Primo Maggio nella Bassa Padovana

2 Maggio 2013 By Elena Bottin

Un Primo Maggio con il naso all’insù, passeggiando per i boulevards dei sogni infranti, alla ricerca del romanticismo dei mitici anni Ottanta: tra una goccia di pioggia e un sorriso, la giornata che ricorda importanti conquiste sindacali e umane, si è animata di concerti in piazza, in nome della tradizione che conferisce alla Musica un valore sacro, fusione di socialità diverse. I Pink Floyd introrpidiscono, incollano alla sedia, rendono molli le membra: confortably numb ci sentiamo mentre, a pochi metri dal palco allestito in piazza a Solesino, un gruppo, al suo debutto, suona con la passione dei ‘gran bei vecchi tempi’. Non esistono vecchi tempi, solo cavalieri fortunati che a cavallo di una chitarra viaggiano nello spazio e nel tempo: gli Scream Again combattono con la foga del piccolo sottomarino nero dei Black Keys, che si intrufola nelle file nemiche per seminare terrore, in silenzio, con discrezione. Il nemico, quelle ore lavorative che poco concedono al tempo libero, viene festeggiato per l’occasione con il suo totale annullamento, nello sprigionarsi di energie a lungo trattenute. Vedete – sembrano dire – oggi è la Festa del Lavoro e noi ci scateniamo in barba alle convenzioni, agli orari di ufficio, ai colletti bianchi. La stessa sensazione l’abbiamo provata due ore dopo in Piazza Maggiore a Este, con il concerto dei New Trolls: Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo hanno fatto della musica la loro missione, certi dell’affetto costante del pubblico che continua a seguirli dal lontano 1967. Non sono cambiati, occhiali da sole, simpatia dal gusto un po’ retrò: il concerto prosegue per mezz’ora, fino alle 22.10, quando esplode un diluvio. Torme di ombrelli coprono la folla che vorrebbe restare, che vorrebbe cantare ancora, un manto giallo, rosso e blu che nasconde la piazza, nell’affaccendarsi dei tecnici che si affrettano a coprire gli strumenti. Vittorio e Nico, insieme ai nuovi e giovani trolls, alla fine si arrendono, vinti dal maltempo. Ma quella carezza della sera ci è arrivata lo stesso, giusto il tempo di entrare nella seducente atmosfera psichedelica. Ecco, doveva esserci La miniera, almeno saremmo stati protetti, al coperto, insieme alle altre trecento persone che affollavano Piazza Maggiore. Conserviamo con affetto queste emozioni umide, nella speranza di poterli risentire.

Camilla Bottin

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