OPV: Verdi e Wagner

8 Novembre 2013 By Elena Bottin

Pagine dense, satolle di emozioni: l’Orchestra di Padova e del Veneto alza gli occhi al cielo e vede stagliarsi nitide due figure di animali, un delicato Cigno bianco e un Cavallo riottoso e focoso. Il viaggio che hanno compiuto è lungo e si articola nel tempo e nello spazio: il primo viene da Busseto, il secondo è di passaggio da Bayreuth, hanno fame di pubblico, di desideri di grandezza. Le prove generali, aperte all’utenza in anteprima del concerto serale, hanno visto l’Auditorium Pollini stracolmo: a fare da Cicerone il partecipe direttore d’orchestra Giampaolo Bisanti, ormai ‘di casa’ a Padova con ‘L’elisir d’amore’ e il ‘Rigoletto’. Non è stato possibile escludere l’uno o l’altro in questa accesa querelle che contrappone i due Grandi in occasione del Duecentenario, per cui l’OPV ha deciso di omaggiarli entrambi con un doppio appuntamento, il primo di lunedì sera a favore di Telethon e l’altro il 7 novembre. Stranamente, con il preludio al finale del terzo atto dei ‘Lombardi alla prima crociata’, sembra che un concerto per violino si sia smarrito all’interno di un teatro d’opera: a riproporlo, nella veste verdiana e in quella fantastico – francese di Vieuxtemp, è il violinista Giovanni Angeleri, vincitore del Premio internazionale di violino Paganini, conosciuto nella provincia per le sue esibizioni insieme all’Orchestra delle Venezie di cui è direttore. Sogni d’amore irrompono nel Traeume di Wagner, anticipazione del duetto di ‘Tristano e Isotta’, in cui un’ombra notturna riveste le figure dei due amanti, sospesi in una dimensione irreale. Si ritorna alle pagine italiane con le ouverture del Nabucco, di Rienzi e dei Vespri Siciliani e si ripercorre la storia dell’opera, fino all’Albumblatt finale, straordinario gioco di fantasia che lascia scorrere davanti ai propri occhi persone e cose, in un suggestivo affresco tonale.

Camilla Bottin