Jesolo, la Laguna diventa arte: cento opere raccontano il fragile equilibrio tra terra e acqua
17 Aprile 2026Realizzata su iniziativa del Comune di Jesolo, la mostra è ideata e organizzata da Comediarting
in partnership con Cucù e riunisce sei artisti naturalisti del collettivo Ars et Natura — Concetta
Flore, Federico Gemma, Stefano Maugeri, Graziano Ottaviani, Marco Preziosi, Alessandro Troisi,
guidati dall’ornitologo e coordinatore del progetto Fernando Spina — protagonisti di una ricerca
che unisce osservazione diretta, rigore scientifico e restituzione artistica.
L’iniziativa è sostenuta da IMA Group come main sponsor e realizzata con la collaborazione di
Fondazione Lotus, Swarovski Optik e Pandion, che cureranno laboratori e attività sia al Museo
che nelle Valli.
Attraverso il linguaggio dell’arte naturalistica, la mostra propone una riflessione sul rapporto tra
uomo e ambiente, restituendo una visione contemporanea della natura che intreccia conoscenza
scientifica, sensibilità estetica e impegno per la conservazione. Le opere nascono da esperienze
dirette sul campo — taccuini di viaggio, osservazioni dal vero, studi di luce e comportamento
animale — e costruiscono un racconto visivo capace di restituire la complessità e la fragilità dei
paesaggi lagunari.
È proprio questa fragilità a rendere le zone umide uno dei temi centrali del progetto. Un mondo
senza zone umide sarebbe infatti un mondo senza acqua: questi ecosistemi rappresentano uno
degli elementi fondamentali del ciclo globale idrico, contribuendo alla regolazione delle risorse
d’acqua e fornendo servizi essenziali per l’umanità, dalla depurazione naturale allo stoccaggio, fino
alla protezione dalle inondazioni. In particolare, le lagune costiere svolgono un ruolo decisivo nella
mitigazione degli effetti dell’innalzamento del livello del mare, sempre più evidente nel contesto del
cambiamento climatico.
Nonostante occupino solo una piccola porzione della superficie terrestre, le zone umide ospitano
una concentrazione straordinaria di biodiversità, accogliendo circa il 40% delle specie animali e
vegetali conosciute. Eppure, sono tra gli ecosistemi più vulnerabili: negli ultimi decenni, una quota
significativa è andata perduta a causa dell’impatto umano, in una tendenza che continua a destare
forte preoccupazione a livello globale.
In questo scenario, la Laguna di Venezia e le valli di Jesolo assumono un valore strategico. L’Italia,
da sempre ponte naturale tra Eurasia e Africa, trova nell’Alto Adriatico uno dei principali corridoi
migratori del Mediterraneo. Qui, tra acque salmastre, canneti e barene, si sviluppa un mosaico di
habitat che accoglie durante tutto l’anno un numero straordinario di specie, senza soluzione di
continuità nei cicli migratori. I limicoli artici, le anatre, gli aironi e numerose altre specie trovano in
questi ambienti un punto di sosta, alimentazione e svernamento di rilevanza internazionale, con
concentrazioni che nei mesi invernali superano le centinaia di migliaia di individui.
In questo contesto, la mostra si configura come un dispositivo di conoscenza e consapevolezza:
un invito a osservare, comprendere e riconoscere il valore di ecosistemi complessi e