Peter Cincotti incanta il Geox
16 Aprile 2013Peter Cincotti, newyorkese con nonni italiani, ha compiuto, dopo gli esordi jazz, un’incredibile virata verso il pop con l’album ‘Metropolis’: dopo ben tre dischi di successo alle spalle, abbiamo capito che Cincotti non è il classico artista che copia i suoi predecessori, un novello Frank Sinatra che si ripropone nella stessa, identica maniera per anni e anni, ma un creatore, un innovatore che fonde ritmi funk, rock, soul, swing e jazz. ‘Nothing’s Enough’ è la canzone più bella dell’album, con una ricchezza di suoni inaudita: Cincotti ce la presenta insieme al suo compagno chitarrista, è un personaggio originale che sa accattivarsi le simpatie del pubblico. Dagli anni Ottanta, passiamo alla canzone ‘Forever and Always’, che ricorda il migliore Billy Joel, portatrice di un’allegria incontenibile che esplode nel finale con ‘Fit you Better’, il brano più rock della serata. Cincotti si fa parabola vivente dell’uomo moderno, perso nella metropoli contemporanea e immerso in una serie di contraddizioni date da incontri occasionali, ma indimenticabili. E’ ‘My Religion’ il credo dell’artista, un modo per trovare una strada nuova, per dissociarsi dai critici che ai suoi esordi l’hanno definito solo una ‘promessa del jazz’. Il pubblico, entusiasta, a stento si conteneva dal chiedere bis, accontentato da un sorridente Peter, che dopo un’ora e mezza di concerto, ha concluso con un tributo alla Musica Vera, quella che ti scivola addosso lasciando una sensazione di freschezza, come una sorsata d’acqua dopo una lunga camminata nel deserto. E’ magia, si riesce a staccare la mente, non si pensa ad altro: lui, ventinovenne americano, ha attraversato l’Oceano per farci scoprire quello che c’è al di là, il noveau.
Camilla Bottin
Bellissima recensione, complimenti!