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A tu per tu con l'autrice veronese   
Intervista a Silvia Sacco Stevanella

Intervista a Silvia Sacco Stevanella


Intervista all'autrice della saga di romanzi fantasy per ragazzi che hanno come protagonista Luce: Silvia è di Verona ma ora è residente a Milano per il suo lavoro di copy editor.


Luce. La Grotta dei Sussurri’ e ‘Luce. Il Cammino dei Giganti’ sono due libri che hanno la stessa protagonista, Luce: quando hai iniziato a scrivere il primo libro avevi già in mente di proseguirlo in forma di saga?
Sì, avevo già pensato alla struttura, ai personaggi, alla trama più in generale, ma senza sapere esattamente dove sarei arrivata, e che strada avrei imboccato. È come partire per un viaggio in mongolfiera, un mezzo prodigioso che ti permette di guardare la storia dall’alto e dirigerti verso una meta, ma al tempo stesso è fluttuante, imprevedibile, esposto alle tempeste e alle bufere! Dal momento in cui è nata, Luce mi ha accompagnato come una presenza costante, una creatura invisibile che si è appollaiata sulla mia spalla e non mi ha lasciato più. Sedeva con me al tavolo della colazione, al cinema, in metropolitana, finché non arrivava l’“unza”, termine geniale inventato dallo scrittore Walter Moers nel suo Il Labirinto dei Libri Sognanti, che vi consiglio moltissimo: l’ispirazione, la voglia di raccontare, il friccicore dell’anima che scaturisce in parole.

Sei una grande amante della natura, ciò si riscontra nell’onnipresenza dell’ambiente, tema centrale all’interno dei tuoi romanzi: raccontaci il tuo rapporto con essa e come ritrovi il ‘verde’ nella vita di tutti i giorni ora che vivi a Milano.
Sono nata e cresciuta in campagna, ma non sono mai stata un’esperta di alberi e fiori, come Luce. Le piante mi piacciono tutte insieme, riunite in un bosco, in un prato, in un giardino. Mi affascinano i grandi scenari, le montagne, i mari, i deserti, ed è strano per una concentrata sui dettagli come me. Ora che abito a Milano vado quasi tutti i giorni a passeggiare nei giardini pubblici (ce ne sono di grandi e bellissimi), anche se a volte mi fanno un po’ “riserva naturale per homo sapiens”. Milano è immersa nel verde, ma è un verde addomesticato, per famiglie. Da questo punto di vista preferisco Verona, la mia città d’origine: in un attimo puoi raggiungere i monti Lessini, fare un bagno al Lago di Garda, perderti in un bosco. Comunque sono grata anche ai giardini pubblici milanesi: è lì, stesa sul prato e circondata dagli umili olmi del Comune che ho scritto le pagine più belle di Luce.

Sei scrittrice e copy editor allo stesso tempo, riesci a conciliare entrambi i lati della stessa medaglia? Come sei arrivata a questo percorso, che tipo di studi hai fatto?
Sì, riesco a conciliare le mie due anime, anzi direi che si nutrono a vicenda. Per lavoro leggo molto, e questo arricchisce la mia scrittura: al tempo stesso scrivere mi rende più sensibile ai romanzi degli altri. Ho iniziato a lavorare con i libri dopo una laurea in scienze della Comunicazione e un master per redattori in editoria.

Luce nel corso delle sue avventure diventa più matura, ha meno insicurezze ed è finalmente in grado di accettarsi in quello che è un passaggio delicato della vita, l’adolescenza. Diventa donna. Come mai ti sei avvicinata alla letteratura per ragazzi, ti senti affine a loro? Qual è un consiglio che daresti ai tuoi giovani lettori?
Certo, a volte mi sento più affine ai ragazzi che agli adulti. Di sicuro una parte di me non è mai cresciuta. Se in ogni scrittore è molto vivo il bambino che è stato, negli scrittori per ragazzi lo è ancora di più. Penso che chi scrive per ragazzi, e lo fa comunicando davvero con loro, senza leziosità o pedanteria, sia molto legato alla propria infanzia, con le ombre e le luci che solo in quel periodo della vita sanno essere così forti e nitide. Scrivo per loro anche per l’importanza che ha la parola a quest’età. Perché quello che vivi, leggi, conosci da bambino, non lo dimentichi più. Scrivere per ragazzi, poi, è simile alla coltivazione delle piante, che sono protagoniste della serie di Luce: hai tra le mani un terreno nuovo e fertile in cui spunta un germoglio da coltivare, e non sai in quale pianta si trasformerà. Le parole, il senso con cui lo innaffi, sono fondamentali. Un consiglio di scrittura non mio, ma che mi piace molto: tratta il tuo lettore come un amico, non come una persona da stupire o da sfidare. Siediti accanto a lui e raccontagli una storia.

La recensione del libro “Luce. La grotta dei sussurri” su Sugarpulp http://sugarpulp.it/luce-grotta-dei-sussurri-recensione/

Camilla Bottin


 

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