneri, quasi malinconici. L’Universal Mother, la terra d’Irlanda, compare in velati accenni romantici, con una full immersion in una mitologia fiabesca, popolata dai demoni interiori di Sinéad, che in ‘Reason with Me’ cerca di ritrovare se stessa, con la riscoperta di una nuova religiosità.
Cranio rasato, vestiti scuri comodi, occhiali da vista, i dolci tratti del viso sono stemperati da quella mascolinità repressa, da quella rabbia che si addolcisce nel canto, in particolar modo in ‘V.I.P.’, preghiera a cappella accompagnata da un laconico pianoforte che si perde nel nulla.
Con Sinéad una formazione di sei elementi, Graham Henderson alle tastiere, Robert McIntosh alla chitarra, John Reynolds alla batteria e due voci bellissime, Clare Kenny al basso e Brooke Supple alla chitarra. La stessa Sinéad suonava la chitarra, con una foga che ricorda Janis Joplin.
Dopo undici album ancora non riposa, ma dimostra di saper cavalcare il successo che molto spesso, per la sua carica anticonformista, le si è rivoltato contro.
Il tutto alla Fenice, la bomboniera d’Italia, un concerto indimenticabile.
Camilla Bottin