L’ultima primavera

14 Aprile 2014 By Elena Bottin

Ricorda un esemplare unico di cammeo intagliato a mano nell’azzurro topazio il profilo di Mary, la protagonista de ‘L’ultima primavera’, testo liberamente ispirato al romanzo ‘Il colore del latte’ di Nell Leyshon: emerge dal passato, per la precisione dall’anno del Signore 1831, una figura semplice, nitida nella sua concretezza, nei suoi gesti, nel suo lasciarci una testimonianza scritta lettera per lettera. E’ una ragazza che «di anni ne principiava quindici», una contadina che non è andata oltre l’ultimo orizzonte del recinto delle pecore, che non riesce a smettere di sorridere, che ama la stanza delle mele e il nonno infermo che pure odora di mele. E’ «fatta così», con una lingua tagliente, che sferza l’aria: diretta, secca, ma in qualche modo dolce nella sua bontà, nella sua invasiva curiosità che tanto chiede a una famiglia abbruttita dal lavoro, con un padre autoritario e violento e tre sorelle dal carattere opposto. Eppure non era la casa di Mr. Graham, il proprietario della canonica, quello che aveva desiderato la notte che precedeva la Pasqua, lì sulla collina, tra l’erba alta e le sorelle per mano: non voleva di certo un uomo che le stesse addosso, dopo la morte della moglie, con il pretesto di aiutarla a uscire dalla sua ignoranza. No, non era questo, la bravissima interprete Chiara Milan ce lo racconta in un monologo dalla durata di un’ora, con un crescendo di pathos che rende la scena, nel suo incessante alternarsi di primavera, estate, inverno e poi ancora primavera – l’ultima – incredibilmente drammatica fino alla conclusione da vedersi con un groppo in gola, con una parola sussurrata dal vivo ma gridata nella mente.
Il ricavato dello spettacolo, una produzione dell’associazione culturale Villa Dolfin Boldù, con la regia di Viviana Larcati, presente sul palco alla fine, visibilmente commossa e di poche parole perchè «è la serata di Chiara», andrà interamente allo sportello antiviolenza ‘DonneDeste’, un servizio disponibile per le donne vittime di abusi e sorprusi nella Bassa Padovana. La presenza in sala degli assessori alla Cultura Eleonora Florio e alle Pari Opportunità Silvia Ruzzon del Comune di Este ha permesso di ricordare ai presenti in quella che era una sala gremita di gente le finalità di un ufficio a sostegno di una realtà che trova numeri sempre più sorprendenti. Impariamo a scrivere con Mary, cominciamo a vivere le sue esperienze, indossiamo per una volta ancora il suo grembiale liso: grazie a Chiara Milan per la bella interpretazione e a Viviana Larcati per la sapiente regia, un binomio in grado di produrre emozioni forti.

Camilla Bottin